Archivio Redazione GRS

Venezuela, l’allarme climatico: El Niño minaccia gli sfollati

di Redazione GRS


Piove sul bagnato – L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha lanciato un allarme climatico sulla fragile situazione del Venezuela dopo il sisma. Il possibile sviluppo di un forte El Niño, fenomeno climatico periodico che può provocare eventi meteorologici estremi, potrebbe aggravare la situazione delle famiglie sfollate.

Come riferisce il Centro notizie dell’Onu, mentre le operazioni umanitarie stanno progressivamente passando dalla fase di ricerca e soccorso a quella della ripresa, permane una situazione di forte vulnerabilità per le famiglie che hanno perso la casa e faticano ad accedere ai servizi essenziali. “Sebbene siano in corso significativi interventi di risposta, i bisogni umanitari restano considerevoli”, ha dichiarato da Caracas Leah Poggio, capo missione dell’Oim in Venezuela, sottolineando che molte persone vivono ancora nell’incertezza riguardo all’alloggio, all’assistenza sanitaria e alla possibilità di soddisfare le necessità quotidiane. Finora l’Oim ha assistito quasi 7mila persone nei siti di accoglienza, fornendo oltre 10mila interventi tra alloggi temporanei, cure sanitarie, sostegno psicosociale e protezione, mentre circa 20mila persone hanno ricevuto aiuti dal Governo venezuelano e dalle agenzie delle Nazioni Unite. L’eventuale arrivo di un intenso fenomeno di El Niño, con il rischio di siccità o precipitazioni estreme, potrebbe tuttavia complicare ulteriormente la gestione dell’emergenza e rallentare le operazioni di recupero, a partire dalla rimozione delle macerie. Per questo l’Oim ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché continui a sostenere gli interventi di emergenza e di ricostruzione nei prossimi 12 mesi, ricordando che “i bisogni creati dal disastro non scompariranno quando l’attenzione del mondo si sposterà altrove”.

Povertà minorile, oltre 2 milioni di under 16 a rischio esclusione sociale

di Redazione GRS


Fragilità sociale – In Italia oltre 2 milioni di ragazzi con meno di 16 anni vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. Il dato è molto più alto al sud e mostra quanto le condizioni di vita dei minori continuino a dipendere dal territorio in cui nascono e crescono. Sono i dati del monitoraggio di Cesvi che ha lanciato una dashboard che rende questi dati consultabili e confrontabili.

A preoccupare non è solo l’esposizione alla fragilità sociale, ma anche la persistenza delle disuguaglianze nella capacità dei territori di prevenire, intercettare e contrastare il maltrattamento all’infanzia. Le forme più diffuse sono la patologia delle cure, la violenza assistita e il maltrattamento psicologico. Dal 2018 al 2026, attraverso sette edizioni dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, la mappa della protezione dei minorenni non si è modificata nella sostanza: le regioni più fragili sono rimaste tali, mentre quelle più attrezzate hanno consolidato il proprio vantaggio.

È quanto emerge dalla nuova Dashboard (cruscotto digitale interattivo) dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, a cura di CESVI consultabile su indiceinfanzia.cesvi.org si tratta del primo strumento digitale interattivo in Italia dedicato a questo tema, che rende navigabili, confrontabili e consultabili i dati raccolti nelle diverse edizioni dell’Indice, trasformando otto anni di ricerca in una risorsa permanente a disposizione di istituzioni, operatori, ricercatori, organizzazioni del Terzo Settore, giornalisti e cittadini.

«Otto anni di monitoraggio ci restituiscono una certezza scomoda: le disuguaglianze nella protezione dell’infanzia in Italia sono strutturali e non si correggono da sole», dichiara Stefano Piziali, Direttore Generale di CESVI. «Con la Dashboard mettiamo a disposizione di amministratori, ricercatori, decisori politici, operatori e giornalisti uno strumento che consente di verificare, confrontare e valutare l’evoluzione della capacità di ciascuna regione di proteggere i propri bambini. Non si tratta più di una fotografia isolata, ma di un film che mostra tendenze, arretramenti e progressi. E la prima lezione che questo film ci consegna è chiara: dove si investe nei servizi territoriali i risultati arrivano, dove si disinveste le disuguaglianze si cronicizzano. Servono politiche continuative di prevenzione, non interventi emergenziali».

G8 di Genova, 25 anni dopo Amnesty rinnova l’appello per la giustizia

di Redazione GRS


Per non dimenticare – Sono passati 25 anni dal G8 di Genova, che Amnesty International ha definito “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” a causa delle violenze indiscriminate, gli abusi di potere istituzionale e le torture subite dai manifestanti. L’organizzazione continua a chiedere verità e giustizia affinché non riaccada mai più.

Nei giorni del vertice, Genova fu attraversata da cortei, manifestazioni e iniziative del movimento cosiddetto “antiglobalizzazione”. Alcune proteste degenerarono in violenze e danneggiamenti, ma la maggior parte delle persone scese in piazza pacificamente.

Già prima del vertice, Amnesty International aveva chiesto alle autorità italiane di garantire la protezione dei manifestanti e di limitare l’uso della forza ai soli casi in cui sarebbe stato davvero necessario e legittimo.

Accadde invece il contrario. Durante le giornate del G8, persone che manifestavano pacificamente e giornalisti subirono aggressioni indiscriminate da parte di agenti di polizia. Alla fine del vertice si contarono centinaia di feriti e un morto: Carlo Giuliani, colpito da un proiettile sparato da un carabiniere in Piazza Alimonda.

Perugia, protocollo per appalti più inclusivi e lavoro di qualità

di Redazione GRS


Buone nuove – Provincia di Perugia, organizzazioni sindacali e cooperazione sociale hanno firmato un protocollo di intesa per un nuovo modello di appalti pubblici che mette al centro la qualità del lavoro, dei servizi e l’inclusione lavorativa. Grazie all’accordo verrà favorito l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e delle persone svantaggiate.

Il Protocollo d’intesa è stato sottoscritto nella Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia tra l’Ente di Piazza Italia e l’Osservatorio regionale Appalti e Accreditamenti dell’Umbria, organismo paritetico composto da Agci Imprese Sociali Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà Umbria, Fp Cgil Umbria, Cisl Fp Umbria, Fisascat Cisl Umbria, Uil Fpl Umbria e Uiltucs Umbria. L’accordo rappresenta un passo importante nell’attuazione della Legge regionale Umbria n. 2/2024 sulla qualità del lavoro e dei servizi alla persona, dopo la preadozione da parte della Giunta regionale delle Linee guida previste dalla stessa norma. È inoltre il primo di questo tipo sottoscritto in Italia e si candida a rappresentare una buona pratica a livello nazionale.
Non si tratta soltanto della firma di un accordo istituzionale, ma della scelta condivisa di costruire un modello di appalti pubblici nel quale la qualità del lavoro, dei servizi e l’inclusione sociale diventano elementi centrali delle politiche pubbliche. Con questo Protocollo le parti si impegnano a utilizzare la domanda pubblica di beni e servizi per perseguire anche obiettivi di natura sociale.

Radio Rani, informazione e inclusione oltre ogni pregiudizio

di Redazione GRS


Onde sociali – Una radio indipendente per raccontare la disabilità senza pietismi e combattere discriminazioni e pregiudizi. Il servizio di Patrizia Cupo.

Si chiama Radio Rani ed è il progetto fondato da Ranieri, giovane non vedente, insieme all’amica Francesca. Musica, interviste e approfondimenti diventano strumenti per parlare di accessibilità, lavoro e diritti. Dopo aver vissuto discriminazioni professionali, Ranieri ha trasformato la propria esperienza in uno spazio di informazione e condivisione. La radio segnala anche tecnologie utili all’autonomia delle persone non vedenti e raccoglie testimonianze, con l’obiettivo di superare stereotipi e pietismi e promuovere pari opportunità.