Disastro epocale. Dopo l’alluvione che ha colpito il Pakistan nelle scorse settimane è in aumento il rischio di malattie infettive. Il servizio è di Fabio Piccolino.
Oltre 1500 i morti, centinaia di migliaia gli sfollati, 33 milioni di persone colpite: le alluvioni che da metà giugno hanno devastato il Pakistan possono essere considerate uno dei più grandi disastri nella storia del Paese. Una tragedia a cui, secondo gli scienziati del World Weather Attribution, hanno contribuito in maniera determinante gli effetti del cambiamento climatico.
Oltre ai danni materiali, l’allarme per gli sfollati è ora quello delle malattie infettive favorite dall’acqua stagnante, come malaria, dengue e dissenteria.
Fate presto. Con quella nelle Marche nel 2022 registrate nella Penisola 62 alluvioni. Legambiente chiede di “approvare il piano nazionale di adattamento alla crisi climatica, in stand by dal 2018 e praticare serie politiche territoriali di prevenzione del rischio idrogeologico”.
Buon compleanno Giancarlo: a Napoli oggi sotto la sede del quotidiano Il Mattino Radio Siani e Contro la camorra organizzano un flash mob e un contest per ricordare il giornalista ucciso nel 1985. Ascoltiamo Giuseppe Ruocco di associazione Contro la camorra.
L’economia che cambia i territori. A Torino la cooperativa sociale Arcobaleno ha festeggiato i suoi 30 anni con un convegno e un progetto di riqualificazione di Borgo Vittoria: è impegnata nell’inclusione lavorativa attraverso la raccolta rifiuti e i servizi ambientali
Basta parole: serve “la centralità della persona e la presa in carico globale. La costruzione di un modello che parta dalle persone e non dalle sostanze. Serve una riforma organica e condivisa”. Lo chiede alla politica la Federazione italiana delle comunità terapeutiche.
Scelte ecologiche. La Francia offre fino a 4mila euro a chi rottama l’auto per una bici elettrica. La misura è pensata per incentivare le persone ad abbandonare i mezzi di trasporto inquinanti a favore di alternative più pulite e rispettose dell’ambiente.
Il governo di Macron offrirà sussidi per spingere la mobilità dolce. Promessi anche investimenti da 250 milioni di euro per rendere Parigi completamente ciclabile. La Francia offrirà sussidi fino a 4mila euro ai cittadini che decidono di smettere di utilizzare le loro automobili a gas per passare invece alle biciclette elettriche. La misura è pensata per incentivare le persone ad abbandonare i mezzi trasporto inquinanti a favore di alternative più pulite e rispettose dell’ambiente. I cittadini che appartengono alle fasce di reddito più basse potranno ottenere il sussidio di 4mila euro al 100% – da spendere per l’acquisto di una bicicletta elettrica o tradizionale – mentre coloro che hanno disponibilità economiche migliori avranno accesso a indennizzi inferiori.
Un sussidio che incentivi l’utilizzo delle biciclette era già stato introdotto nel 2021, ma le autorità francesi hanno recentemente deciso di potenziarlo come parte integrante del piano nazionale di transizione ecologica. Il governo francese ha infatti affermato che vorrebbe che il 9% di coloro che si spostano quotidianamente e devono scegliere tra bici, auto, mezzi pubblici passasse alle biciclette entro il 2024 contro il 3% attuale. Ciononostante, la Francia sarebbe ancora lontana da alcuni paesi europei come l’Olanda, dove, secondo dati citati da The Verge, circa il 27% della popolazione predilige l’utilizzo della bicicletta per i propri spostamenti giornalieri. Ad ogni modo sarebbe un significativo passo avanti verso un futuro più green.
Quella dei sussidi contro le automobili inquinanti è una misura che è stata ripresa da un programma introdotto nel 2020 in Lituania. Nel repubblica baltica ai cittadini viene dato un bonus fino a 1.000 euro per l’acquisto di una nuova bici elettrica, scooter, ciclomotore, moto o anche crediti di trasporto pubblico. In Lituania la misura è stata un tale successo che il governo ha dovuto aumentare i fondi stanziati per finanziare la misura da 5 a 8 milioni di euro per far fronte alle richieste.
Ovviamente, offrire incentivi individuali non basta. Il governo guidato da Emmanuel Macron lo sa e ha già annunciato che investirà 250 milioni di euro per rendere Parigi completamente ciclabile. E la sindaca della città, Anne Hidalgo, è stata rieletta dopo che in campagna elettorale aveva promesso di aggiungere 130 chilometri di piste ciclabili entro cinque anni.
Tifosi contro Qatar2022: un sondaggio rivela la sensibilità sul tema delle violazioni dei diritti umani. Il servizio di Elena Fiorani.
Un sondaggio globale commissionato da Amnesty International ha rivelato che due terzi delle oltre 17mila persone consultate in 15 stati ritiene che la Fifa dovrebbe risarcire i lavoratori migranti per i danni subiti durante la preparazione dei mondiali di calcio in Qatar. I partecipanti al sondaggio ritengono anche che le federazioni dei loro stati dovrebbero esporsi sul tema.
Va nella stessa direzione la campagna #PayUpFIFA lanciata da organizzazioni per i diritti umani, tifoserie e sindacati, che chiede di destinare almeno 440 milioni di dollari a un fondo per risarcire i lavoratori e prevenire ulteriori violazioni dei loro diritti. La somma corrisponde a quella che la Fifa ha destinato all’organizzazione dell’evento, da cui si stima ricaverà sei miliardi di dollari.
Marche in ginocchio. Fiumi esondati, piazze allagate, morti e dispersi. Queste le conseguenze dell’alluvione che ha colpito Senigallia e la provincia di Ancona. È caduta la quantità di acqua equivalente a sette mesi di pioggia: per i soccorsi in azione squadre di volontari della Protezione civile anche da altre regioni.
Ora d’aria. Sulla situazione nei penitenziari italiani c’è il rischio di creare un “carcere sociale”. Il servizio è di Pierluigi Lantieri.
Inclusione lavorativa e giustizia riparativa: qualcosa non sta funzionando. Perché la funzione di “rieducazione” dei penitenziari, definita dalla Costituzione, si scontra con ciò che si osserva da alcuni anni nella popolazione detenuta: l’aumento di soggetti plurisvantaggiati che non possiedono “l’idoneità minima a intraprendere percorsi di inserimento lavorativo”. Lo ha denunciato Loris Cervato di Legacoopsociali parlando del rischio di un “carcere sociale”. In piena campagna elettorale l’organizzazione chiede di iniziare a lavorare ai diversi livelli, centrale e locale, con l’istituzione ‘carcere’ per la co-programmazione e la coprogettazione.
Dimenticati. “Il Dl Aiuti bis sarà modificato alla Camera, ma non per ricomprendere i sostegni ‘dimenticati’ al Terzo settore. Ci chiediamo se e quando sarà data giusta attenzione anche a quelle realtà che operano, al di fuori della logica del profitto, al fianco dei più svantaggiati”. Lo ha dichiarato Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore.
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