Non è ancora finita – A 1 mese dai terremoti in Venezuela: migliaia di bambini continuano ad affrontare molteplici rischi. L’UNICEF sta lavorando per raggiungere circa 470.000 persone, tra cui 169.000 bambini, fornendo assistenza vitale nei settori della salute, della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari.
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Stop agli smartphone sotto i 3 anni: la proposta arriva in Senato
27 Luglio 2026Per la prima infanzia – Niente smartphone, tablet e altri dispositivi digitali sotto i tre anni, presentata la proposta di legge in Senato. Ascoltiamo Federica Giannotta di Terre des homme.

Cinque operai morti in 24 ore, Anmil: basta vittime sul lavoro
27 Luglio 2026Non basta una Giornata – Cinque operai morti in 24 ore la scorsa settimana, il presidente nazionale di Anmil Amedeo Bozzer denuncia: “per chi ha gioito con l’istituzione della giornata europea, è arrivato il momento di fermare la lista di vittime da commemorare, una carneficina invisibile nelle prime pagine dei quotidiani nazionali”.

Giovani e sicurezza, il Forum boccia l’approccio punitivo del Governo
27 Luglio 2026A cosa serve la repressione – “Con il provvedimento approvato in Consiglio dei Ministri il Governo sceglie ancora una volta di rispondere al disagio giovanile con l’approccio punitivo. Dopo ben 7 decreti sulla sicurezza già varati, è evidente che il Governo ha intrapreso una strada fallimentare”. Lo afferma Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore.

Informazione e comunicazione sociale: parla il direttore dell’Ansa
27 Luglio 2026Rinnovare l’informazione – Nel dibattito sul linguaggio e sul modo responsabile di fare informazione le parole del direttore dell’Ansa Luigi Contu all’evento Comunicare Controvento. Ascoltiamo.

Dispersione scolastica ko: la boxe aiuta i giovani a Milano
27 Luglio 2026Dispersione scolastica ko – In via Padova, uno dei quartieri più multietnici di Milano, attraverso la scuola di boxe la società sportiva dilettantistica, Heracles Gymnasium lavora con i ragazzi dagli 11 ai 19 anni con istruttori qualificati, psicologi, psicoterapeuti.
Edizione 24/07/2026
24 Luglio 2026
Gaza, 74mila bambini a rischio malnutrizione acuta nel prossimo anno
24 Luglio 2026Alla fame – Nel prossimo anno circa 74mila bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza, mentre 25mila donne in gravidanza e in allattamento necessiteranno di sostegno nutrizionale. Lo dice l’analisi di Fao, Unicef e Programma alimentare mondiale secondo cui soltanto il 3% dei terreni coltivabili è attualmente utilizzabile.
Quattro governatorati della Striscia – Gaza Nord, Gaza, Deir Al-Balah e Khan Younis – sono inoltre destinati a raggiungere livelli di malnutrizione classificati come “allerta” (fase 2 Ipc). Le tre agenzie spiegano che il miglioramento dei tassi di malnutrizione è dovuto soprattutto all’espansione dei programmi di prevenzione e all’aumento dell’accesso alle cure per i casi più gravi, ma resta fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. A Gaza, infatti, oltre il 70% dei terreni coltivabili risulta inaccessibile e soltanto il 3% è attualmente utilizzabile, mentre le importazioni commerciali di prodotti freschi e proteine continuano a essere irregolari. “La malnutrizione acuta è diminuita, ma molti bambini continuano a soffrire la fame e alcuni potrebbero non riprendersi mai completamente dalla prolungata mancanza di un’alimentazione adeguata”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell. Le agenzie lanciano infine un appello alla comunità internazionale affinché aumenti i finanziamenti per alimentazione, sanità, acqua, servizi igienico-sanitari e ripresa agricola, avvertendo che l’esaurimento delle risorse disponibili rischia di compromettere i progressi ottenuti e di mettere ulteriormente in pericolo i 2,1 milioni di abitanti della Striscia.

Infanzia negata, in Italia cresce il numero dei bambini poveri
24 Luglio 2026Infanzia negata – In Italia 1 bambino su 7 vive in condizioni di povertà assoluta. Nonostante gli sforzi compiuti per affrontarla, il fenomeno è in aumento a causa di salari bassi e crescente costo della vita. È quanto emerge dal memorandum del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che sottolinea la necessità di misure strutturali di contrasto.
I bambini sono oggi la fascia d’età più colpita dalla povertà in Italia: il 13,8% di loro – circa 1 bambino su 7 – vive in condizioni di povertà assoluta. E’ quanto emerge dal memorandum sulla povertà minorile in Italia pubblicato dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty. Questa percentuale, viene osservato, è aumentata negli ultimi anni a causa di salari non adeguati e del crescente costo della vita, che ha particolarmente colpito le famiglie. Il commissario apprezza che la povertà minorile sia riconosciuta dalle autorità italiane come un grave problema e che nel corso degli anni siano stati compiuti notevoli sforzi per affrontarla. Tuttavia, osserva che le misure di contrasto dovrebbero essere notevolmente rafforzate, attraverso un approccio coerente a livello nazionale basato sui diritti umani e incentrato sui bambini. Esorta le autorità a tutti i livelli a dare priorità all’eliminazione della povertà minorile nella loro spesa pubblica. Il commissario evidenzia che riforme strutturali, un’azione coordinata e finanziamenti sostenuti sono necessari per garantire i diritti dei bambini nel Paese. “Per garantire che la prossima generazione possa vivere senza paura né privazioni, indipendentemente dalla famiglia in cui nasce o dalla regione in cui vive, l’Italia dovrebbe sviluppare un approccio globale attuato in modo ben coordinato e sostenuto da finanziamenti costanti”, ha dichiarato O’Flaherty. La situazione della povertà minorile in Italia, viene rilevato, è segnata da notevoli disparità a livello geografico, con una concentrazione particolare nel Sud, nelle zone periferiche e nelle aree urbane svantaggiate. La povertà assoluta è più prevalente nelle famiglie monoparentali e in quelle con tre o più figli, nonché nelle famiglie in cui gli adulti hanno un basso livello di istruzione, appartengono a minoranze o sono cittadini stranieri

Pensioni, gender gap: le donne ricevono il 30% in meno degli uomini
24 Luglio 2026Gender gap – I dati Inps confermano il divario tra uomini e donne sul fronte delle pensioni. IL servizio di Federica Bartoloni.
Cresce il divario tra le pensioni erogate da Inps a donne e uomini. L’Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento ha pubblicato dati che raccontano come nei primi sei mesi del 2026 l’importo medio percepito dalle donne sia del 30,41% inferiore a quello liquidato agli uomini. Un dato che conferma il trend previsto dal 25 Rapporto dell’Istituto presentato il 10 luglio. Un gap che si inasprisce di quasi 90 euro rispetto al 2025 in ragione della stagnazione di concrete politiche attive del lavoro femminile, tutt’oggi incapaci di infrangere il soffitto di cristallo del gender gap.




