Aprire i corridoi dell’accoglienza – “Rafforzare il multilateralismo e la cooperazione internazionale per prevenire ulteriori perdite di vite umane in mare”. Questo è l’appello di Unicef, Unhcr e Oim in occasione della Giornata della memoria e dell’accoglienza del 3 ottobre scorso. Nel 2026 diminuiscono gli arrivi ma aumentano le vittime: una ogni 23 persone arrivate.
Archivio Redazione GRS


Biennale della Prossimità, da Torino il testimone passa ad Ancona
5 Ottobre 2026Da Torino ad Ancona – Si è chiusa la Biennale della Prossimità nel capoluogo piemontese che lancia la staffetta a quello marchigiano nel 2028. Ascoltiamo il direttore Massimo Ruggeri.

Alleanza contro la povertà: tre proposte per il welfare
5 Ottobre 2026Contro l’inflazione record – Tre proposte arrivano dall’Alleanza contro la povertà: Una misura universalistica e diretta di contrasto alla povertà; dalla stagione dei bonus alla riforma del welfare; rafforzamento delle anagrafi della fragilità e della risposta alla povertà energetica.

Minori migranti, la doppia fragilità tra droghe e alcol
5 Ottobre 2026La doppia fragilità – Oggi alle Officine Gomitoli di Napoli presentata la ricerca pilota su abuso di sostanze e alcol dei minori migranti del circuito penale. Ascoltiamo Glauco Iermano di Dedalus.

EcoBI DAYS, a Modena il lavoro invisibile diventa protagonista
5 Ottobre 2026Rendere visibile l’invisibile – Restituire dignità, valore e centralità a professioni spesso considerate invisibili, ma fondamentali per la qualità della vita di tutti i giorni. È questo l’obiettivo degli “ecoBI DAYS”, la mostra-evento diffusa che fa la sua prima tappa a Modena, in Piazza Mazzini fino a mercoledì 7 ottobre.

Napoli, dal carcere al campo: lo sport per il reinserimento sociale
5 Ottobre 2026Dal carcere al campo – Lo sport si conferma un potente strumento di crescita, inclusione e riscatto sociale con il progetto che vede insieme la SSC Napoli e Twinning Project ETS, per accompagnare le persone in stato di detenzione verso un concreto reinserimento nella società.

Per 3 giorni Torino capitale della prossimità: la Biennale invade la ex periferia industriale della città
5 Ottobre 2026Edizione 02/10/2026
2 Ottobre 2026
Non si possono benedire le armi. Scuola, legge di bilancio, Fra Pietro del Morrone
2 Ottobre 2026Tra le righe di questa settimana ci sono scuola, legge di bilancio e fra Pietro Angelario del Morrone.
Partiamo dalla scuola Daneo di Genova dove venerdi scorso alcuni agenti hanno rimosso lo striscione dove c’era scritto “Qui nessuno è straniero”. E’ intervenuta la sindaca Salis, ha chiesto alla Questura d fare gli approfondimenti del caso, lo striscione è stato restituito e tornerà al suo posto. Un altro dove c’era scritto “La scuola è aperta a tutti” è stato rimosso dall’Istituto comprensivo di Pinerolo 3-4, come riferisce Flc Cgil di Torino.
E’ di ieri la notizia che la scuola Di Donato, quartiere Esquilino a Roma, ha deciso di esporre all’ingresso uno striscione, c’è scritto “Qui nessuno è straniero”. E i genitori si sono appellati al presidente Mattarella. Che ha ricordato come “la scuola sia la più efficace leva di integrazione per chi arriva da altri Paesi e per le seconde generazioni nate in Italia”. C’è da credere che altre scuole lo faranno. Perché?
Risponde la Costituzione italiana che, come si sente dire in giro, non sarà forse di sinistra, ma nemmeno di destra e probabilmente neppure figlia di suprematismo o razzismo. All’art. 34 c’è scritto: “La scuola è aperta a tutti”. Ci sono casi in cui i padri Costituenti del nostro Paese, nato dalla lotta partigiana e antifascista, usano il pronome indefinito plurale TUTTI. Tutti, senza alcuna specificazione, significa tutti, così come “Buongiorno” significa Buongiorno, come amava ricordare Cesare Zavattini.
In un Paese normale, dove la conoscenza della lingua viene annoverata tra le caratteristiche qualificanti del buon cittadino italiano, anche la conoscenza del significato delle parole dovrebbe essere normale. Nelle scorse ore il Presidente Mattarella ha firmato il Decreto Valditara, dal testo che gli è stato sottoposto sono stati tolti gli elementi che presentavano rischi di incostituzionalità, rimane il tetto agli stranieri anche se, secondo alcuni giuristi, non sono chiari i requisiti di necessità e urgenza.
Legge di bilancio, dicevamo, dovrebbe essere l’ultima della legislatura in corso e per questo governo. L’aria che tira non è buona: miliardi al riarmo, spiccioli al welfare. E in più: rendersi autonomi militarmente da Trump costa caro. L’Europa sceglie di aumentare gli investimenti in armi ed armamenti, in ordine sparso, paese per paese. Nel 2026 la spesa militare in Italia ha sfiorato i 34 miliardi, il 2 per cento del Pil, con impegni futuri che puntano al rialzo. Benchè per il nostro Paese sia impossibile allargarsi troppo a causa delle procedure di infrazione legate al deficit, oltre la soglia fissata al 3 per cento.
In ballo c’è la spesa sociale, se apri la borsa da una parte la contrai dall’altra: le preoccupazioni riguardano scuola, sanità, servizi di welfare. Il Forum del terzo settore ha voce in capitolo e nella mattinata di ieri, a due passi da Palazzo Chigi a Roma, ha presentato le sue proposte frutto di una larga consultazione tra le oltre cento organizzazioni sociali aderenti. Il titolo è un programma “La persona prima di tutto”.
Perché “La sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi”. La Legge di bilancio 2027 dovrebbe quindi essere letta alla luce di 3 grandi questioni strutturali e profondamente interconnesse, dice il Forum al governo e a tutte le forze politiche: 1. la trasformazione demografica 2. l’assenza di miglioramenti strutturali delle disuguaglianze 3. la crisi ambientale.
E ancora: “La sicurezza di un Paese si costruisce anche riducendo povertà e disuguaglianze, garantendo accesso alla salute, all’educazione e ai servizi, sostenendo le famiglie, prevenendo il disagio sociale e rafforzando i territori e le comunità. Gli investimenti sociali sono anch’essi investimenti in sicurezza”.
E poi: Fermare l’insensata corsa al riarmo, il riarmo non è europeo, ma delle singole nazioni: renderà ancora più lontana una politica estera comune e rafforzerà le lobbies di chi sulle guerre guadagna.
Nel suo breve pontificato, quattro mesi, dall’agosto al dicembre 1294, fra Pietro Angelario del Morrone, col nome di Celestino V, salì al soglio pontificio. Si dimise confessando l’impossibilità di consiliare lo spirito del Vangelo con i doveri del trono papale. Ignazio Silone racconta la sua storia nel libro sessantottino, vincitore del Premio Campiello, “L’avventura di un povero cristiano”. Un libro eccezionale, sulla tentazione del potere, alla quale soccombono anche uomini probi e saggi. Anche Satana ci provò con Cristo, scrive. Accettai l’avventura come un asino bendato, dice Celestino a un certo punto. E questo, forse gli costò la scomunica di Dante il guelfo bianco, che lo schiaffò all’Inferno, tra gli ignavi.
A noi, che la pensiamo diversamente, ci piace ricordare fra Pietro del Morrone che, da Papa, rifiuta di benedire l’esercito del re di Napoli, in procinto di partire per la guerra, come era in uso all’epoca. “Avete voluto scherzare – dice nel libro di Silone – Sarebbe un orribile sacrilegio. Con il segno della croce e i nomi della trinità si può benedire il pane, la minestra , l’olio, gli indumenti da lavoro, la zappa del contadino. Non le armi. Se avete proprio bisogno di un rito propiziatorio, cercatevi qualcun altro che lo faccia nel nome di Satana. E’ stato lui a inventare le armi”.
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(di Ivano Maiorella)

Legge di Bilancio, le proposte del Forum del Terzo settore
2 Ottobre 2026La persona prima di tutto – Il Forum del Terzo Settore ha presentato ieri a Roma le sue proposte per la prossima Legge di Bilancio. Demografia, disuguaglianze ambiente sono le priorità di investimento. Al dibattito hanno partecipato parlamentari di tutti gli schieramenti.
Rafforzare il welfare per affrontare le trasformazioni demografiche, contrastare le disuguaglianze economiche e nell’accesso ai diritti, realizzare una transizione che sia al tempo stesso ecologica e sociale: sono queste le tre linee direttrici lungo le quali è necessario investire, per il Forum Terzo Settore, nella prossima Legge di Bilancio. L’obiettivo non è distribuire risorse tra capitoli separati, ma costruire un nuovo, indispensabile equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in un Paese che vede consolidarsi sempre di più problemi strutturali.
Le proposte del Forum Terzo Settore, racchiuse nel documento “La persona prima di tutto”, sono state presentate questa mattina, presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma, a rappresentanti del Governo e del Parlamento. Durante l’evento sono intervenuti anche: il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci; Marta Bonafoni (Pd); Maria Chiara Gadda (Iv); Lavinia Mennuni (FdI); Fiammetta Modena (FI); Raffaella Paita (Iv); Elisa Pirro (M5S); Silvia Roggiani (Pd).
“Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale può produrre un risparmio immediato – si legge nel documento – ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni”.
Il Forum Terzo Settore individua quindi, all’interno di ciascuna delle tre dimensioni considerate prioritarie – demografia, disuguaglianze e ambiente – alcuni investimenti specifici. Tra questi: incremento del fondo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici; ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo; aumento del fondo “Dopo di noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver; risorse adeguate per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità; maggiore investimento sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti. Il documento contiene anche le macro-voci di spesa da cui lo Stato potrebbe, almeno in parte, recuperare i costi degli investimenti, tra cui lo stop alla corsa al riarmo, il contrasto all’evasione fiscale e la promozione del lavoro femminile.
Il FTS pone inoltre l’attenzione sulle politiche per il Terzo settore e sul Piano d’azione nazionale sull’economia sociale chiedendo, tra le altre cose, l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta Irap per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo settore e di quello per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore: “Con questa iniziativa vogliamo indicare alle istituzioni una strada per iniziare a incidere alla radice dei problemi che viviamo, non limitandoci alla superficie. È la prima volta che presentiamo le nostre idee in anticipo rispetto alla discussione della Manovra e ci auguriamo che Governo e Parlamento riconoscano la necessità di intervenire nella direzione del bene comune. Siamo consapevoli dei vincoli finanziari, ma siamo anche convinti che la sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi, oggi più che mai. Il Terzo settore, operando sui territori e insieme alle persone, ha un punto di vista peculiare sui bisogni e le fratture sociali: per questo diciamo che la sicurezza la si costruisce soprattutto con gli investimenti sociali, riducendo il disagio, garantendo accesso alla salute e ai servizi. La Legge di Bilancio sarà anche un primo banco di prova importante per l’attuazione del Piano sull’economia sociale: ci aspettiamo un impegno concreto per dare possibilità vere a un’economia più sana e inclusiva”.
Stefano Tassinari, componente dell’esecutivo del Forum Terzo Settore: “Le tre dimensioni che abbiamo individuato sono strettamente connesse l’una all’altra perché una società che invecchia ha bisogno di più servizi e opportunità per i giovani e le famiglie; una crisi climatica non affrontata aggrava disuguaglianze e povertà; il ridursi della popolazione e la carenza di servizi essenziali significano diritti negati e costi enormi per le famiglie. Intervenire su questi fronti rafforzando il welfare è determinante per recuperare produttività e distribuire valore, perché dà fiducia, protagonismo e valore alle persone, alle famiglie e alle comunità”.
Nel corso dell’evento i coordinatori di alcune Consulte del Forum Terzo Settore hanno curato degli approfondimenti tematici: educazione e istruzione (Valentina Bellis); cooperazione internazionale (Paola Berbeglia); sport e benessere (Marco Calogiuri); politiche di welfare (Roberto Speziale).




