Sport
Il calcio femminile sbarca in Sud Sudan come strumento per veicolare modelli culturali paritari. La South Sudan Football Association crede che progresso e armonia sociale possano rafforzarsi incoraggiando le donne a giocare a calcio: per questo ha inaugurato la ‘Stars Unite’, ossia la Strategia nazionale 2021-2024 per aumentare fino al 70 per cento la partecipazione di bambine e ragazze.
Nel Sud Sudan dopo anni di guerra civile, dove le donne sono state al centro del processo di pace e per le quali è stata fissata una quota del 35% al fine di garantire loro la partecipazione al governo, si sta realizzando l’idea di favorire il football femminile come veicolo di cambiamento culturale. Il progresso e l’armonia sociale possono rafforzarsi incoraggiando le donne a giocare a calcio. Ne e’ convinta la South Sudan Football Association (Ssfa), che questo mese ha inaugurato la ‘Stars Unite’, ossia la Strategia nazionale 2021-2024 per aumentare fino al 70 per cento la partecipazione di bambine e ragazze, che al momento sono poche migliaia nel Paese e non hanno un campionato nazionale.
Intanto il capitano della nazionale femminile, Amy Lasu, che ha iniziato a giocare in Kenya prima di tornare a giocare nel suo paese, dice che è una sfida perché per molto tempo il calcio è stato considerato uno sport maschile. Era considerato un tabù per le ragazze giocare.
La federazione ha spiegato che vuole mostrare al mondo che il Sud Sudan sta crescendo nel calcio femminile, cambiando la mentalità di alcune persone che ancora non credono che le donne possano non solo giocare a calcio ma essere responsabili del proprio destino.
In Sud Sudan, come in altri Paesi africani, il calcio per le donne rappresenta ancora un tabu’. La cultura è di stampo patriarcale, vige la tradizione dei matrimoni precoci, non a tutte le bambine è consentito studiare. La convinzione e’ che il calcio – sport molto popolare – possa fare la differenza e veicolare messaggi positivi e costruttivi.
Diritti
Crescono le adesioni alla campagna internazionale di Amnesty International a favore della scarcerazione dello studente egiziano. Il servizio di Paolo Andruccioli.
Anche la città di Palermo aderisce all’iniziativa in favore della liberazione dello studente egiziano iscritto all’Università di Bologna e detenuto Al Cairo dal febbraio dello scorso anno. L’obiettivo è il lancio di un poster per una campagna di sensibilizzazione a livello mondiale.
“Abbiamo sempre collaborato e sostenuto le tante iniziative di tutti attori della difesa dei diritti umani – ha spiegato ieri il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – e anche a questa campagna abbiamo voluto dare il nostro pieno sostegno”.
Cultura
Tra fotografia, disegno e grafica, il Mann di Napoli ospita la mostra organizzata in collaborazione con Amnesty International Italia. Nel Giardino delle Fontane, gli stendardi realizzati dagli allievi dell’Istituto “Nicolini-Di Giacomo” in un percorso condotto dall’artista visiva Ilaria Turba. Sulle pagine Facebook ed Instagram del museo è già possibile guardare le opere.
Economia
“Il piano nazionale di resilienza e di ripresa diventa il terreno fertile dentro cui valorizzare il protagonismo del mutualismo e l’intraprendenza delle comunità: il futuro è un atto del presente”. Lo scrivono in una lettera appello pubblicata sul Corriere della sera i presidenti di Federsolidarietà e Legacoopsociali, Stefano Granata e Eleonora Vanni, e il direttore di Aiccon Paolo Venturi.
Internazionale
Un report delle Nazioni Unite analizza gli effetti della pandemia sullo spostamento delle popolazioni. Il servizio di Fabio Piccolino.
Nell’ultimo anno le migrazioni nel mondo si sono ridotte di quasi il 30% a causa dell’epidemia di Coronavirus. Sono i dati dell’ultimo rapporto dell’Onu, secondo il quale sono 281 milioni le persone che vivono fuori dal proprio paese di origine.
In testa alle nazioni ospitanti ci sono gli Stati Uniti, che nel 2020 hanno registrato 51 milioni di migranti internazionali, seguiti da Germania, Arabia Saudita, Russia e Regno Unito. Il paese con il più alto numero di persone che hanno deciso di vivere fuori dai propri confini è invece l’India, dove gli emigranti sono circa 18 milioni. In Europa c’è la quota maggiore di migrazione interna: chi decide di lasciare il proprio paese, rimane nel continente nel 70% dei casi.
Sport
Ha preso il via il Corso di Alta Formazione istituito dalla Figc nell’ambito delle attività didattiche legate a Refugee Teams, la principale iniziativa di carattere sociale della Federazione. Il programma didattico, destinato tra gli altri agli operatori sociali dei centri Siproimi, vuole trasmettere gli strumenti necessari per ottimizzare la gestione dei flussi migratori nel nostro Paese.
Il percorso formativo si articola in 28 moduli formativi, per un totale di 70 ore di formazione, e si prefigge l’obiettivo di promuovere la competenza culturale dei destinatari del progetto per migliorare il servizio di accoglienza; per prevenire e ridurre i fattori di stress e vulnerabilità con conseguente innalzamento del benessere psico-fisico dell’utenza straniera e rafforzamento della competenza culturale del personale sulle metodologie di prevenzione del fenomeno della violenza interculturale; migliorare la competenza da parte dei destinatari nella progettazione di azioni che implementino l’inclusione sociale attraverso il gioco del calcio; potenziare l’offerta del servizio offerto in termini di efficacia ed efficienza, realizzando pacchetti formativi che possano essere utilizzati in realtà differenti sviluppando azioni di governance a più livelli; costruire strategie efficaci per affrontare tutte le forme di incomprensione culturale e linguistica degli operatori sanitari e del personale della pubblica amministrazione verso i migranti; comprendere il Diritto delle migrazioni e delle politiche nazionali e internazionali relative ai fenomeni migratori.
Gli oltre 200 partecipanti che hanno formulato l’adesione al corso, potranno seguire i moduli didattici attraverso una piattaforma digitale sia in modalità sincrona che asincrona, prendendo parte alle diverse lezioni e ai gruppi di lavoro previsti dal programma.
Società
Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, insieme a Cittadinanzattiva sta realizzando una piattaforma digitale per definire le priorità sulle vaccinazioni anti-Covid e la prenotazione dei pazienti, che interagirà con quella nazionale. La piattaforma dovrebbe operare attraverso un algoritmo che, in base ai parametri caricati, la storia sanitaria del paziente, l’età, l’anamnesi, dovrebbe individuare le persone a rischio che devono essere vaccinate per prime.
Diritti
Per il vaccino pensiamo anche ai detenuti. E’ l’appello lanciato ieri dalle pagine del manifesto da Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone. Paura e solitudine hanno reso la pena ancora più afflittiva rispetto a quella già ordinariamente sofferta. “Per questo – scrive Gonnella – ci rivolgiamo al Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute affinché, attraverso la somministrazione del vaccino, restituisca alla vita i detenuti, le loro famiglie, i lavoratori delle carceri”.
Cultura
Commenta così l’associazione nazionale Federculture il piano per la riapertura dei musei prospettato dal ministro Franceschini. “È difficile infatti comprendere – commenta l’associazione – quale sia la logica dell’apertura nei soli giorni feriali. Legare, inoltre, l’apertura dei musei alla variabile dell’attribuzione di colori alle regioni di appartenenza rende imprevedibile la durata dei periodi apertura e di chiusura”.
Società
L’associazionismo è in campo. Acli e Arci si appellano al presidente della Repubblica e chiedono di trovare una soluzione della crisi politica, che dia un orizzonte certo all’Italia, a partire dal Recovery fund, dalla definizione di un piano vaccinale, al ritorno a una didattica a scuola, a ristori che sostengano le categorie più colpite. Il rischio è che l’instabilità venga scaricata soprattutto sui cittadini.