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Cessate il fuoco in Libano, Oxfam denuncia crisi umanitaria
20 Aprile 2026Non basta – “La tregua in Libano è un primo e importantissimo passo in avanti che purtroppo arriva troppo tardi per le migliaia di persone uccise e mutilate, per le famiglie in lutto e per milioni di libanesi allo stremo”. Lo ha detto Paolo Pezzati di Oxfam secondo cui un cessate il fuoco temporaneo non è sufficiente a rispondere all’emergenza umanitaria in corso.
Secondo Oxfam, “una tregua di appena 10 giorni non consentirà a oltre 1,3 milioni di sfollati di iniziare davvero a ricostruire le proprie vite, né di ridare speranza a una popolazione che ha vissuto sotto la costante minaccia dei droni e delle bombe”. Pezzati parla di “sfollamento forzato di centinaia di migliaia di civili” che “deve finire una volta per tutte”. Per il presente e il futuro del Paese, afferma Oxfam, è “cruciale arrivare al più presto a un cessate il fuoco totale, incondizionato e permanente, rispettato da tutte le parti coinvolte e che preveda il ritiro immediato delle forze israeliane”. Solo così, sottolinea Pezzati, “si potrà mettere in campo una risposta umanitaria all’altezza dei bisogni enormi delle comunità colpite dal conflitto”. Oxfam lancia inoltre un appello urgente alla comunità internazionale, chiedendo che “si metta fine all’impunità” e denunciando il collasso del sistema multilaterale che ha contribuito a un’escalation definita “disastrosa e catastrofica per milioni di persone”.

Disabilità, un anno del Garante: mancano dati, diritti ancora fragili
20 Aprile 2026Un anno di attività – Presentata in Parlamento la prima relazione del Garante per la disabilità. Il servizio di Giovanna Carnevale.
A un anno dalla creazione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, da parte dei cittadini sono arrivate oltre 1300 segnalazioni, segno di un bisogno reale di protezione in un Paese in cui l’esercizio dei diritti non è ancora affatto scontato. È quanto emerge dalla prima relazione dell’Autorità nata per contrastare le discriminazioni. Si evidenzia anche come criticità la mancanza di dati certi. Ad oggi, infatti, non si sa con precisione quanti siano i caregiver familiari e senza questi numeri anche leggi positive rischiano di restare fragili.

Auto elettrica più conveniente: fino al 53% in meno
20 Aprile 2026La strada del risparmio – La crisi in Medio Oriente ha reso l’utilizzo dell’auto elettrica ancora più conveniente: secondo uno studio di Federcarrozzieri, a parità di chilometri percorsi, una vettura elettrica costa fino al 53% in meno rispetto ad una a gasolio.
Considerati i consumi medi delle vetture elettriche e i prezzi dell’energia sul mercato, per percorrere 100 km si spendono oggi in media 5,6 euro con una e-car se la ricarica avviene in casa attraverso la rete domestica. Se invece la ricarica avviene presso una colonnina pubblica, le tariffe “a consumo” sono sensibilmente più elevate, variano in base alla velocità di ricarica e all’orario in cui si usano le colonnine, ma sfruttando gli abbonamenti e i pacchetti dei gestori il costo al kWh scende di molto portando la spesa tra i 6,8 e i 10,4 euro per 100 km. Le differenze sulle percorrenze annue diventano ancora più marcate: in media in Italia una automobile percorre infatti circa 10.200 km in un anno – spiega Federcarrozzieri – Questo significa che i costi di ricarica di una auto elettrica, alle tariffe attuali, si attestano a 571 euro annui in caso di utilizzo di rete domestica, che salgono tra i 693 e i 1.060 euro all’anno se si utilizzano le colonnine con abbonamenti e pacchetti. Ai prezzi medi attuali dei carburanti, e considerati i km percorribili con un litro di benzina e di diesel, la spesa annua per i rifornimenti alla pompa è di circa 1.183 euro per un’auto a benzina, e arriva a 1.208 per una vettura a gasolio. Questo significa che oggi un’auto elettrica consente risparmi fino al 52,7% sui rifornimenti rispetto ad un veicolo a gasolio, con una minore spesa da 637 euro annui” – calcola Federcarrozzieri.

Granchio rosso sulle coste della Sicilia, Acli Terra chiede interventi urgenti
20 Aprile 2026Pericolo in acqua – Acli Terra lancia l’allarme sul granchio nuotatore rosso sulle coste della Sicilia orientale, una specie che si distingue per un’estrema voracità e una riproduzione rapidissima in assenza di predatori naturali. L’associazione chiede un intervento tempestivo per evitare gli errori commessi con il granchio blu.
“L’esperienza con il Granchio Blu ci ha insegnato che il fattore tempo è determinante”, dichiara Nicola Tavoletta, presidente nazionale di Acli Terra. “Se nel 2022 i nostri appelli rimasero inascoltati, portando alla nomina di un Commissario solo nel 2024, oggi non possiamo permetterci ulteriori attese. È necessario che il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, insieme al Ministero dell’Ambiente, agiscano in sinergia per prevenire l’impatto del granchio nuotatore e del pesce leone”.
Proprio sul Lion Fish, Acli Terra conduce da due anni una campagna di sensibilizzazione supportata da segnali scientifici inequivocabili. Nonostante ciò, si attende ancora l’autorizzazione necessaria alla sua commercializzazione, strumento che permetterebbe di trasformare una minaccia biologica in una risorsa economica per i pescatori.
Acli Terra ribadisce inoltre la proposta strategica di istituire un’Autorità Comune Mediterranea per l’Acquacoltura, un’istanza già accolta con favore in contesti internazionali — come dimostrato nella giornata di studi svoltasi il 30 marzo nel Principato di Monaco alla presenza di rappresentanti di Francia e Grecia — ma che attende ancora un segnale di forte leadership da parte delle istituzioni italiane.
“Anticipare i cambiamenti climatici e le migrazioni aliene deve essere la parola d’ordine”, conclude Tavoletta. “Chiediamo al Governo un cambio di passo: l’Italia, per la sua posizione centrale nel Mediterraneo, ha il dovere di guidare la strategia di difesa delle nostre coste e del nostro patrimonio ittico, senza attendere che l’emergenza diventi irreversibile”.

Alfabetizzazione adulti, nasce “Da zero alle parole”
20 Aprile 2026Da zero alle parole – È il titolo del quaderno operativo di italiano per adulti analfabeti, una condizione che negli ultimi anni sta emergendo con maggiore evidenza, soprattutto nelle periferie urbane e nei contesti sociali più complessi. L’iniziativa realizzata dal CPIA2 Italo Calvino di Roma: ascoltiamo la docente Nadia Marinelli.
Il quaderno propone numerose schede operative con esercizi di lettura e scrittura costruiti a partire dalle immagini. La scelta non è casuale: per chi non possiede ancora una padronanza della lingua, l’immagine rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Attraverso il riconoscimento visivo, infatti, diventa più facile collegare i suoni, le parole e i segni grafici, rendendo l’apprendimento più accessibile e meno astratto.
Il percorso delle schede è strutturato in modo progressivo. Si parte dalle attività di pregrafismo, cioè da esercizi pensati per sviluppare il controllo della mano e della linea: tracciare segni, seguire percorsi, imparare a muoversi nello spazio del foglio. Solo in seguito si passa all’alfabeto, all’apprendimento delle vocali e delle consonanti, fino ad arrivare alla scrittura di parole e all’introduzione dei numeri.
Il volume è stato sperimentato durante l’anno scolastico 2024/2025 con gli studenti del CPIA2 Italo Calvino, proprio per verificarne l’efficacia prima della diffusione. L’esperienza in classe ha permesso agli insegnanti di osservare da vicino le difficoltà e i progressi degli allievi, adattando le attività alle loro reali esigenze.

Escursionismo per tutti, nasce la guida del Cai
20 Aprile 2026Escursionismo per tutti – Con il nuovo progetto Cai la montagna diventa uno spazio accessibile. A questo scopo è nato il primo manuale del Club alpino italiano dedicato a costruire una cultura diffusa dell’inclusione in ambiente montano, su due direttrici principali: la montagna-terapia e l’escursionismo adattato.
La montagna come spazio condiviso, aperto, accessibile. Non più solo come luogo di conquista o di performance, ma ambiente di relazione, esperienza e partecipazione. È da questa visione che nasce Escursionismo e accessibilità (pagine 272, euro 25,00), il primo manuale del Club alpino italiano dedicato a costruire una cultura diffusa dell’inclusione in ambiente montano. Scritto da Pietro Scidurlo – viaggiatore, progettista di itinerari, autore di Terre di mezzo Editore e co-fondatore di Free Wheels, opera per rendere i cammini un’esperienza per tutti – insieme alla Struttura operativa di accompagnamento solidale (Sodas) del Cai e realizzato in collaborazione con Terre di mezzo Editore, il volume rappresenta un punto di svolta nel campo dell’accessibilità in montagna: non si tratta infatti di un semplice vademecum tecnico, ma di uno strumento che unisce buone pratiche, criteri progettuali e riflessione culturale. Al centro del manuale l’idea che la montagna possa essere vissuta da tutti, con modalità diverse e pari dignità. Il manuale arriva infatti al termine di un percorso lungo, come sottolinea Fabio Pellegrino, presidente di Sodas: «L’avvicinamento del Cai al mondo della disabilità – spiega Pellegrino – parte da lontano e si è consolidato durante la presidenza di Antonio Montani. Già dal 2017 ha iniziato a emergere con più forza l’esigenza di creare progetti di accompagnamento in ambiente montano rivolti a persone che, per la loro condizione o fragilità, desideravano conoscere e vivere la montagna».
Un cammino, questo, che ha portato prima alla nascita di gruppi di lavoro interni e poi, nel 2024, alla costituzione della stessa Sodas. E oggi l’impegno del Cai si articola su due direttrici principali: da una parte la montagna-terapia, dall’altra l’escursionismo accessibile e adattato. «Parliamo di un ambito molto ampio – continua Pellegrino –, che comprende la possibilità di fruire dei percorsi in autonomia, oppure attraverso ausili come la joëlette, ma soprattutto mette al centro il significato dell’accompagnare. Per noi non si tratta semplicemente di “trasportare” una persona: si tratta di costruire una relazione, condividere un’attività, creare un’esperienza autentica».
È proprio questa idea di relazione tra pari a rappresentare uno degli elementi più innovativi del manuale. L’accompagnamento solidale viene descritto infatti come un processo progettuale: ogni uscita nasce da un’attenta costruzione dell’esperienza, pensata insieme alla persona, con l’obiettivo di renderla realmente coinvolgente. «Il punto centrale – sottolinea Pellegrino – è che si tratta di un’esperienza tra pari: non c’è una diversità che separa, ma una relazione che unisce».
Alla base del libro c’è anche una riflessione più ampia sul cambiamento della domanda sociale in questo ambito. Negli ultimi anni è cresciuto il desiderio da parte di persone con disabilità di vivere esperienze nella natura che non siano solo di accompagnamento ma di reale possibilità di accesso a percorsi e cammini. Un cambiamento – questo – che ha reso il tema dell’accessibilità sempre più trasversale all’interno del Cai. Escursionismo e accessibilità nasce quindi da una domanda precisa, come racconta Pietro Scidurlo: «Per anni abbiamo associato l’accessibilità in montagna soprattutto all’accompagnamento, alla montagna terapia e alla joelette. Sono attività straordinarie, che permettono a persone senza autonomia motoria di raggiungere luoghi che altrimenti non potrebbero raggiungere. Ma esiste anche una fascia di persone che quell’autonomia ce l’ha: perché non pensare anche a loro, creando nuovi percorsi?». Da qui prende forma una visione più ampia: non solo facilitare l’accesso, ma ripensare i percorsi. «Il Sentiero Italia Cai, con i suoi 7.000 chilometri, potrà mai essere percorribile da tutti? È un sogno, certo. Non significa renderlo interamente accessibile, ma iniziare a immaginare che un domani si possano vivere esperienze di 200, 300, 400 chilometri. È questa la direzione in cui dobbiamo andare». Il manuale affronta questo tema in modo concreto e sistemico. Accanto all’accompagnamento solidale, vengono infatti analizzate le caratteristiche di fruibilità dei percorsi per persone con mobilità ridotta, ma anche per chi ha disabilità sensoriali, visive o uditive. Non mancano criteri tecnici, indicazioni operative e strumenti per la valutazione dell’accessibilità. Tra gli obiettivi più ambiziosi c’è quello di arrivare a un linguaggio condiviso, anche a livello internazionale. «Abbiamo provato a costruire un indice di accessibilità trasversale, unificando criteri diversi. L’idea è arrivare a qualcosa che un domani possa essere condiviso a livello internazionale, dal Canada al Giappone. Potrebbe essere l’inizio di qualcosa di nuovo». Accanto agli aspetti tecnici, poi, il manuale dedica grande attenzione anche al linguaggio. Il glossario delle “parole preziose” rappresenta un vero e proprio strumento culturale, altro motore di cambiamento in questo senso: «Il modo in cui ci rivolgiamo alle persone – sottolinea Scidurlo – dice molto del livello di rispetto e della distanza che mettiamo con esse. Nel manuale abbiamo perciò integrato e adattato documenti già esistenti sul linguaggio al contesto dell’outdoor, per aiutare tutti a comunicare in modo più consapevole anche in questo ambito».
Il cambio di prospettiva è netto, quindi: non è più la persona a doversi adattare all’ambiente, ma è l’interazione tra persona e ambiente a diventare centrale. Questo implica una maggiore responsabilità per chi progetta, gestisce e racconta i territori. La mappatura dei percorsi diventa perciò il primo passo per costruire l’accessibilità, ma è solo l’inizio di una “catena” più ampia, che comprende informazioni, servizi, accoglienza e narrazione dell’esperienza. In questo senso, il manuale si inserisce in una visione ancora più allargata di turismo accessibile, che non può limitarsi a singole iniziative ma deve garantire continuità: dalla pianificazione del viaggio fino al racconto al ritorno. Anche la “forma” del volume riflette questa attenzione: è pensato infatti per essere fruibile da un pubblico il più ampio possibile, con accorgimenti specifici per l’accessibilità, dai caratteri ad alta leggibilità alle versioni adattate per persone cieche o ipovedenti. E soprattutto è concepito come uno strumento in evoluzione: «Non c’è mai un limite al grado di accessibilità – conclude Scidurlo –. Si tratta di un percorso che va aggiornato continuamente». In apertura del libro, la prefazione dell’alpinista Eleonora Delnevo richiama al valore profondo della montagna: uno spazio di respiro, leggerezza e possibilità. Un luogo che, per essere davvero tale, deve essere aperto a tutti. Con Escursionismo e accessibilità, il Cai compie perciò un passo importante in questa direzione. Non solo con un manuale, ma con una sorta di manifesto per una montagna che non esclude, ma anzi accoglie.

Il gioco d’azzardo raccoglie oltre 164 miliardi ma sono ignorati i costi sociali e sanitari
20 Aprile 2026Edizione 17/04/2026
17 Aprile 2026
Spagna, sanatoria per 500mila migranti: via libera del governo
17 Aprile 2026Diritti per tutti – Il governo spagnolo ha approvato una regolarizzazione straordinaria per gli immigrati di cui potrebbero beneficiare circa 500mila persone. Il decreto consentirà di ottenere permessi di soggiorno e di lavoro, accesso alla previdenza sociale e al sistema sanitario, con l’obiettivo di facilitare la piena integrazione dei migranti nella società.




