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Impennata costi dei traghetti in Italia: +50% rispetto al 2021

di Redazione GRS


 

 

 

Impennata. Crescono a dismisura i prezzi dei traghetti: ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

Per viaggiare verso Sardegna e Sicilia i costi aumentano a dismisura. Rispetto al 2021 le tariffe segnano +50%. Tra budget limitati e preoccupazioni legate alla pandemia, anche quest’anno la maggior parte dei vacanzieri italiani ha deciso di trascorrere le ferie estive entro i confini nazionali, con una preferenza per le località di mare di Sardegna, Sicilia e isole minori.

Dal monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, emerge che la tariffa per due adulti ed un bambino, andata e ritorno, con auto berlina a seguito, aumenta del 49-50% rispetto allo scorso anno. “Quest’anno assistiamo ad una vera e propria impennata straordinaria dei prezzi su molte tratte, complice anche il caro-carburanti” affermano dall’associazione che ricorda lo sportello SOS Turista al n. 059.251108 per chi dovessero riscontrare problemi durante il viaggio.

 

 

Firmato protocollo d’intesa tra Anci e Garante nazionale dei detenuti

di Redazione GRS


Diritti dietro le sbarre. Anci e Garante nazionale delle persone detenute e private della libertà personale hanno firmato un protocollo d’intesa per consolidare e uniformare la figura del Garante Comunale: un punto di riferimento per chi si trova in carcere, in grado di favorire un migliore reinserimento nella società civile dei detenuti.

SOS Humanity: inaugurata la mostra diffusa sul Lago D’Orta (Piemonte)

di Redazione GRS


SOS Humanity: è il titolo della mostra diffusa inaugurata sul Lago D’Orta, in Piemonte, con le opere di cinque artisti chiamati a raccontare il momento storico attuale, in bilico tra epidemie globali, guerra ed emergenza climatica. L’esposizione vuole anche fornire un messaggio di speranza, affinché l’umanità prenda coscienza delle proprie responsabilità di fronte alle crisi in atto.

Futuro precario: Unicef a sostegno dei bambini con disabilità in Ucraina

di Redazione GRS


 

 

 

Futuro precario. Il progetto di Unicef in Ucraina per aiutare i bambini con disabilità colpiti dal conflitto. Il servizio di Fabio Piccolino.

Rispondere ai bisogni dei bambini con disabilità colpiti dalla guerra: è l’obiettivo dell’intervento di emergenza che Unicef ha messo in piedi in Ucraina insieme alle autorità locali. L’iniziativa fornisce supporto professionale e specializzato e informazioni sull’accesso ai servizi, anche grazie a squadre mobili da composte da professionisti, a disposizione per raggiungere e supportare i bambini con disabilità nelle aree remote del Paese. Secondo l’organizzazione, la guerra minaccia il futuro: per i bambini con disabilità, la posta in gioco è ancora più alta.

In vacanza in bicicletta: alla scoperta di un percorso circolare lungo la costa pugliese

di Redazione GRS


In vacanza in bicicletta. Ecco una proposta da vivere pedalando lentamente lungo la costa pugliese in un percorso circolare di 220 chilometri, alla portata di tutti: turismo lento e sostenibile che permette di scoprire la pietra bianca, gli ulivi secolari, gli odori selvatici, il vento.

Difficile trovare un mezzo migliore della bicicletta per esplorare il territorio. A pedalata lenta, senza fretta, magari schivando gli affollati weekend di luglio e agosto. Non ci sono piste ciclabili di lunga percorrenza in Salento ma non ce n’è bisogno: basta farsi trascinare dal vento e inseguire la linea costiera, dall’Adriatico allo Ionio, in un susseguirsi di colori e scenari che sorprendono e cambiano di continuo. Un viaggio semplice, che richiede un piccolo impegno alla portata di tutti – i borghi sono ravvicinati, quindi una sosta è sempre dietro l’angolo – tra calette caraibiche, canyon, grotte, torri di guardia, piscine naturali e insenature selvagge. Qualcosa di molto simile a un paradiso, insomma. Uno degli itinerari consigliati fa un percorso circolare in 4 tappe, per un totale di 220 chilometri.

Lasciando Lecce si percorrono stradine rurali in direzione Otranto, inoltrandosi in una campagna urbanizzata. La comparsa dei primi muretti a secco, appena superato un cavalcavia, indica che si è già fuori città. Dopo pochi, silenziosi chilometri tra gli ulivi resi fragili dal batterio Xylella, ci si trova davanti al borgo fortificato di Acaya, con le sue mura cinquecentesche. Subito dopo si entra nell’oasi del Wwf Le Cesine: è una riserva naturale di 350 ettari e un piccolo paradiso vietato alle macchine. Da lì si arriva direttamente al mare, nella zona delle marine di Melendugno, dove ci sono alcune delle più belle insenature di tutto il Salento, dalla Grotta della Poesia all’arco degli innamorati. Rinunciare a un bagno da queste parti sarebbe da pazzi. Siamo nella zona tra San Foca e Torre dell’Orso, da cui partì la cosiddetta rinascita salentina: esattamente trent’anni fa, infatti, alcuni ragazzi occuparono una masseria vicino San Foca, La Mantagnata, attirando studenti da tutta Italia e trasformando quel luogo in una sorta di Woodstock nostrana, tra mare, musica raggae, rime improvvisate e concerti. La Giamaica d’Italia stava prendendo forma.

Si prosegue lungo la costa, alternando litoranea, stradine secondarie e sterrati a strapiombo sul mare, fino a quando la vista dell’imponente castello aragonese indica che si è arrivati nei pressi di Otranto, il punto più a est d’Italia. Fino al 2 novembre la città ospita Altre Americhe, un’imperdibile mostra di Sebastião Salgado, inedita in Italia, che racconta il suo primo grande progetto fotografico in America Latina tra il 1977 e il 1984.

Questa è la tappa più insidiosa, per l’alternarsi di discese e piccole salite, anche se mai troppo impegnative. Ma è anche la più scenografica, con la strada in leggera quota che segue il profilo sinuoso e frastagliato della costa. Sono solo cinquanta chilometri ma bisogna guadagnarseli. La prima sosta arriva dopo pochi chilometri ed è una delle classiche cartoline salentine: la ex cava di bauxite chiusa nel 1976 e oggi nota per il contrasto tra le acque verdi smeraldo del laghetto di acqua dolce e il rosso dei calanchi scavati dalle piogge meteoriche. Si riprende la litoranea, si supera il faro di Punta Palascia – da cui, si dice, nelle giornate più limpide si vedono le montagne dell’Albania – e in breve si raggiunge il pittoresco centro di Porto Badisco, uno dei luoghi ipotizzati come primo rifugio di Enea in fuga dalle rovine dell’antica città. Ma prosaicamente conosciuto anche per i leggendari panini del bar Da Carlo, tra i migliori di tutta la costa adriatica. Da qui in avanti è un susseguirsi di soste quasi obbligatorie: dalla grotta carsica di Zinzulusa – difficile non fare almeno un tuffo – al borgo di Castro, con le sue terrazze e i giardini fioriti, dalla piscina naturale di Marina Serra allo stupefacente Ciolo, un piccolo canyon che si tuffa nell’Adriatico. Fino alla destinazione finale: Santa Maria di Leuca, che i romani chiamavano De finibus terrae. La quintessenza della terra salentina.

Per la prima volta dall’inizio del giro si punta verso nord. Se non si ha la sfortuna di trovare vento contrario questa tappa è poco più di una semplice passeggiata marina, con il conforto del mare sempre sulla sinistra. Ci si lascia alla spalle le eleganti ville liberty di Santa Maria di Leuca e subito ci si ritrova a pedalare sul lungomare, giusto in tempo per ammirare il paesaggio dal promontorio di Punta Ristola. Poi lo scenario cambia e la costa rocciosa lascia spazio alle lunghe e bianche spiagge caraibiche, fondali bassi, sabbia finissima, altra immagine simbolo della rinascita salentina. Ma il tratto più interessante arriva dopo Torre Mozza, quando si entra nel parco naturale regionale Litorale di Ugento, pedalando a due passi dal mare lungo il ciclopercorso dei bacini, realizzati nella prima metà del novecento per bonificare le paludi che caratterizzavano questo tratto di costa. C’è ancora tempo per un bagno in una delle più belle spiagge di tutto il Salento, Punta della Suina, all’interno di una riserva naturale, prima di percorrere gli ultimi chilometri, superare la ciclabile di Baia verde e giungere in prossimità del ponte di Gallipoli. La passeggiata al tramonto lungo le mura della città vecchia vale gran parte del viaggio.

Si oltrepassa la località di Rivabella, il Lido delle Conchiglie e si giunge al piccolo borgo di Santa Maria al Bagno, dove c’è una delle più belle spiagge urbane d’Italia. Se c’è tempo, vale la pena di fermarsi a visitare il museo della Memoria e dell’Accoglienza, dedicato agli ebrei che si rifugiarono in questa zona del Salento tra il 1943 e il 1947. Merita poi un’ultima sosta marina, poco più avanti, l’incontaminato parco naturale di Porto Selvaggio. A quel punto si abbandona la costa verso l’interno e si punta su Nardò, una piccola Lecce, con il suo centro storico di pietra bianca, le bellissime chiese e l’elegante piazza Salandra a fare da salotto urbano.

E poi è ora di chiudere il giro. Da Nardò si seguono le indicazioni per Copertino e poi si punta diritti su Lecce, facendo attenzione a non prendere la tangenziale. L’ultimo tratto di strada è più monotono dei precedenti, ma le bellezze della capitale del barocco pugliese ripagheranno di ogni chilometro di fatica.