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Carceri sovraffollate al 139%: il nuovo Rapporto di Antigone

di Redazione GRS


Murati vivi – Antigone ha presentato il nuovo rapporto sulle carceri italiane. IL servizio di Federica Bartoloni.

Le carceri italiane, a meno di un mese fa, ospitavano circa 64.400 detenuti a fronte di una capienza inferiore di migliaia di posti. Un tasso di affollamento del 139%. Al macrodato generale del Rapporto Antigone sulla detenzione in Italia si aggiunge una crescita dell’età media della popolazione carceraria alla quale non corrisponde, però, un decremento di quella più giovane. Aumentano le aggressioni nei confronti della polizia carceraria e tra detenuti, così come i suicidi.

“Si viene murati vivi” denuncia Antigone che propone al Governo, in vista dell’estate, un “Piano Marshall” rivolto ad una riforma strutturale del sistema carcerario.

Settimana europea dei test: prevenzione contro HIV e IST

di Redazione GRS


Testare, Trattare, Prevenire – Fino al 25 maggio in tutta Europa la Settimana Europea dei test, una delle più importanti mobilitazioni di salute pubblica al mondo per prevenire l’HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili. In Italia le sedi della Lila rafforzeranno il loro impegno offrendo test rapidi, anonimi e gratuiti, per HIV, epatite C e sifilide.

La prima ETW, European Testing week del 2026 è al via: dal 18 al 25 maggio, in tutta Europa, centinaia di servizi sanitari pubblici e privati, di associazioni, di communities uniranno i loro sforzi per moltiplicare l’offerta di test e per promuovere la consapevolezza dei benefici di una diagnosi precoce dell’HIV, delle epatiti virali e di altre IST, Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

La Settimana Europea dei test, promossa due volte l’anno da “EuroTEST Iniziative”, coinvolge, dal 2013, oltre cinquanta paesi della regione Europea dell’OMS.  “Test, Treat, Prevent”, Testare, Trattare, Prevenire, è lo slogan che riassume il senso di questo iniziativa, che rappresenta una delle più importanti mobilitazioni di salute pubblica al mondo.

Sapere per tempo se si è positivi a questi virus può davvero salvarci la vita, salvaguardando nel contempo anche la salute degli altri e delle altre. E’ bene sapere, infatti, che queste infezioni possono essere curate o trattate con successo, soprattutto se la diagnosi avviene tempestivamente. Al contrario, una mancata diagnosi o una diagnosi tardiva possono causare gravi problemi alla nostra salute. Ancora oggi, queste infezioni presentano quote allarmanti di sommerso, ossia di persone che, per anni, rimangono non consapevoli del proprio stato. Come indicato dalle Strategie UNAIDS, il contrasto al sommerso è invece fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 (SDGs) che prevedono, per quanto attiene la salute, la sconfitta di alcune epocali patologie come, appunto, quelle da HIV, Epatiti virali e IST.

Oggi l’HIV può essere trattato con grande efficacia bloccando il decorso dell’infezione e rendendo il virus non trasmissibile (U=U). I benefici di questa evidenza scientifica sono enormi per la salute dei singoli e della collettività. Per quanto riguarda le epatiti virali -prima causa di cirrosi e cancro epatico se non trattate- ricordiamo che l’HCV può essere guarita completamente mentre l’HBV può essere controllata con i farmaci e prevenuta con un vaccino. Anche per le IST esistono vaccini, strategie di prevenzione, cure e trattamenti di cui è importante essere informati per non incorrere in serie conseguenze.

La LILA offre da anni servizi di test rapidi, anonimi e gratuiti, presso le proprie sedi o sui territori. A tutte le persone che si rivolgono a noi vengono offerti colloqui di counselling e materiale informativo, il che fa di ogni incontro anche una preziosa occasione di informazione, sostegno e prevenzione. Lo stile non giudicante, la presenza di operatori pari, la garanzia di anonimato e riservatezza, il counselling, fanno sì che un numero sempre crescente di persone ricorra ai nostri servizi per eseguire un test e questo permette di raggiungere anche chi non si rivolgerebbe ai servizi tradizionali.

Durante tutta la settimana europea dei test, le sedi di Bari, Cagliari, Como, Firenze, Livorno, Milano, Torino e Trento rafforzeranno il loro impegno offrendo test rapidi, anonimi e gratuiti, per HIV, epatite C (HCV), sifilide e, in alcune città, anche per epatite B (HBV) per un totale di 24 date e 84 ore di impegno volontario. In caso di esito reattivo le persone saranno sostenute e accompagnate nell’accesso ai centri clinici pubblici per gli eventuali esami di conferma, per la presa in carico e per l’accesso alle terapie.

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Ddl immigrazione, protestano le organizzazioni sociali

di Redazione GRS


Inclusione a rischio – L’allarme di 27 organizzazioni della società civile sul disegno di legge immigrazione. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Non interrompere i percorsi di inclusione degli adolescenti migranti arrivati soli in Italia. È l’appello di 27 organizzazioni, tra cui ActionAid, Arci, Caritas, Oxfam e Intersos, in merito al ddl Immigrazione che inizia l’iter al Senato. Il testo intende ridurre al compimento dei 19 anni, non più 21, gli strumenti di accompagnamento nella transizione all’età adulta, completando studi, formazione e inserimento lavorativo. Questa scelta, scrivono, potrà significare, in molti casi, impedire ai ragazzi e alle ragazze di raggiungere la stabilità necessaria alla loro inclusione positiva nella società.

Crediti foto: FP

Matrimoni sempre più cari: spesa in aumento fino al +11%

di Redazione GRS


Un salatissimo Sì – Se dai dati Istat si parla di un calo del 5,9% dei matrimoni un motivo risiede nei costi esorbitanti come denuncia l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori: il prezzo totale di un matrimonio tradizionale con 100 invitati può oscillare tra 48mila euro – +4% rispetto al 2025 e i 118mila – +11%.

Gli ultimi dati Istat parlano di un calo dei matrimoni del 5,9% sull’anno precedente (dato relativo ai primi 9 mesi 2025), diminuzione che si aggiunge a quella già registrata nel 2024 (-5,9% sul 2023). Non c’è da sorprendersi di un calo simile, viste le cifre astronomiche che bisogna sostenere per sposarsi oggi.
Si avvicina il periodo più gettonato per celebrare questa cerimonia (tra giugno e settembre) e, come ogni anno, l’O.N.F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato i costi che le coppie (e le rispettive famiglie) devono affrontare per festeggiare in grande stile. Dallo studio è emerso che, nel 2026, il costo totale di un matrimonio tradizionale con 100 invitati può oscillare tra 48.018,00 € (+4% rispetto al 2025) ed 118.072,00 € (+11% rispetto al 2025).
La voce più onerosa è senza dubbio quella relativa alla location, alla musica dal vivo e al pranzo/cena per gli invitati (che costituisce circa il 42% del totale). Segue la spesa per il look degli sposi, che ammonta a circa il 15% del totale. In terza posizione il viaggio di nozze (15% del totale).
A conti fatti, si tratta di una spesa notevole, proibitiva per molti: non a caso aumentano non solo le rinunce, ma anche le disparità e le disuguaglianze in questo settore. Infatti, mentre il matrimonio “di lusso” non conosce crisi, chi non è disposto a spendere cifre così onerose per festeggiare con amici e parenti uno dei giorni più importanti della propria vita è costretto a ricorrere a soluzioni e strategie low cost. Tra queste sicuramente la soluzione principale per abbattere i costi è ridurre il numero di invitati, optando per aperitivi e buffet al posto del classico pranzo/cena: in questo modo si può risparmiare anche il 60% della spesa.
C’è anche chi decide per festeggiamenti fai da te, invitando tutti a casa o organizzando un party in giardino, ricorrendo a un servizio di catering o mettendo alla prova le abilità culinarie dei propri parenti per preparare un buffet di nozze genuino e all’insegna delle tradizioni (con un risparmio, in questo caso, anche del 42%).
Altre voci di spesa su cui si può risparmiare sono le bomboniere e le partecipazioni fai da te (-65% sui costi). Si conferma in ripresa la scelta di non rinunciare al servizio fotografico e video: sono sempre di più le coppie che preferiscono affidarsi a professionisti, muniti di attrezzatura ad hoc e droni, per immortalare il giorno del fatidico “sì”. Il fai da te, in questo caso, è affidato a cloud e app di raccolta delle foto scattate dagli invitati, che faranno da corollario all’album ufficiale.
Soluzione drastica per tagliare i costi è quella adottata da un numero crescente di coppie che scelgono di partire per il proprio matrimonio, accompagnati solo dai testimoni (una tendenza che riguarda ancora tra il 9 e l’11% delle coppie, ma che risulta in aumento). Attenzione, in questi casi, a verificare i requisiti e le norme affinché il matrimonio sia valido a tutti gli effetti anche in Italia.

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“Scuola. Educare quando tutto sta cambiando”: il libro di Rossi-Doria

di Redazione GRS


Dalla parte dei piccoli – Marco Rossi-Doria, presidente della Fondazione Con i bambini, porta al Salone del Libro “Scuola. Educare quando tutto sta cambiando”, con prefazione di Matteo Zuppi. Un libro sulle responsabilità della politica e delle comunità educanti, contro l’idea che basti il digitale: bambini e ragazzi imparano dentro relazioni vive.

Nel libro “Scuola. Educare quando tutto sta cambiando” (Vita e Pensiero, 243 pp., 18,00 €, in libreria dal 15 maggio), che completa e chiude la collana “Piccola biblioteca per un Paese normale”, Marco Rossi-Doria affronta i problemi e le responsabilità generazionali e politiche che hanno influito sulla scuola, ma delinea anche i punti di forza del sistema italiano e mostra percorsi di riattivazione possibili, basati su certezze che non cambiano: «i piccoli e giovani sapiens» fin da subito imparano sempre e ovunque; non imparano da soli, men che meno davanti a un programma digitale su misura, ma sempre dentro un ‘noi’ che avvicina e arricchisce; non imparano imboccati passivamente ma in modo partecipe, anche usando bene l’IA.

Chi non vorrebbe una scuola così? Ebbene, c’è. C’è nel patrimonio culturale italiano; c’è nell’inclusività delle nostre scuole verso chi è straniero o porta delle disabilità; c’è in chi già assicura contesti dove si impara in modo attivo e rigoroso; c’è nelle comunità più grandi delle scuole, che ne vivificano la missione su base sussidiaria, spesso nelle realtà difficili. Ma c’è anche tanto da fare per riparare divari e povertà educative inaccettabili, insensate burocrazie, mancanza di fondi…

La spinta decisiva può venire da una grande azione politica promuovente, che raccolga la sfida dei semi già gettati, dia nuove e solide cornici alla scuola e alle comunità educanti, riconosca le tante spinte positive dei nostri ragazzi, favorendone la responsabilità.

La parola chiave del libro è quella messa a fuoco nella prefazione da Matteo Maria Zuppi (qui in veste non solo di presidente della CEI ma anche di ex compagno di classe al liceo dell’autore): “È la parola ‘educare’, dal latino educĕre, tirare fuori. Non riempire, dunque, ma liberare. Non depositare nozioni in un contenitore vuoto, ma accompagnare qualcuno a diventare quello che già, in qualche modo, è chiamato a essere. Marco Rossi-Doria lo sa bene, lo ha vissuto con i piedi, con le mani, con il cuore e con la mente negli anni passati a essere (più che a fare) l’educatore nelle scuole delle periferie di Napoli, nelle aule dove lo Stato arriva tardi e spesso con le mani vuote di soluzioni e con troppi proclami. Lo dimostra, e con questo libro ce lo ricorda, con la chiarezza di chi ha visto le cose da vicino, senza le protezioni del distacco accademico”.

Sport e violenza di genere: la stretta di San Marino

di Redazione GRS


Qui non giochi – La Repubblica di San Marino introduce una normativa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori. Secondo il Segretario di Stato, Rossano Fabbri, “Lo sport non può attendere i tre gradi di giudizio, serve una misura preventiva, perché vive di simboli e di esempi che entrano nelle case e nelle teste dei ragazzi”.

Il segretario Rossano Fabbri difende la legge del 2025: sospensione automatica entro cinque giorni dalla condanna e obbligo di segnalazione entro dieci giorni. “Non è una sanzione penale, ma una tutela dell’ambiente sportivo e dei minori”
Il caso del calciatore Manolo Portanova e la sua condanna in secondo grado per violenza sessuale ha riacceso in Italia il dibattito sul rapporto tra giustizia ordinaria e mondo dello sport, soprattutto sul tema della permanenza in campo di atleti coinvolti in procedimenti per reati gravi. Un confronto che tocca direttamente il nodo della “responsabilità sportiva” prima ancora della sentenza definitiva, e che divide tra chi invoca la presunzione di innocenza e chi chiede misure immediate di tutela dell’immagine e della sicurezza negli ambienti sportivi. In questo solco si inserisce la scelta della Repubblica di San Marino, che ha introdotto una normativa particolarmente severa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori come spiega al FattoQuotidiano.it il Segretario di Stato, Rossano Fabbri.

Segretario, la vostra legge introduce la sospensione già dopo una condanna di primo grado a una pena di almeno un anno per violenza di genere e abusi su minori: perché avete scelto di intervenire in modo così immediato?
Siamo intervenuti subito perché lo sport vive di simboli e di esempi che entrano quotidianamente nelle case e nelle teste dei ragazzi. Aspettare i tempi lunghi dei tre gradi di giudizio, in casi così sensibili, significherebbe accettare un’impunità sociale prolungata. Si tratta di un atto di igiene morale, se mi passa il termine: un condannato – anche in via non definitiva – che scende in campo manda il messaggio che il talento possa giustificare l’orrore. Per la Repubblica di San Marino era un provvedimento urgente e necessario, dettato anche dalle nostre peculiarità infrastrutturali: nei nostri centri, spesso, bambini, donne e adulti condividono gli stessi spazi di allenamento. È una misura di sicurezza preventiva che avevamo il dovere di garantire.

Come avete bilanciato questa scelta con il principio di presunzione di innocenza?
Dobbiamo distinguere i piani. La presunzione d’innocenza è un principio cardine dell’ambito penale e tale resta nei tribunali. Qui, però, parliamo di ordinamento sportivo, che ha prerogative e finalità differenti. La nostra è una misura di natura preventiva che garantisce la sicurezza nei luoghi dove si pratica sport. Tuteliamo l’ambiente agonistico e i suoi frequentatori, garantendo che i centri restino luoghi sicuri e protetti, senza per questo voler sostituire il giudizio definitivo della magistratura ordinaria.

La norma prevede obblighi stringenti di comunicazione e sanzioni molto dure: temete criticità applicative?
Gli obblighi di comunicazione e denuncia appartengono già al novero dei doveri sportivi; è una casistica ben nota a chiunque viva questo mondo. I valori dello sport si basano su principi di integrità, etica e alta moralità. Non vedo particolari criticità perché la norma è cristallina: punisce una condotta contraria ai valori sportivi slegandola dai soli tecnicismi procedurali. Chi sceglie la lealtà sportiva non ha nulla da temere da regole chiare.

In concreto, come verranno effettuati i controlli e quale sarà il ruolo del CONS e delle federazioni?
La norma è di facile applicazione grazie a un automatismo preciso. È il tesserato stesso che, in caso di condanna in primo grado ad almeno 12 mesi, ha l’obbligo di darne comunicazione scritta al Presidente della propria Federazione e al CONS entro dieci giorni. Qualora questa autocertificazione mancasse, scatta una sanzione differente e pesantissima: una squalifica automatica di quattro anni, indipendentemente dall’esito finale del giudizio. Tuttavia, non restiamo alla finestra ad aspettare: il sistema è strutturato per intervenire tempestivamente non appena si viene a conoscenza del provvedimento, ad esempio tramite gli organi di stampa o le comunicazioni delle autorità. In quel caso, l’azione del CONS è immediata. Una volta acquisita la notizia, il Presidente dispone la sospensione entro cinque giorni. È un sistema che responsabilizza il singolo e non lascia spazio a zone d’ombra.

Le federazioni hanno avuto tempi rapidi per adeguarsi: il sistema sportivo sammarinese era pronto a un cambiamento così netto?
Prontissimi, forse anche più della politica stessa. Il nostro tessuto sportivo è storicamente sano. Certo, c’è stato un fisiologico momento di disorientamento iniziale per la perentorietà del testo, come sempre accade di fronte a cambiamenti radicali. Ma alla fine ha prevalso l’orgoglio di essere pionieri su un tema così delicato. Abbiamo trovato sponde solide perché tutti comprendono che la tutela dei minori e la lotta alla violenza di genere sono priorità assolute che nobilitano lo sport.

Quanto ha inciso il fatto che la Repubblica di San Marino sia un piccolo Stato nel riuscire ad approvare rapidamente una norma così avanzata?
Ha inciso in maniera fondamentale. La nostra dimensione ci regala un’agilità che i grandi Stati faticano ad avere. Inoltre, il nostro è un calcio e uno sport prettamente dilettantistico, che rappresenta l’essenza stessa dei valori sportivi. Questo ha reso più semplice introdurre una norma dall’alto valore etico e morale. In un contesto dove tutti si conoscono e condividono gli spazi, l’impossibilità di ignorare certe situazioni ci ha spinto ad agire con decisione.

Pensa che un modello simile sia replicabile in Paesi più grandi come l’Italia?
Dal mio punto di vista è auspicabile che anche altri ordinamenti, su temi così sensibili, inizino a considerare misure preventive per la sicurezza dei luoghi sportivi. Ogni ordinamento ha le sue complessità, ma il fine ultimo — la protezione dei praticanti — dovrebbe essere universale. I piccoli Stati possono fungere da laboratorio, offrendo esempi concreti di riforme che i grandi sistemi possono poi calibrare sulle proprie dimensioni.

Credete che San Marino possa diventare una sorta di “bussola etica” a livello internazionale, stimolando altri paesi?
Certamente. I piccoli Stati come la Repubblica di San Marino possiedono un’agilità legislativa e decisionale che, per forza di cose, non può essere replicata nei grandi Stati. In questo senso dico che noi possiamo e dobbiamo fungere da laboratorio. Dimostriamo che quando c’è la volontà politica, i valori etici possono tradursi in norme efficaci in tempi brevissimi. Se il nostro esempio servirà a smuovere le acque anche altrove, ne saremo orgogliosi, ma intanto abbiamo messo in sicurezza il nostro movimento sportivo”.

Questa legge è un punto di arrivo o l’inizio di un percorso più ampio di riforme nello sport?
Sarebbe un errore di miopia politica considerarlo un traguardo: è solo il fischio d’inizio. San Marino aderisce già a tutti i principali protocolli internazionali, ma stiamo portando avanti una stagione di riforme senza precedenti. Penso all’introduzione del Daspo, alla normativa sulla sinergia tra pubblico e privato per il finanziamento dell’impiantistica e degli eventi già depositata, così come il cosiddetto ‘Co.Co.Sport’, un contratto che finalmente governerà in modo trasparente chi lavora nello sport senza altre tutele. Guardiamo dunque con rinnovata fiducia alla nuova Legge sullo Sport che depositeremo nei prossimi mesi. Il nostro obiettivo è un’integrità totale del sistema.

Crediti foto: FP

Gaza, mobilitazioni in Italia contro il blocco della Global Sumud Flotilla

di Redazione GRS


Piena solidarietà – Ieri mobilitazioni in diverse città italiane per protestare contro il blocco della Global Sumud Flotilla da parte della marina israeliana. Si moltiplicano anche gli appelli delle organizzazioni: Action Aid ha firmato una lettera rivolta alle istituzioni europee per chiedere un intervento urgente a tutela degli attivisti e del diritto umanitario.

A Gaza la situazione umanitaria è catastrofica: gli aiuti non riescono a entrare in modo sufficiente e sicuro, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto. Le notizie più recenti e preoccupanti riguardano anche una diffusione di roditori negli accampamenti degli sfollati, che vivono in condizioni di igiene sempre più precaria e devono fronteggiare anche il diffondersi di malattie.

Per questo Action Aid sostiene la Global Sumud Flotilla. E’ indispensabile difendere chi pacificamente vuole portare aiuti e alzare la propria voce a difesa della popolazione palestinese. L’aiuto umanitario è essenziale, ma non basta. Deve essere sostenuto da azioni collettive di lobby sui decisori politici internazionali. La partecipazione della società civile e gesti concreti di solidarietà sono importanti anche per dimostrare alle persone palestinesi che non solo sole.

Chiedere la protezione delle attiviste e attivisti bloccate in acque internazionali da Israele vuol dire chiedere il rispetto del diritto internazionale, non accettando azioni che possono essere pericolosi precedenti.
Anche per questo i co-segretari generali Katia Scannavini e Lorenzo Eusepi hanno firmato una lettera rivolta ai Governi europei e alle istituzioni dell’Unione Europea per chiedere un intervento urgente: la Flotilla deve poter proseguire in sicurezza, le persone a bordo devono essere tutelate e ogni ostacolo all’accesso umanitario deve essere rimosso.