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“Tra le righe”, comunicazione sociale e la carovana Europa, tra Canada e Russia

di Redazione GRS


Riprendiamo e ringraziamo Giuseppe Manzo che per circa un anno ha ospitato le nostre incursioni nella sua rubrica “Ad alta velocità”. Ora il nostro appuntamento settimanale diventa un appuntamento fisso del venerdì che chiamiamo “Tra le righe”, perché spesso la comunicazione sociale è lì dove non te l’aspetti, persino nell’intrattenimento e nella cronaca di alleggerimento, nel colore per così dire. Bisogna saper cercare tra i cespugli e filtrare, legare insieme la realtà dei fatti. Questa è una rubrica di comunicazione sociale.

Eravamo indecisi sino all’ultimo, come titolo ci piaceva anche “Carovana degli errori”, come innocente omaggio alla penna di Ennio Flaiano, che ci ha insegnato che non bisogna sottrarsi dal pessimismo cosmico, ma se ne può uscire, col “pessimismo comico”. Con le notizie, con la realtà dei fatti e con una loro lettura da un punto di vista. Quello sociale, aperto e libero, consapevole della sua marginalità (gli errori appunto) ed errante, il nomadismo delle idee. Che prova a chiamare le cose con il loro nome, col rispetto che si deve alle persone e alle cose. Errori, dicevamo.  Il nostro più grande, nel senso più ampio, come mondo associativo, diciamocelo, è l’autoreferenzialità. Ce la metteremo tutta per risparmiarvela, è una promessa. Anche se comunicazione sociale significa ricordare l’identità di chi propone e di chi fa. Una specie di diritto d’autore, da rispettare.

Che c’è questa settimana tra le righe? Due fatti, forse lontani tra di loro. 

Il primo. Il Canada potrebbe diventare il primo paese associato all’Europa, fuori dall’Europa. Potrebbero seguire Australia e Nuova Zelanda. L’annuncio è stato dato mercoledì da Ursula Von Der Leyen a cui ha fatto eco il primo ministro canadese, Mark Carney. La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ci crede. Se i tempi sono di grande incertezza e angoscia, l’alleanza tematica può essere una strada e la vecchia Europa ha ancora qualcosa da insegnare: la democrazia è un valore se la pratichi, se la vivi. Senza la voglia di imporla, con la scusa di volerla esportare. Né con le buone, né con le cattive.

Elezioni in Russia, dal 18 al 20 settembre, una decina di partiti, tutti governativi e pronti a riconfermare la leadership di Putin, al potere da trent’anni. L’unico partito antiguerra in Ucraina, è stato escluso.  Si voterà anche nelle “nove regioni” del Dombass, annesse unilateralmente e parzialmente occupate dalle truppe russe in Ucraina. Quando sono all’opera poteri non controllabili, i diritti vagano “senza terra” per dirla con Stefano Rodotà, vagano in un mondo globale alla ricerca di un costituzionalismo anch’esso globale, che offra “ancoraggi e garanzie”.

Il diritto alla democrazia è forse il diritto dei diritti, ripartire da lì per ricostruire un costituzionalismo il più globale possibile mi sembra un buon punto di osservazione. Con dedica anche ad Emma Bonino, figlia di un liberalismo democratico e antifascista di cui oggi si sente il vuoto. Perché in democrazia i vuoti si avvertono e persino gli abitanti del pianeta Facebook o Instagram si accorgono e protestano quando qualcuno vuole controllare loro e i loro dati, la loro libertà di pensiero, di espressione e di stampa.

Tra le righe di questa settimana ci mettiamo la necessità che i valori della vecchia Europa vengano fuori per davvero, anche se c’è qualcuno che dirà, quali valori. Ecco: democrazia, libertà di espressione, partecipazione libera, diritti individuali e collettivi. L’occasione per un nuovo protagonismo politico, non soltanto nei partiti. Ad esempio, nelle “formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”, come ci ricorda l’articolo 2 della nostra Costituzione, corpi intermedi, attori di solidarietà e di vita, il terzo settore che chiede spazio. Ennio Flaiano, dicevamo all’inizio: “Tutto gli sembrava inutile e indegno di considerazione, eccetto la vita”.

 

Raccontare le periferie: giornalismo è comunità educante. Un seminario a Bologna il 23 settembre

di Redazione GRS


Bologna, 23 settembre 2026 ore 9.30

Complesso di Santa Cristina, piazzetta Morandi 2

L’incontro darà diritto a 4 crediti formativi per i giornalisti

“Raccontare le periferie: giornalismo è comunità educante. I doveri deontologici per un’informazione corretta e rispettosa”. È questo il titolo del corso di formazione per giornaliste e giornalisti che si terrà il 23 settembre 2026, ore 9.30-13.30 a Bologna, piazzetta Morandi n.2, Complesso di Santa Cristina e che darà diritto a 4 crediti formativi per i giornalisti partecipanti.

Questo corso aprirà un ciclo di incontri formativi attorno al macro-tema delle “periferie”. I giornalisti sono chiamati dall’appartenenza all’Ordine professionale a rispondere a regole deontologiche e ad attenersi a comportamenti di responsabilità e rispetto (anche nell’utilizzo del linguaggio, nella scelta di un titolo o di una immagine). Sono di fatto parte della comunità educante.

Questa è la tesi sulla quale è stato realizzato un ciclo di otto appuntamenti formativi in altrettante città italiane, promosso da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, insieme al Giornale Radio Sociale (testata edita dal Forum del Terzo settore nazionale) e con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

I seminari formativi si inseriscono nell’ambito della campagna di comunicazione sociale legata a “Organizziamo la speranza”, iniziativa per il cambiamento nelle aree socio-educative strategiche promossa da Con i bambini nell’ambito del Fondo, che coinvolge 15 città, tra cui Bologna, e oltre 40 quartieri periferici. L’obiettivo è ridurre la povertà minorile e, sul lungo periodo, garantire a bambini e ragazzi maggiori possibilità di mobilità sociale nell’età adulta e il pieno esercizio della cittadinanza. Per maggiori dettagli sull’iniziativa si rimanda al sito www.organizziamolasperanza.it

L’incontro vuole mettere al centro il tema delle periferie e del modo in cui vengono raccontate, partendo dalla consapevolezza che il giornalismo può e deve essere parte della comunità educante. Il modo in cui vengono scelti le parole, i titoli, le immagini e le chiavi di lettura può infatti contribuire a costruire conoscenza, consapevolezza e coesione sociale, oppure, al contrario, alimentare stereotipi, allarmismi e marginalizzazione. Il ciclo di corsi si inserisce all’interno dell’approfondimento di strumenti e modalità giornalistiche della comunicazione sociale.

Al corso parteciperà Marco Rossi-Doria, educatore e primo maestro di strada, Presidente dell’impresa sociale Con i bambini. Il corso verrà introdotto da Silvestro Ramunno, Presidente Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. Seguiranno le relazioni e gli interventi di: Agnese Pini, Direttrice il Resto del Carlino; Serena Bersani, Presidente GiULiA Giornaliste e consigliera OdG Emila Romagna; Francesco Rossi, TGR Rai Emilia-Romagna Laura Galesi, Ufficio stampa Con i bambini; Ivano Maiorella, Direttore Giornale Radio Sociale; Fabrizio Minnella, Responsabile comunicazione Con i bambini e direttore ConMagazine.it, testimonianze ed esperienze del territorio; mons. Giovanni Mengoli, progetto “Crescere nonostante” e presidente Consorzio gruppo Ceis, Francesco Faccioli, caporedattore di Giovani Reporter.

Puliamo il Mondo: Legambiente contro l’emergenza mozziconi

di Redazione GRS


Puliamo il mondo – Da oggi al 20 settembre torna in tutta Italia la storica campagna di volontariato ambientale organizzata da Legambiente Migliaia gli appuntamenti per sensibilizzare le persone ad un maggior senso di responsabilità e rispetto verso l’ambiente. Anche quest’anno i monitoraggi del “park litter”: nei parchi urbani è SOS mozziconi di sigaretta, un’emergenza silenziosa ma costante.

Cava de’ Tirreni, il CSI promuove lo sport senza barriere

di Redazione GRS


“L’inclusione fa squadra”. Il Centro Sportivo Italiano si ritrova a Cava de’ Tirreni per confrontarsi su sport, disabilità e nuove cittadinanze. Il servizio di Elena Fiorani.

Oggi e domani nella località campana il CSI offre il suo contributo alla costruzione di un processo sociale che garantisca a tutte le persone, indipendentemente dalle caratteristiche personali, sociali o culturali, la possibilità di partecipare attivamente alla vita delle comunità, di esprimere le proprie potenzialità e di godere dei diritti fondamentali in ogni campo da gioco. Lo farà attraverso il convegno “L’inclusione fa squadra”, sottotitolo “Sport, disabilità e nuove cittadinanze”. Venerdì pomeriggio si parlerà degli strumenti CSI per uno sport inclusivo, mentre sabato si entrerà nel vivo con le testimonianze di due atleti con disabilità del Murgia Basket di Bari.