Non ci ferma nessuno. Saranno gli studenti dell’Università La Sapienza di Roma i protagonisti della terza tappa del tour motivazionale dell’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete. Ascoltiamo



Non ci ferma nessuno. Saranno gli studenti dell’Università La Sapienza di Roma i protagonisti della terza tappa del tour motivazionale dell’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete. Ascoltiamo

Sport sostenibile. Dalla lotta al razzismo alla difesa dell’ambiente: arriva la patente a punti Uefa per la sostenibilità degli eventi sportivi, valutata con un sistema di certificazione che assegna un punteggio da 0 a 75 in base al grado di soddisfazione di quindici parametri. La certificazione nasce anche per spingere sponsor e investitori a puntare su soggetti e iniziative più virtuosi.
Il primo banco di prova del sistema sarà il prossimo Europeo femminile di calcio, in programma dal 6 al 31 luglio prossimi in Inghilterra. L’obiettivo della Federcalcio europea è arrivare a pieno regime con la certificazione degli eventi per Euro 2024 in Germania. “La valutazione sarà fatta ex post, monitorando il livello di sostenibilità dell’evento durante il corso del suo svolgimento. Cominceremo col valutare i tornei organizzati da noi, poi metteremo il protocollo a disposizione di federazioni, leghe e club”, dice Michele Uva, direttore della sostenibilità Uefa.
I parametri valutati dal Uefa sustainable event management system (SEMS) tengono conto della mobilità, della piena accessibilità degli spazi, dell’incidenza sul clima, del consumo d’acqua, della circolarità economica, della lotta razzismo, del rispetto per la diversità (sia essa relativa all’orientamento sessuale o alla fede religiosa), dell’attenzione per i bambini e della qualità della governance. Per ciascuno dei 15 ambiti, al singolo evento verrà assegnato un punteggio da 1 a 5. Si va dall'”intenzione di progredire”, livello minimo, alla “realizzazione fattiva di pratiche eccellenti”, che corrisponde al massimo.
“Il primo scopo è migliorare nel tempo la sostenibilità dei nostri eventi, innalzando via via i nostri standard – dice Uva – ma la certificazione nasce anche con l’intento di guidare sponsor e investitori, di modo che siano portati a puntare su soggetti e iniziative più virtuosi”. Già oggi la maggioranza delle grandi aziende di tutto il mondo concentra più i propri investimenti nello sport verso soggetti che offrono un’immagine migliore dal punto di vista del rispetto dei diritti e dell’ambiente. Lo stesso vale per le realtà territoriali, che più volentieri ospiteranno eventi sportivi a basso impatto e alta esternalità positiva. Questo dirà Uva il 4 aprile prossimo a Ginevra, quando illustrerà il SEMS ai sindaci delle città europee.
Senza aspettare che Uefa metta a disposizione la propria griglia di misurazione della sostenibilità, ci sono club europei che hanno introdotto protocolli interni per quanto riguarda la non discriminazione e la riduzione dell’impatto ambientale. È il caso del Tottenham, che nel settembre 2021 ha annunciato di essere in grado di organizzare partite nello stadio di casa a impatto zero, bandendo la plastica nei ristoranti, alimentando l’impianto con energie rinnovabili e incentivando la mobilità sostenibile dei tifosi. Un impegno valso agli Spurs il riconoscimento di club più “green” della Premier League. Altra società che s’è dimostrata sensibile ai temi della sostenibilità è il Southampton, che già nel 2018 aveva introdotto programmi avanzati di risparmio energetico.
Il caso più notevole è quello della Bundesliga tedesca, che pretende dai club iscritti il rispetto di severi parametri sia dal punto di vista ambientale sia di impegno sociale. Fra i criteri per potere avere la licenza e partecipare al campionato ci sono anche l’impegno concreto contro ogni discriminazione e il rispetto dei lavoratori, tanto dei dipendenti quanto di chi presta servizio presso aziende esterne. A ispirare la federazione e gli organizzatori del campionato sono stati club ultra-virtuosi come Bayern Monaco e Wolfsburg. La Volkswagen, proprietaria della società, ha deciso di investire soprattutto nelle politiche ambientali, mostrando forte discontinuità rispetto allo scandalo Dieselgate del 2015.
Se in Spagna la sostenibilità non è un tema centrale per la maggior parte dei club, in Italia il caso più virtuoso è quello della Juventus. Al pari del Borussia Dortmund, la società bianconera ha aderito allo Standard Ethics European Football Index, che ordina i club (soprattutto quelli quotati) in base all’efficienza e all’attenzione dimostrate in campo ambientale, sociale, finanziario e di governance. In base alla performance complessiva si va da un rating E+, il più basso, a EEE, il più alto. Più indietro invece gli altri due club italiani quotati in borsa: la Roma ha espresso la volontà di migliorarsi sotto il profilo della sostenibilità, mentre la Lazio non ha ancora promosso pratiche tali da rientrare nei parametri di Standard Ethics.

La corsa per la pace. Domenica torna Vivicittà, la corsa più grande del mondo, organizzata dall’Uisp,che quest’anno ha i colori dell’arcobaleno. Ce ne parla il responsabile manifestazioni nazionali Uisp, Marco Ceccantini

Effetto domino. Il Libano è sull’orlo di una crisi alimentare senza precedenti. L’allarme arriva dalla ong Un Ponte Per che spiega come il paese importi gran parte del suo grano e altri generi di prima necessità dall’Ucraina e dalla Russia. Una situazione che si aggiunge alle conseguenze dell’esplosione del porto di Beirut del 2020, che colpirono duramente le scorte alimentari.

Cambio di prospettiva. La Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Vanessa Pallucchi ha incontrato la ministra della Giustizia Marta Cartabia sul tema della giustizia riparativa. “Da parte della Ministra – ha spiegato la Portavoce – abbiamo riscontrato una grande attenzione e il riconoscimento del fondamentale e concreto ruolo che il Terzo settore svolge in questo ambito”.

Mezzogiorno in più. Un bando da 1 milione di euro promosso da Fondazione Con Il Sud e Action Aid per il terzo settore delle regioni meridionali contro la povertà. Ascoltiamo Katia Scannavini di Action Aid.

Abitare possibile: è il titolo del convegno che si svolgerà domani a Bologna sul tema del contrasto all’emergenza abitativa promosso da Caritas diocesana e Antoniano. Obiettivo dell’incontro è quello di un confronto tra le realtà associative e le istituzioni locali.

Art Aid Israel Ukraine. Fino al 13 aprile oltre 50 artisti israeliani venderanno le loro opere per sostenere i colleghi ucraini in fuga dalla guerra. L’iniziativa infatti contribuirà alla creazione di residenze professionali per artisti arrivati nel paese come rifugiati.

Carovana solidale. La campagna “Stop the war now” con 89 organizzazioni promuove venerdì 1 aprile un’azione nonviolenta in Ucraina. Ascoltiamo il direttore di Collettiva.it Stefano Milani al seguito del convoglio di pace.

In campo per la pace. Il mondo del calcio si unisce per l’appello globale delle Nazioni unite a favore dell’Ucraina. Mentre il numero di rifugiati sta per raggiungere i quattro milioni, l’UNHCR e il Programma Alimentare Mondiale lanciano “Football for Ukraine’, per raccogliere fondi e aiutare i rifugiati fuggiti all’estero, con sei calciatrici e calciatori di spicco come testimonial.
Il lancio dell’appello globale #football4ukraine avviene in una fase in cui quasi un quarto della popolazione dell’Ucraina, ovvero oltre 10 milioni di persone, è stato costretto a fuggire. I circa 3,9 milioni di rifugiati fuggiti dal Paese fanno di questa crisi l’esodo in più rapida espansione dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Altri 6,5 milioni di persone sono sfollati all’interno del territorio nazionale e almeno 13 milioni sarebbero bloccati nelle aree colpite o impossibilitati a fuggire a causa degli elevati rischi per la sicurezza, della distruzione di ponti e strade e della carenza di risorse o informazioni relative ai luoghi presso cui potersi mettere in salvo e trovare riparo.
All’appello aderiscono giocatori e giocatrici di Premier League, Bundesliga e Division 1 femminile. I tre giocatori con un passato da rifugiati sono Alphonso Davies, stella del Bayern Monaco e Ambasciatore di buona volontà dell’UNHCR, Mahmoud Dahoud (Borussia Dortmund), primo rifugiato siriano a giocare nella Bundesliga, e il portiere dell’Everton FC, Asmir Begovic, costretto a fuggire dalla Bosnia-Erzegovina. Insieme a loro, hanno aderito Lucy Bronze, giocatrice del Manchester City insignita del premio FIFA Women’s Player 2020, Ada Hegerberg, calciatrice dell’Olympique Lyonnais e prima donna a essere premiata col Pallono d’oro e Juan Mata, calciatore del Manchester United e campione del mondo con la nazionale spagnola.
Alphonso Davies ha dichiarato: “Mi rattrista molto vedere milioni di persone costrette a fuggire ovunque a causa della guerra. Giorno dopo giorno si rende sempre più necessario assicurare sostegno. Ecco perché quest’appello è così importante, per assicurare aiuti a chiunque ne abbia bisogno”. “Questa situazione mi ha spezzato il cuore. Milioni di persone, tra cui molti bambini, sono stati costretti a fuggire dalle proprie case senza sapere cosa riserverà loro il futuro o quando potranno fare ritorno a casa. È ancora più scioccante pensare che questa crisi si somma a quelle che vedono già 84 milioni di persone in fuga nel mondo. Spero che il nostro appello per le persone in fuga in Ucraina garantirà loro gli aiuti di cui hanno bisogno”, ha dichiarato Lucy Bronze.
L’appello riunisce le competenze dell’UNHCR nel proteggere famiglie in fuga e l’esperienza del WFP nel salvare vite umane in aree di conflitto. Affinché le donazioni assicurino il migliore impatto possibile sulle persone colpite dall’emergenza in Ucraina, saranno ripartite tra le due organizzazioni per fornire cibo, riparo, sostegno psicosociale, aiuti in denaro e altri aiuti salvavita.
UNHCR e WFP sono sul campo sia all’interno sia al di fuori dell’Ucraina, impegnate giorno e notte ad aiutare tutti coloro che necessitano maggiormente di aiuto. In Ucraina, l’UNHCR si sta adoperando per assicurare beni di prima necessità, alloggi, aiuti in denaro e servizi di protezione di importanza vitale per quanti sono dovuti fuggire dalle proprie case. L’UNHCR, inoltre, coordina la risposta alla crisi in corso in tutta la regione, fornendo assistenza umanitaria e protezione e supportando le autorità a incrementare le capacità di accoglienza delle persone in arrivo.
Il WFP sta definendo una vasta operazione per assicurare cibo ai civili bloccati nelle città principali e garantire assistenza alle persone fuggite in Paesi limitrofi. Il personale, inoltre, sta allestendo centri logistici in numerose località dei Paesi vicini per facilitare le operazioni di assistenza umanitaria all’interno dell’Ucraina.
“La risposta assicurata dai tifosi di calcio di tutto il mondo a favore delle persone colpite dal conflitto in Ucraina, è per noi fonte di ispirazione. È importante che tutti ricordino che nessuno sceglie di diventare rifugiato. I rifugiati, che vengano dall’Ucraina o da altri Paesi, sono persone che si ritrovano loro malgrado nella più straziante delle circostanze, costretti a fuggire per salvarsi. Ognuno può fare la propria parte unendosi alla campagna, permettendoci, così, di ampliare le capacità di intervento”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi.
“Non è possibile coltivare e raccogliere i frutti dai campi la’ dove piovono bombe”, ha affermato il Direttore Esecutivo del WFP, David Beasley. “Milioni di persone in Ucraina stanno vivendo il peggior incubo della propria vita e, a meno che la guerra termini ora, il granaio d’Europa non sarà in grado di sostentare se stesso. Giorno dopo giorno, la guerra sta affamando le persone non solo in Ucraina ma anche in Paesi lontani dai suoi confini e che fanno affidamento sul grano e sui cereali ucraini per nutrire i cittadini più poveri. Questa guerra è una catastrofe per il mondo intero”.
In un anno contraddistinto da necessità umanitarie senza precedenti, la crisi in Ucraina rappresenta una catastrofe che aggrava quella che per le persone più povere e vulnerabili di tutto il mondo è stata già un’annata disastrosa. Pur intensificando gli sforzi per rispondere alle crescenti esigenze della crisi in Ucraina, UNHCR e WFP continuano ad assicurare assistenza in altre situazioni di crisi quali quelle in Afghanistan, Siria, Sud Sudan, Yemen e altre aree del mondo, spesso lontane dai riflettori.