Bentornati all’ascolto del GRS week. In studio Giovanna Carnevale e Ivano Maiorella.
Dal Terzo settore una postura di partecipazione e libertà, una naturale tensione all’ascolto, e un’inquietudine che spinge ad immaginare una società diversa: se ne è parlato molto nel corso dell’incontro “Democrazia e partecipazione: il ruolo del Terzo settore” che si è tenuto a Roma il 29 ottobre, in occasione dell’Assemblea nazionale del Forum del Terzo settore.
L’inquietudine c’è e illumina e orienta, ha ricordato Emiliano Manfredonia, presidente Acli, prendendo spunto dalla “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
E se la capacità trasformativa della nostra democrazia è messa alla prova, come ha ricordato Giancarlo Moretti, portavoce del Forum del Terzo settore, ed esiste uno scollamento tra le istituzioni e le richieste di partecipazione, occorre più che mai investire in politiche sociali e affrontare alla radice le disuguaglianze divenute inaccettabili.
Partecipazione e democrazia, la postura del Terzo settore, che cosa significano alla luce della situazione che viviamo? Lo abbiamo chiesto a Walter Massa, presidente Arci
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Il mondo sta cambiando in maniera velocissima ed è in atto un processo che spinge verso le autocrazie. Esiste un rischio di normalizzazione per il Terzo settore? Risponde Paolo Venturi, Direttore di Aiccon Research Center
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Il Terzo settore può giocare un ruolo importante nella ricerca di senso da offrire alle persone, in quanto corpo intermedio: riempire il vuoto che lascia la politica. Le parole chiave per rendere concreto questo protagonismo del Terzo settore nel rapporto con le istituzioni sono amministrazione condivisa e coprogrammazione. Ne abbiamo parlato con Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale
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