“Crush – La storia di Tamina”
Da oggi su Rai Gulp è disponibile la fiction sulla tredicenne afghana fuggita dal suo paese dopo il ritorno al potere dei talebani. Una vicenda di riscatto sociale e personale che comunica con il linguaggio dello sport più amato, il calcio.
Lo sport come strumento di integrazione e crescita personale è il tema al centro della serie “Crush – La storia di Tamina” che racconta la vicenda di riscatto sociale e personale di una ragazza afghana fuggita con la famiglia dal suo paese e rifugiatasi in Italia al momento del ritorno al potere dei talebani. In 8 episodi da 25 minuti e attraverso il linguaggio tipico delle serie kids & teen, la serie prodotta da Stand By Me in collaborazione con Rai Kids pone al centro della narrazione un personaggio femminile come quello di Tamina (Ludovica Porreca), una ragazza afghana di 13 anni con la passione per il calcio, che ha dovuto lasciare improvvisamente il suo Paese, la sua vita e la sua amica del cuore per ritrovarsi in un mondo lontano e diverso. Grazie allo sport, alle nuove amicizie e alla nuova scuola, Tamina avrà modo di rivendicare quei diritti che in Afghanistan le erano stati vietati e, allo stesso tempo, si troverà a fare i conti con un’altra cultura, sperimentando un modo di relazionarsi con gli altri – in particolare con i ragazzi – diverso da quello a cui era abituata.
Non solo: Tamina deve affrontare le prepotenze di un gruppo di bulli capeggiato da Frank (Manfredi Orfei Nones), che non vuole farla entrare nella squadra di calcio della scuola. Con la stessa tenacia e determinazione del suo idolo Farkhunda Muhtaj, capitana della nazionale di calcio femminile afghana di cui ha un poster nella sua cameretta, Tamina non si arrende e dopo inciampi, peripezie e ostacoli, riesce a formare una squadra mista di calcio, i “Golden Eagles”, composta dagli “esclusi” della scuola, ragazzi come lei che in un modo o nell’altro sono stati sradicati dalle proprie origini o che per qualche motivo non si sono mai sentiti accettati fino in fondo e sono alla ricerca del proprio posto nel mondo. In questo percorso Tamina scopre anche l’amore, quello per il suo compagno di scuola Roberto (Alessandro Giovanni Cartenì), e stringe nuove amicizie, come quella con Elena (Federica Pala), Marie Jeanne (Nathalie Gabrieli), Jacopo (Filippo Romano), Giorgia (Eleonora Simonelli) e Sabrina (Lucilla Caliciotti).
“Crush – La Storia di Tamina” fa parte della collana “Crush”, ideata da Simona Ercolani, che riflette sui cambiamenti profondi provocati nei preadolescenti dalla prima cotta, una vera tempesta emotiva e un’altalena di emozioni con cui si trovano a fare i conti mentre cercano di affermare la propria identità e conoscere sé stessi. La serie, già in anteprima su RaiPlay, andrà in onda anche su Rai Gulp da mercoledì 1 marzo tutti i giorni alle ore 14.10 e 19.10.
Sport senza barriere: Figc e Special Olympics Italia firmano protocollo d’intesa
Senza barriere
La pratica sportiva come moltiplicatore di opportunità, il calcio come strumento privilegiato per garantire diritti e favorire l’inclusione delle persone con disabilità intellettive e relazionali: sono questi i punti focali del protocollo d’intesa firmato tra la Federazione Italiana Giuoco Calcio e Special Olympics Italia.
Un accordo che consentirà a Figc e Special Olympics di concordare specifiche collaborazioni per organizzare eventi sportivi e promozionali, con l’intento di condividere le proprie esperienze e di allargare sempre più il raggio d’azione delle rispettive attività.
Si rende così ufficiale un rapporto di collaborazione ventennale, sbocciato il 20 novembre 2002 in occasione della partita amichevole Italia–Turchia, durante la quale la Nazionale Italiana di calcio, per la prima volta nella sua storia, scese in campo con una maglia, quella di Special Olympics, a sostegno di una campagna di promozione sociale legata all’attività per le persone con disabilità intellettiva. Una condivisione di valori che si è tradotta, costantemente negli anni, nel sostegno alle attività di Special Olympics (in particolare, con il patrocinio della “European Football Week”, evento europeo dedicato al Calcio Unificato) e proseguito sino a oggi nel comune intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del rispetto della diversità.
La Figc, prima Federazione al mondo ad istituire nel 2019 una specifica Divisione per concorrere, attraverso la pratica sportiva, a migliorare la vita delle persone con disabilità intellettive, implementerà questa collaborazione con la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale (DCPS), presieduta da Franco Carraro, che oggi annovera 105 società e più di 2000 calciatori tesserati.
Un forte messaggio che evidenzia l’obiettivo di questa convenzione è arrivato dal Presidente della Figc Gabriele Gravina: “Siamo felici di aver finalmente istituzionalizzato il rapporto con Special Olympics, una realtà che si è sempre distinta nelle azioni concrete a favore dell’inclusione sociale attraverso lo sport. La Figc è impegnata in questo campo con convinzione e responsabilità, siamo un’istituzione aperta a collaborazioni sinergiche che travalicano l’ambito federale perché crediamo fortemente nella straordinaria multidimensionalità del calcio. Grazie alla DCPS ci siamo messi a servizio della collettività per favorire la pratica del calcio al maggior numero di persone possibile, vogliamo abbattere tutte le barriere che impediscono ad una ragazza o a un ragazzo di vivere la propria passione”.
Soddisfazione e obiettivi condivisi dal Presidente della Divisione Calcio Paralimpica e Sperimentale, Franco Carraro: “Il protocollo che abbiamo appena siglato è un ulteriore passo per lo sviluppo della strategia della FIGC-DCPS, e moltiplicherà le opportunità che vengono offerte agli atleti con disabilità. Siamo davvero contenti di poter lavorare con Special Olympics, sicuri di proseguire un percorso innovativo, che creerà nuove modalità per la pratica dello sport senza barriere”.
Il Presidente di Special Olympics Italia, Angelo Moratti, ha sottolineato: “Non molti anni fa le persone con disabilità intellettive venivano esonerate dalla pratica sportiva. Oggi queste stesse persone possono avere accesso a ogni disciplina, possono gareggiare in eventi nazionali e mondiali. Sono diventati Atleti, protagonisti e promotori di un cambiamento che va oltre lo sport. Crediamo che da collaborazioni virtuose come questa possano nascere iniziative di interesse collettivo che contribuiscono in maniera concreta alla crescita del Paese ed alla promozione di un sistema sociale più inclusivo”.
Il protocollo di intesa tra la Federazione Italiana Giuoco Calcio e Special Olympics Italia si colloca proprio in questa direzione: favorire e accrescere le opportunità, connesse alla pratica del calcio, per gli atleti con disabilità intellettiva. E, allo stesso tempo, promuovere anche il Calcio Unificato, attraverso il quale calciatori con e senza disabilità intellettiva giocano insieme nella stessa squadra, per favorire l’inclusione sociale e la crescita culturale in grado di abbattere le barriere ancora oggi fortemente esistenti, quali stereotipi e pregiudizi.
Piano per lo Sport Sociale: aperte le iscrizioni per i 4 Avvisi pubblici
Promuoviamo lo sport
Aperte sul sito di Sport e Salute, le piattaforme per le candidature agli Avvisi pubblici “Inclusione”, “Quartieri”, “Carceri” e “Parchi”. Il Piano per lo Sport Sociale, promosso insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani e al Dipartimento dello Sport, mira ad abbattere le barriere di accesso all’attività sportiva.
Un piano da 595 progetti finanziabili e destinato a 12mila tra ASD/SSD, Enti del Terzo Settore di ambito sportivo e Comuni che, a partire da oggi, avranno un mese di tempo per candidare il proprio progetto al link https://www.sportesalute.eu/sportditutti.html. Al link https://www.sportesalute.eu/primo-piano/4281-sport-di-tutti-piano-per-lo-sport-sociale.html trovate l’illustrazione dei quattro progetti. I progetti sono quattro: Inclusione (2,4 milioni), Quartieri (3,7 milioni), Sport nei Parchi (3,3 milioni) e per la prima volta Carceri (3 milioni). Si stima che in totale saranno coinvolte 12 mila associazioni sportive e potenzialmente oltre un milione di cittadini.
Giocagin 2023, torna la manifestazione Uisp in decine di città italiane: “Il gioco prende forma”
Il gioco prende forma
Domani e domenica saranno le giornate centrali di Giocagin: in decine di città italiane esibizioni e ginnastiche a suon di musica. Ai nostri microfoni il presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce.
Calcio e diritti umani, in Arabia Saudita i Mondiali per club: la denuncia di Amnesty
Sbagliando non si impara
“La Fifa sta ancora una volta abbandonando la propria politica sui diritti umani”. Lo ha detto Steve Cockburn di Amnesty International sulla scelta dell’Arabia Saudita come come sede della prossima Coppa del Mondo di calcio per club.
Il capo della giustizia economica e sociale di Amnesty International, Steve Cockburn, afferma che è stata presa “senza alcuna considerazione della libertà di espressione, discriminazione o diritti dei lavoratori”. E ancora: “La Fifa ha ancora una volta ignorato l’atroce situazione dei
diritti umani dell’Arabia Saudita -ha detto Cockburn-. La Fifa sta ancora una volta abbandonando la propria politica sui diritti umani ed è complice del palese ‘sport washing”. Cockburn ha affermato che le autorità dell’Arabia Saudita hanno recentemente “intensificato la loro brutale repressione della libertà di espressione” e ha sottolineato che 81 persone sono state giustiziate in un solo giorno lo scorso anno.
Amnesty nella nota ha anche puntualizzato come la Fifa non abbia ancora raggiunto un accordo su un fondo di compensazione per i lavoratori
migranti in Qatar.
Calcio in Brasile: entra in vigore la nuova normativa antirazzista
“No” al razzismo allo stadio
Entra in vigore oggi, data di inizio della Copa do Brasil, la nuova normativa prevista dalla federazione calcistica brasiliana: sarà la prima al mondo ad applicare penalizzazioni in classifica in caso di razzismo all’interno di uno stadio.
È una decisione storica. La nuova normativa entrerà in vigore dal prossimo 22 febbraio, data di inizio della Copa do Brasil. La nota ufficiale recita: “Si ritiene gravissima l’infrazione di carattere discriminatorio praticata da dirigenti, rappresentanti e professionisti delle Società, atleti, tecnici, componenti della Commissione tecnica, tifosi e squadre arbitrali”. Una piena assunzione di responsabilità del mondo del calcio brasiliano. Non più solo parole, ma fatti. E fatti che potrebbero incidere sulla classifica finale delle competizioni. Un passo coraggioso che finora nessun organismo del calcio, nel mondo, aveva avuto la forza di intraprendere.
Ma il Presidente della CBF, da sempre impegnato nella lotta contro ogni forma di razzismo, precisa anche che la norma non si esaurirà nella sanzione sportiva: “il resoconto della partita”, afferma Rogèrio Caboclo “sarà trasmesso anche al Pubblico Ministero e alla Polizia Civile affinché il processo non avvenga solo in ambito sportivo e i trasgressori siano puniti anche dalla legge”.
I fenomeni discriminatori sono frequenti nel mondo del calcio e nel mondo sportivo in generale. Il calcio in particolare assorbe e ripropone le contraddizioni della società all’interno degli stadi, spesso amplificandole per l’enorme impatto mediatico che genera. E non è un caso che le curve, specie in Italia, siano diventate anche terreno di proselitismo politico di frange razziste, fasciste e xenofobe.
L’ aggettivo “gravissima” applicato dalla federazione brasiliana all’ “infrazione di carattere discriminatorio” assume un particolare rilievo culturale. Il calcio non può tollerare zone franche all’interno dei propri impianti se non rinnegando se stesso e i suoi valori. Lo sport è terreno di inclusione, e più forte in ambito sportivo deve essere il richiamo ai valori fondanti.
Non basta più una fascia sul braccio dei capitani con l’impegno contro ogni razzismo. Non basta ad eliminare il problema. Accanto alle campagne di sensibilizzazione occorrono strumenti in grado di perseguire i razzisti mascherati da tifosi per riconsegnare gli stadi a chi vuole davvero godere la bellezza di una partita.
È un tema centrale, insieme a quello della sostenibilità economica del movimento. Se il calcio vuole avere un futuro ha bisogno di eliminare le sue tossine. E tra le più insidiose ci sono quelle del razzismo.
“Vai male a scuola? Non giochi a pallone”: la ricetta della società torinese Vanchiglia
In campo con la pagella
“Vai male a scuola? Non giochi a pallone”. Ecco la soluzione della storica società torinese Vanchiglia per abbinare educazione, scolarizzazione e sport. La ricetta è semplice: verificare anche le pagelle, nella valutazione globale di un giovane calciatore, oltre alla capacità di stoppare il pallone. Il tutto, ovviamente, con il consenso delle famiglie.
L’obiettivo del Vanchiglia consiste proprio nell’accostarsi al ruolo delle famiglie a proposito di condotta a scuola e correttezza nei comportamenti. Tanto da poter arrivare anche alle conseguenze estreme di escludere un ragazzo dai convocati della domenica qualora le risposte della scuola risultassero al di sotto delle aspettative.
Sui social network sono arrivati molti plausi all’iniziativa voluta dall’allenatore Vincenzo Manzo, compresi quelli di altre società che raccontano a loro volta di qualche mister che, anni fa, a sua volta chiedeva conto del rendimento scolastico ai suoi atleti. Lo stesso Manzo racconta di essersi ispirato a quando lui stesso giocava nelle giovanili della Juventus e la società era molto attenta ai voti dei giovani calciatori. Ma sul Vanchiglia è piovuta anche qualche critica: “Se vanno alle finali dei regionali fanno stare a casa il più talentuoso perché va male a scuola?“, domandano gli scettici.
Sport per la cura: la Lilt inaugura a Palermo il “Dragon Boat”
Mareterapia
A Palermo la Lega per la lotta contro i tumori ha inaugurato il ‘Dragon Boat’, una disciplina sportiva che, emersa dall’ambito puramente sportivo, da anni è impiegata per supportare la ripresa e il benessere psicofisico delle donne operate per un cancro al seno.
Venti atlete che pagaiano insieme al ritmo di un tamburo su un’imbarcazione con testa e coda di drago. È il Dragon Boat, una disciplina sportiva che, grazie alle sue peculiarità, è uscita dall’ambito puramente sportivo e da anni è impiegata per supportare la ripresa e il benessere psicofisico delle donne operate per un cancro al seno e per promuovere la prevenzione cardiovascolare. Proprio per questo, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (Lilt), sabato 18 febbraio alle 10,30 presso lo Yacht club del Mediterraneo alla “Cala” di Palermo ha inaugurato una imbarcazione.
“La LILT con la squadra delle Aquile Rosa LILT Palermo, coronando il sogno di avere la propria imbarcazione, ha avviato un percorso aperto al sociale di mareterapia. Lo Yacht club Mediterraneo ha creduto in questo progetto e, grazie ad una condivisione di intenti e di attività, stiamo iniziando una nuova entusiasmante collaborazione. L’emozione è grande, siamo impazienti di poter pagaiare e riprendere il contatto benefico col mare“, afferma Francesca Glorioso, presidente della LILT Palermo.
Della stessa lunghezza di pensiero, Giuseppe Galantino presidente dello Yacht club Mediterraneo: “Lo Yacht club del Mediterraneo della Cala di Palermo ha scelto di navigare insieme al progetto della LILT Palermo, mettendo a disposizione spazi ed esperienze legate al vivere il mare. Siamo sempre convinti che la condivisione di tali esperienze, può contribuire a farci vivere assolutamente meglio”.
L’insostenibilità degli impianti sportivi italiani: storie di allenatori bloccati da strutture per nulla inclusive
Impianti insostenibili
L’allenatore è in carrozzina e non può scendere negli spogliatoi per le barriere architettoniche. Il servizio di Elena Fiorani
Lo sfogo di Francesco Quaranta, allenatore di calcio in Prima categoria, è arrivato alla stampa. Da quattro anni in carrozzina domenica scorsa non ha potuto accedere agli spogliatoi per dare indicazioni alla sua squadra, bloccato da una serie di barriere architettoniche.
Problema simile per Luca Gotti, allenatore dello Spezia, in stampelle per un’operazione all’anca, che non ha potuto essere in panchina per l’incontro con il Napoli. L’impegno di operatori e dirigenti si scontra con difetti cronici e problemi strutturali di impianti datati, dove anche il bagno per le persone con disabilità o una rampa di accesso diventano un lusso.
Il Centro Sportivo italiano è sceso in campo contro il bullismo in Calabria: coinvolti 150 bambini
Al centro dello spogliatoio
Il Centro Sportivo italiano è sceso in campo contro il bullismo in Calabria con un’iniziativa che ha coinvolto 150 bambini e ragazzi in tornei sportivi, giochi e laboratori educativi. Dal calcio alla pallavolo hanno condiviso timori e con il sostegno di un equipe psico-pedagogica.
Straordinaria giornata, domenica scorsa, quella vissuta da oltre centocinquanta bambini e ragazzi del territorio metropolitano di Reggio Calabria. In occasione della Giornata Nazionale contro il bullismo, nove società sportive di calcio e volley, sono scese in campo al PalaColorCsi di Pellaro e al centro sportivo Sporting Club Bocale. All’interno del progetto “Arianna. Fuori dal Labirinto”, sostenuto dalla Fondazione con i Bambini, il Centro sportivo italiano di Reggio Calabria ha presentato l’attività che ha coniugato tornei sportivi, giochi e laboratori educativi all’interno dello spogliatoio. Tema della giornata: il bullismo! Quando ci riferiamo a questo fenomeno non facciamo solo riferimento ai comportamenti diretti di violenza fisica ma anche a tutti quegli episodi che attraverso parole offensive, minacciose o intimidazioni portano all’isolamento di una ‘vittima’, di un ragazzo che verrà per questo escluso dal gruppo a causa di diffamazioni e calunnie false ed inutili. Stiamo parlando di una persona che al pari di ognuno merita invece il rispetto e la serenità che ognuno di noi desidera per se stesso. Serenità che la vittima in questione perde gradualmente in quanto la violenza diretta o più sottile sarà persistente e continuativa nel tempo.
L’equipe psico-pedagogica del Comitato Csi di Reggio Calabria, ha scelto questo percorso per provare, attraverso il gioco e lo sport, a dare risposte concrete e lasciare segni efficaci tra i nostri ragazzi. Il campo, durante il pomeriggio, ha pertanto lasciato spazio ad un apprezzatissimo laboratorio educativo all’interno dello spogliatoio, uno spazio in cui i diversi atleti di una squadra che cooperano nelle varie gare per raggiungere un obiettivo comune, si mettono a nudo e rimangono soli con il proprio gruppo dei pari. In questo contesto molto spesso il senso di squadra viene perso o dimenticato ed alcune azioni che potrebbero essere viste dal gruppo come scherzi semplici diventano motivo di sofferenza: vengono nascosti borsoni, utilizzate espressioni negative verso forme fisiche differenti dalle proprie, prese in giro per prestazioni all’interno del gioco che non sono state ottimali, situazioni che, pensiamo, possano capitare a tanti ragazzi. È proprio dagli errori, dalla condivisione e dagli allenamenti che una squadra invece impara a crescere e a migliorare. L’attività, guidata dalla dott.ssa Federica Gatto, è stata accolta positivamente dai ragazzi che, tra una gara e l’altra, hanno “giocato una nuova ed entusiasmante partita”, quella dentro gli spogliatoi.
Al PalaColorCsi di Pellaro, in vista dei Campionati giovanili Sport&Go!, è andata di scena la festa del mini volley Csi. L’evento, pensato e coordinato da Valentina Pagano e Nicola Marra, ha visto in campo numerose piccole atlete e tante famiglie. Prezioso, in questo contesto, l’apporto degli istruttori e volontari Csi. Al centro sportivo Sporting Club di Bocale, invece, parrocchie, associazioni e oratori in campo per il Trofeo di calcio a 5 : “Al Centro dello Spogliatoio 20.23”. Un pomeriggio di festa tra partite in campo e laboratori promossi dagli educatori, istruttori e volontari del Csi Reggio Calabria. L’idea ed i laboratori che coniugano partite in campo e nello spogliatoio, in questa stagione sportiva, accompagneranno tutte le gare dei Campionati Giovanili del Csi reggino. Un percorso innovativo e significativo che, ancora una volta, vuole fare del gioco e dello sport, veri ed efficaci strumenti educativi e di cambiamento.




