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Ucraina, secondo Banca Mondiale servono 588 miliardi per la ricostruzione

di Redazione GRS


Macerie di guerra – Secondo una stima della Banca Mondiale, per la ricostruzione dell’Ucraina servirebbero 588 miliardi di dollari, una cifra quasi tre volte superiore alla produzione economica annuale del Paese. Il conflitto ha danneggiato o distrutto più di una casa su sette.

I costi di ricostruzione sono stati più elevati nel settore dei trasporti, con una stima di 96 miliardi di dollari, seguito dai settori energetico e abitativo, con circa 90 miliardi di dollari ciascuno.

Imprese di donne immigrate +56%: i dati del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025

di Redazione GRS


Fenomeno in espansione – In meno di quindici anni le imprese di donne immigrate sono aumentate del 56% anni e sono ormai una su quattro: lo dicono i dati del Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos e da Cna. Nello stesso periodo le attività guidate da persone nate in Italia sono calate di quasi l’8%.

Dal 2014 il Rapporto fotografa con cadenza annuale il ruolo dell’imprenditoria immigrata nel sistema socioeconomico italiano e ne evidenzia una vitalità sconosciuta al resto del tessuto d’impresa, segnato al contrario da una fase di persistente contrazione: dal 2011 al 2024 le imprese immigrate sono cresciute del 46,9%, contro il -7,9% registrato nello stesso periodo tra le attività guidate da persone nate in Italia. Un fenomeno all’interno del quale, un anno dopo l’altro, si è rafforzata appunto la partecipazione delle donne, segno del lento, ma progressivo ridimensionamento del protagonismo maschile e della diversificazione dei profili e dei percorsi imprenditoriali prevalenti. Con un aumento del 56,2% tra il 2011 e il 2024 e dell’8,3% nell’ultimo quinquennio, le imprese immigrate femminili si distinguono per un dinamismo accentuato e raggiungono le 164.509 unità, un quarto (24,7%) di tutte le iniziative imprenditoriali degli immigrati.
Negli stessi anni, il numero delle imprese condotte da donne nate in Italia ha subìto un evidente calo, seppure ridimensionato rispetto alla componente maschile nell’ultimo periodo (-3,5% dal 2020). Di riflesso, alla fine del 2024, le imprese guidate da donne di origine straniera rappresentano un ottavo di tutte le attività indipendenti femminili del Paese (12,6%): un’incidenza quasi doppia rispetto al 2011 (7,3%) e superiore a quella calcolata sull’intero panorama di impresa nazionale (tra cui le imprese immigrate pesano per l’11,3%).

È un aumento che si lega innanzitutto alla crescente presenza di imprenditrici immigrate nelle attività dei servizi, in generalizzata espansione nell’economia italiana. I principali comparti di inserimento restano il commercio (48.810 imprese immigrate femminili) e le attività di alloggio e ristorazione (21.517). Tuttavia, negli ultimi cinque anni a distinguersi per i ritmi di aumento più elevati sono state le così dette “altre attività di servizi” (18.812 e +27,2%) – che includono quelli alla persona e oggi rappresentano il terzo ambito di attività più battuto – e un composito gruppo di attività specialistiche finora poco frequentate dall’imprenditoria immigrata (attività immobiliari: +33,3%; attività finanziarie e assicurative: +24,7%; attività professionali, scientifiche e tecniche: +24,2%), che nell’insieme raccolgono quasi 10.000 imprese immigrate femminili, evidenziando la crescente la capacità delle donne di origine straniera di cogliere nuove opportunità di inserimento professionale e di autopromozione socio-economica.
Si tratta di un’evidenza di tutto rilievo, considerato che le donne immigrate restano tra i segmenti più penalizzati del mercato occupazionale, largamente convogliate nel lavoro domestico e di cura e con scarse occasioni di mobilità professionale, anche a fronte di competenze (formali o informali) elevate e di lunghi percorsi di stabilizzazione.

A partire dalle statistiche ufficiali e grazie ad approfondimenti specifici, lo studio evidenzia non solo le tendenze e le caratteristiche del fenomeno, ma anche le dinamiche settoriali e territoriali, l’integrazione nelle filiere produttive, le nazionalità più rappresentate.
Alla presentazione del Rapporto si confronteranno rappresentanti istituzionali, ricercatori e imprenditori e, oltre a una sintesi nazionale, verranno rilasciati anche comunicati su tutte le regioni italiane. Ulteriori dettagli su programma e modalità di partecipazione saranno presto disponibili.

Morti sul lavoro, silenzio mediatico sempre più fitto: tre vittime in un weekend

di Redazione GRS


Indifferenza generale – Nel nostro Paese si continua a morire di lavoro, anche se i media ne parlano sempre meno. Il servizio di Federica Bartoloni.

Depositate le motivazioni della sentenza di piena assoluzione per il manutentore dell’orditoio nel quale Luana D’Orazio morì a 22 anni dopo 4 giri a causa della manomissione dei dispositivi di sicurezza. Cusimano, questo il nome dell’imputato, unico tecnico deputato a riparazioni e modifiche dei macchinari, non ha commesso il fatto. Aperta l’indagine per omicidio colposo a seguito dell’autopsia sul corpo di Pietro Zantonini, il vigilante morto di freddo nel suo gabbiotto del cantiere delle Olimpiadi Milano Cortina appena concluse. Ad essere indagato il titolare della società di vigilanza. Ieri, intanto, dopo un fine settimana segnato da 3 morti sul lavoro e altrettanti gravi infortuni, è morto a 24 anni Carmine Albero, operaio. Notizie che troviamo quasi esclusivamente sulla stampa locale, segnate dalla frase di rito “secondo le prime ricostruzioni” che, quasi mai, troverà aggiornamenti.

Farmaci equivalenti, Cittadinanzattiva lancia la sesta edizione di Ioequivalgo

di Redazione GRS


Ioequivalgo – Al via la sesta edizione dell’iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva, per promuovere la consapevolezza e l’accesso ai farmaci equivalenti in Italia. L’obiettivo è colmare un divario culturale ed economico che penalizza soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito.

I dati Istat confermano che il 9,5% degli italiani rinuncia a curarsi e le segnalazioni che giungono al Tribunale per i diritti del malato confermano che i costi più difficili da sostenere per le famiglie sono quelli relativi ai farmaci.

Consigliati sempre prima con il tuo medico e/o farmacista. Ma per aiutarti nell’acquisto del farmaco, sapere se esistono equivalenti e darti tutte le informazioni che cerchi, abbiamo creato l’App ioequivalgo: uno strumento sempre a portata di mano, da consultare in maniera facile e veloce, quando e dove vuoi: se hai bisogno di un farmaco e magari sei in farmacia o dal medico. Puoi consultare l’App dal tuo telefonino in modo semplice: basta digitare il nome del farmaco oppure il principio attivo. Potrai conoscere tra le diverse formulazioni (granulato, pastiglie, etc.) e selezionare lo specifico dosaggio del farmaco indicato dal medico o consigliato dal farmacista. L’esito della tua ricerca sarà la lista completa dei farmaci in commercio, siano essi coperti da brevetto (e quindi necessariamente di marca) o non più coperti da brevetto, di marca o equivalenti, organizzati per fasce di prezzo. I medicinali a brevetto scaduto inseriti nella App sono quelli che l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) organizza in appositi elenchi di farmaci equivalenti tra di loro: si chiamano liste di trasparenza. L’App ioequivalgo è uno strumento che ti aiuta ad essere più informato e quindi valutare se, a parità di efficacia terapeutica, esistono opportunità di risparmio.

La Cremonese in campo contro l’azzardo: “Gioca la partita giusta nella vita”

di Redazione GRS


In campo contro l’azzardo – Per la prima volta un club di Serie A, la Cremonese, diventa testimonial del contrasto alla ludopatia. “Gioca la partita giusta nella vita” è lo slogan della campagna di sensibilizzazione sui rischi dell’azzardo, veicolata attraverso uno spot diffuso sui social e nelle sale cinematografiche del territorio.

“Gioca la partita giusta nella vita”, lontano dall’azzardo… che non è un gioco. Un incoraggiamento che si fa concreto nell’azione di prevenzione e cura di tante Agenzie di tutela delal salute – Ats italiane. È stata in particolare l’Ats Val Padana, a lanciare questo monito: Gioca la partita giusta. Molto più di uno slogan: una vera e propria campagna di sensibilizzazione sui rischi dell’azzardo, veicolata attraverso uno spot diffuso sui social e nelle sale cinematografiche del territorio. Il testimonial scelto è da serie A: l‘Unione Sportiva Cremonese.

Non è fantacalcio
Per una volta, niente pubblicità pro-gambling a bordo campo, niente calciatori famosi che invitano a scommettere. Anzi, esattamente il contrario. Lo spot racconta la storia di un uomo, schiacciato dal gioco d’azzardo online, che trova la forza di chiedere aiuto grazie all’incontro con Daniel Ciofani, ex capitano grigiorosso e oggi coordinatore delle squadre Primavera e Under 18 della Cremonese.

È lui ad accompagnare il protagonista verso la consapevolezza, così da poter tornare a giocare «la partita giusta nel campo e nella vita». Una storia che mostra come sia possibile passare «dal buio della dipendenza alla luce del cambiamento», sintetizza Ilaria Marzi, direttore sociosanitario di Ats Val Padana.

Lo spot e la collaborazione con l’Us Cremonese
Il protagonista dello spot Gioca la partita giusta è interpretato dall’attore Max Tosi, che lavora anche all’Ats, mentre la voce narrante è quella del noto attore e regista Beppe Arena. La campagna è stata interamente ideata e diretta dall’Ufficio Comunicazione di Ats Val Padana: Aldo Destefani, Chiara Capelletti e Bibiana Sudati hanno curato l’intero iter produttivo, dalla scrittura dello storyboard fino alla divulgazione.
Alla realizzazione hanno contribuito, tutti a titolo gratuito, anche il Teatro Ponchielli di Cremona, l’Asst Cremona con il suo Servizio Dipendenze (Serd) — il riferimento sul territorio per chi cerca aiuto specialistico — e il Cral di Cremona.

La collaborazione con la US Cremonese era nata quando la squadra militava ancora in Serie B: «Hanno da subito dimostrato apertura e piena disponibilità», dice Marzi. «Da tempo la dirigenza è molto sensibile ai temi di salute e solidarietà del territorio. Già durante il Covid, la società e i giocatori della prima squadra si erano prestati per una campagna di promozione alla vaccinazione. Ma sono davvero tante le iniziative in cui la Cremonese si mette al fianco di chi si occupa di temi socialmente rilevanti».

Dalla serie B alla A l’impegno continua
E quando è arrivata la promozione in Serie A, nella primavera del 2025, la squadra ha mantenuto l’impegno, dimostrando che «è possibile calcare palcoscenici nazionali importanti, rimanendo al contempo fortemente radicati al territorio». L’esperienza sul campo “locale” di Marzi parla chiaro. A Pavia, dove ha lavorato in precedenza, aveva costruito una rete territoriale di progetti rivolti ai giovani per smontare dall’interno i meccanismi dell’azzardo: «Bisogna insegnare ai ragazzi la teoria della probabilità che dimostra come matematicamente sia il Banco a vincere sempre. E poi dobbiamo contrastare la cultura del “tutto e subito”».

Emergenza giovani
Il fischio d’inizio che ha dato avvio alla partita per Ats Val Padana sono stati i numeri: «Le scommesse sportive, in particolare legate al calcio, sono una delle principali porte di ingresso al gioco d’azzardo per i più giovani», spiega Marzi. Un dato in linea con il quadro nazionale: oltre il 60% degli studenti ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, il 57% nell’ultimo anno. Il gioco online coinvolge circa il 13% dei ragazzi, mentre i profili di gioco a rischio e problematico riguardano complessivamente oltre il 10% degli studenti. Le forme più diffuse sono i Gratta&Vinci e le scommesse calcistiche, seguite dalle slot machine. E «spesso l’azzardo è associato ad altri comportamenti additivi».

Il territorio aggiunge ulteriori fattori di vulnerabilità: la presenza diffusa di piccoli comuni, un’elevata incidenza di popolazione anziana e il conseguente rischio di isolamento sociale amplificano l’impatto del fenomeno.
«Nella provincia di Cremona, la percentuale femminile tra i giocatori problematici raggiunge il 21%, contro il 17% del mantovano e il 12% del cremasco. Si tratta prevalentemente di persone con un titolo di studio medio-basso e una condizione occupazionale fragile: circa la metà è disoccupata o in pensione, a conferma di come il tempo libero non strutturato rappresenti un fattore di rischio significativo».

Il ruolo della prevenzione
A complicare il quadro, c’è la resistenza a chiedere aiuto: oltre la metà delle persone arriva ai servizi spontaneamente, ma solo il 6% viene inviato da familiari o amici, «segnalando una difficoltà diffusa nel riconoscere precocemente il problema». Ecco perché, secondo Marzi, «è fondamentale affiancare agli interventi di presa in carico un forte investimento in prevenzione, alleanze territoriali e azioni culturali, soprattutto rivolte ai giovani, per contrastare la normalizzazione dell’azzardo».

Tra le priorità c’è anche la costruzione di una governance territoriale più uniforme: «È necessario che i comuni si dotino di regolamenti omogenei per vigilare e controllare, e che si agisca attraverso sportelli informativi, vere e proprie antenne sul territorio».

US Cremonese testimonial d’eccezione
Scendere in campo contro l’azzardo, per una squadra di Serie A, è un atto controcorrente. «La scelta nasce dai nostri principi e dall’insieme di valori che la società trasmette continuamente anche ai suoi tesserati sul fronte del contrasto al gioco d’azzardo attraverso azioni concrete» ci spiega Paolo Armenia, direttore generale dei grigiorossi.«All‘interno di questa visione, con coerenza abbiamo scelto di non contrattualizzare accordi con agenzie di betting».

Un approccio che rimane coerente anche nei confronti dei calciatori: «Durante la stagione, partendo dal settore giovanile per arrivare alla prima squadra, organizziamo incontri con esperti del settore per creare consapevolezza ed evitare al massimo i rischi legati all’azzardo».
Ecco perché accettare la collaborazione con Ats Val Padana è stato “naturale” «e non si limita a questo video, ma coinvolge una serie di attività per lo sviluppo della qualità della vita all’interno degli ambienti di lavoro».

È dunque davvero necessario per la sostenibilità delle società calcistiche accettare pubblicità di gambling? «Non si può analizzare il tema, se non partendo da una premessa: il mondo del calcio è alla continua ricerca di nuovi introiti e in Italia, in senso generale, è consentito scommettere. All’interno di questo contesto l’argomento è stato portato all’attenzione del Governo e quindi una legislazione in materia potrebbe consentire di ottenere benefici economici, sempre nel massimo rispetto delle regole che lo Stato potrebbe emanare».

Ce lo auguriamo perché, concludendo con le parole di Marzi: «Il gioco sano promuove la socializzazione e lo stare insieme. Il fallimento delle istituzioni è vedere il numero di giovani dipendenti da gioco che aumenta. Dobbiamo lavorare sempre più in rete per contrastare il fenomeno. Gioca la partita giusta è un tassello importante per andare in quella direzione».