A quattro anni dal primo Rapporto “I padroni della Terra”, curato da Focsiv, l’accaparramento delle terre a danno dei popoli originari e delle comunità contadine è proseguito con la medesima intensità, se non maggiore.
Ne parliamo con Andrea Stocchiero, Policy Advisor di Focsiv.
Era il 15 luglio del 2020 quando Mario Paciolla, 33enne napoletano impegnato come osservatore dell’Onu per il rispetto degli Accordi di Pace a San Vicente del Caguàn in Colombia, fu ucciso a casa sua e per questo omicidio, all’inizio travestito da suicidio, ancora non si conoscono i mandanti e gli assassini.
E dopo dodici mesi un altro cooperante ha perso la vita, questa volta nel Chiapas in Messico. Michele Colosio, 42enne di Brescia, è stato ucciso da un uomo che da una moto gli ha sparato colpi di pistola a San Cristobal.
“Dobbiamo chiudere la fase dei tagli nella sanità e passare a quella degli investimenti perché ogni euro speso per la salute di un cittadino è un euro speso per il bene della collettività” Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza ha iniziato il suo intervento durante il convegno organizzato dalle dalle Acli con l’Associazione Prima la comunità, l’Associazione Salute Diritto fondamentale in collaborazione con la Rete Salute Welfare Territorio.
“Sulle Case della comunità mettiamo 2miliardi, arriveremo a farne 1350 e devono essere il primo luogo di presa in carico: quando il cittadino vive un problema lì dovrà trovare le prime risposte e poi verrà guidato verso un percorso. Io immagino un luogo in cui sanitario e sociale sono in relazione, dove la presa in carico sia multidisciplinare e venga fatta da personale specializzato, con una formazione specifica che dobbiamo implementare”. Così il ministro spiega il progetto previsto dal Piano di rinascita e resilienza.
La gioia spontanea e composta del presidente Mattarella al gol dell’Italia. È una delle foto simbolo di questa vittoria europea che ha fatto esplodere di gioia il Paese. Caroselli, fuochi, balli e festa hanno attraversato la notte magica delle città. La parata di Donnarumma ha sugellato quella voglia di esplodere e festeggiare. Dai boomer che nemmeno ricordano quell’unica vittoria ai millennials troppo piccoli per il mondiale del 2006 o che su youtube cercano le immagini di quel mitico mundial ’82.
Ora sono le lacrime di Vialli e Mancini abbracciati, 30 anni dopo la loro sconfitta a Wembley nella prima finale di Champions league con la Sampdoria. Ora sono le stampelle alzate di Leonardo Spinazzola che ha voluto esserci dopo l’operazione al tendine di Achille. Ora sono questi ragazzi che con il telefonino chiamano la mamma in mezzo al campo. Ora è la voce di Francesco Repice che con la sua radiocronaca è diventato un vero e proprio idolo dei tifosi. Ora sono gli sfottò agli inglesi che pensavano di essere tornati a casa e invece il pallone fa il giro del mondo. Sono queste le immagini che ora diventano storia, quella del primo europeo raccontato con i video sui social e con la simpatia contagiosa attraverso i video di scherzi, cori e tormentoni dopo ogni partita.
È il calcio con la sua capacità di arrivare nei momenti più critici della storia di un Paese. E come disse Sandro Pertini: “volete togliere anche questa piccola gioia a chi lavora tutta la settimana?”. Senza caricare questi eventi sportivi di inutili simbolismi né di strumentalizzare c’è solo il diritto a gioire e a vivere il calcio per quello che è: un grande gioco popolare.
Lo scorso 2 luglio, a Roma, è stata presentata l’indagine promossa da Terzjus e Italia non profit. La ricerca ha messo in evidenza una forte volontà delle organizzazioni di voler essere parte del cambiamento: l’87% vuole infatti iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. 1 ente su 2 ha già adeguato lo statuto, solo 1 ente su 6 conosce bene la riforma e ne percepisce gli effettivi vantaggi. L’86% giudica l’iter ingiustificatamente lungo e si attende un’accelerazione nell’applicazione. Continua a leggere→
L’allarme per la situazione dei servizi di salute mentale in Calabria arriva direttamente al ministro Speranza. Intervista al presidente di Legacoop Calabria Lorenzo Sibio
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