Notizie

Arma di guerra

di Redazione GRS


 

Per i bambini che vivono in zone di conflitto c’è anche il pericolo della violenza sessuale. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Settantadue milioni di bambini vivono in luoghi del mondo dove forze e gruppi armati sono soliti perpetrare atti di violenza sessuale contro i minori: è l’allarme lanciato da Save The Children nel Rapporto “Arma di guerra”, che accende i riflettori sul pericolo che molti bambini in zone di conflitto sono costretti ad affrontare quotidianamente.

Secondo i dati, il rischio di subire abusi oggi è quasi dieci volte più alto rispetto a dieci anni fa. I Paesi in cui si registra il numero più alto di violazioni sono lo Yemen e la Somalia, seguiti da Iraq, Siria, Colombia e Sud Sudan.

Prospettive nere

di Redazione GRS


Il 12% delle imprese pensa di ridurre il numero dei dipendenti, il 23% in quelle con 1-9 occupati, mentre il 5% pensa di dover chiudere l’attività. Questo è il risultato di un sondaggio dell’Osservatorio di Legacoop ideato e realizzato dalla sua Area Studi e Ipsos.

Rassicurazioni

di Redazione GRS


Per le associazioni delle persone con disabilità che in due diversi momenti hanno incontrato la neo ministra Stefani: Fish e Fand hanno ricevuto ok alla priorità sui vaccini anche per caregiver e assistenti, Unione italiana ciechi e ipovedenti ha incassato un percorso comune sulla disabilità visiva.

Vent’anni

di Redazione GRS


Compleanno per l’agenzia stampa Redattore Sociale nata nel 2001. Nella prima fase di vita l’attenzione è stata posta sul corretto approccio ai problemi sociali. Oggi la sfida è quella di leggere i fenomeni in termini talmente ampi da diventare globali.

Football anti-Covid

di Redazione GRS


Il calcio è un collante sociale, ma come tante altre attività sportive ha dovuto fare i conti con la pandemia. Da qui l’idea di far tornare a giocare in squadra, ma “a distanza”, ragazze e ragazzi: per rispettare le norme di sicurezza, il campo a 7 viene suddiviso in diverse aree in cui gioca solamente un calciatore.

Il Covid ha portato con sé anche la capacità di reinventarsi per molte persone, talvolta per necessità lavorative, talvolta per urgenze sociali. E proprio l’urgenza sociale è stato l’impulso per il centro di formazione professionale salesiano Cnos Fap, a Castel de’ Britti, di inventare un “escamotage” per far tornare i propri adolescenti sul campo di pallone, adeguando la partita alle normative vigenti con il “football anti-Covid”.

Come spiega il direttore Carlo Caleffi, direttore del centro, Cnos Fap di Castel de’ Britti è un piccolo centro di formazione professionale che in questo periodo ha portato avanti i propri corsi a distanza, con due appuntamenti settimanali in presenza. Un centro salesiano, per cui il cortile e il gioco fanno parte della vita quotidiana. È stata l’apatia dei ragazzi che popolano il centro a spingere il direttivo ad inventare qualcosa di nuovo secondo le normative di sicurezza.
«Il calcio è il gioco più praticato dai ragazzi – osserva il direttore – Noi abbiamo tanti ragazzi di religioni e culture diverse, che sono abituati a conoscersi per strada, e farebbero fatica altrimenti. Il calcio è quel linguaggio universale che non volevamo perdere».

Come funziona il calcio distanziato? Per rispettare le norme di sicurezza, il campo a 7 è stato suddiviso in diverse aree dove, all’interno di ognuna, gioca solamente un calciatore cosicché le persone non entrino in contatto. Le squadre possono contare su un portiere, due difensori, un centrocampista, un trequartista e due attaccanti. Le loro zone ben delimitate costituiscono uno spazio sicuro, dove non si può entrare in contatto. La marcatura, infatti, avviene frontalmente. È la presenza di un arbitro a garantire che le linee di queste zone non vengano valicate. Ciò che potrebbe apparire un limite, consolida in realtà l’insegnamento basilare nel calcio: passare la palla. In un continuo movimento, tutti i calciatori sono costretti a passare velocemente il pallone, riscoprendo in un certo senso una sfida contro l’individualismo calcistico e il senso del gioco di squadra.

Quello del centro salesiano è a tutti gli effetti una forma di resilienza, come è stata definita, perché si pone come un esempio di reazione creativa e costruttiva a quanto stiamo vivendo. Ma soprattutto perché porta avanti la formazione educativa di molti ragazzi e ragazze che popolano il centro, dando loro una possibilità di combattere nel proprio piccolo la battaglia contro il covid. Il calcio anti-covid si presenta sotto ogni aspetto un gioco molto più trasversale e di squadra, che raccoglie ragazzi e ragazze di tutte le età. Sono stati gli adolescenti, infatti, a ritinteggiare il campo e mettere a posto il cortile dimostrando molta carica ed entusiasmo portando un clima di lavoro di squadra.

di Pierluigi Lantieri

Puntini di inclusione

di Redazione GRS


Con l’evento che si è svolto online nel corso della mattinata, l’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti celebra la Giornata nazionale dell’alfabeto Braille. Secondo Mario Barbuto, presidente nazionale Uici, “uno strumento imprescindibile per l’integrazione delle persone non vedenti nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale”.

Nuove energie

di Redazione GRS


Sono state sono oltre 125 mila le domande presentate quest’anno per il servizio civile universale. Secondo il Cnesc è un risultato che raccoglie l’entusiasmo dei giovani e il loro desiderio di essere protagonisti attivi nei territori. Per Arci Servizio Civile è necessario che i fondi vengano ampliati e stabilizzati per evitare che un ragazzo su due resti a casa.

Quale piano

di Redazione GRS


I punti e il ruolo della cooperazione sociale nel Recovery Plan. Lo spiega Eleonora Vanni, presidente nazionale di Legacoopsociali (Sonoro).

Bersagli sociali

di Redazione GRS


Nel corso del 2020 sono stati uccisi almeno 331 difensori dei diritti umani nel mondo: sono i dati del report dell’organizzazione Front Line Defender da cui emerge che due terzi delle persone assassinate si occupavano di ambiente, di terra e di popolazioni indigene. America Latina e Filippine le aree più pericolose per gli attivisti.