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Come corre il riciclo: le scarpe da jogging a impatto zero

di Redazione GRS


Come corre il riciclo. Arrivano le scarpe da jogging fatte con bottiglie riciclate e fondi del caffè, prodotte senza danni all’ambiente. Ci ha pensato l’azienda finlandese Rens, che per realizzare il progetto, sta raccogliendo fondi tramite un crowdfunding.

Fare affari con successo e rispettando la natura, rendendo ancor più ecologico lo sport naturale per eccellenza, il jogging. Ci ha pensato l’azienda finlandese Rens, come riporta The Guardian. Sviluppando, per la seconda volta nella sua storia aziendale, un modello di scarpe da jogging prodotto senza emissioni e danni all’ambiente né uso di plastica vergine, grazie a bottiglie riciclate e chicchi di caffé riciclati.

Al momento è un coraggioso progetto, per realizzare il quale Rens si affida alla sensibilità ecologica del pubblico: l’azienda finlandese ha iniziato ieri su internet un crowdfunding per contribuire a finanziare progetto sviluppo produzione e commercializzazione delle scarpe da jogging al caffé.

“Pensiamo che possa essere l’inizio di una rivoluzione nell’abbigliamento sportivo e in generale lanciare simili gamme di prodotti riciclabili”, ha detto al Guardian il ceo di Rens, Son Chou, secondo cui le scarpe, che verranno lanciate sul mercato col significativo nome Nomad, saranno prodotte anche con rifiuti di caffé e poliestere e bottiglie riciclate, essendo cosí totalmente a impatto zero.

È la seconda volta che Rens lancia sul mercato scarpe sportive totalmente ecologiche in uso di materiali e tecniche di produzione. La prima volta avvenne nel 2019 con il modello Kickstarter, una scarpa diversa da Nomad, pensata per il pubblico più sportivo per alte prestazioni. Secondo Jesse Tran, cofondatore e amministratore delegato di Rens, “con il nuovo modello di scarpa ci stiamo avvalendo di esperienze e consigli di molti acquirenti dei modelli precedenti”.

La Nomad e il modello precedente hanno bisogno dei resti di caffè usato per 21 tazze di caffé. Secondo la società di analisi del mercato Mintel, cresce ovunque la domanda di sneakers e altro materiale sportivo prodotto nel modo più ecologico possibile. Il nuovo trend sta cambiando la struttura del mercato. Coi nuovi sistemi e tecniche di produzione ecologiche di materiale riciclato si aumentano le vendite e si riducono alla lunga anche i costi di produzione. Come a dire: andiamoci a prendere un caffè e vestiremo più ecologici e naturali.

Haiti dopo il terremoto: in aumento la minaccia di malattie legate all’acqua

di Redazione GRS


 

 

 

A rischio. Tre settimane dopo il terremoto che ha colpito Haiti, la popolazione sull’isola è sempre più vulnerabile. Il servizio è di Fabio Piccolino.

540.000 bambini nel sud-ovest di Haiti stanno affrontando il possibile riemergere di malattie legate all’acqua. E’ l’allarme lanciato da Unicef che ha spiegato come le gravi condizioni della zona stanno rapidamente aumentando la minaccia di infezioni respiratorie acute, colera e malaria.

Il mancato accesso all’acqua potabile coinvolge circa il 60% della popolazione delle aree più colpite dal sisma; sono migliaia le persone che, a causa del crollo delle abitazioni, non possono accedere ai servizi igienici.

Riforma terzo settore: definiti criteri ricavi imprese sociali

di Redazione GRS


Il giusto calcolo. Si aggiunge un nuovo tassello al completamento della riforma del Terzo settore. Per le imprese sociali, infatti, sono finalmente definiti i criteri per il computo dei ricavi derivanti dalle attività d’impresa di interesse generale con il decreto del 22 giugno 2021 escluse le coop sociali e i loro consorzi, che continuano a fare riferimento alla legge 381 del 1991.

Libia, l’Europa accoglie le richieste delle associazioni sulla mala gestione dei fondi

di Redazione GRS


Richieste accolte. Petizione sulla mala gestione dei fondi in Libia: il Parlamento UE accoglie le richieste di ARCI, Associazione studi giuridici e Global legal action network. La Commissione Europea sarà tenuta ad aggiornare e trasmettere il rapporto di monitoraggio periodico del programma, nonché a inviare le informazioni della petizione alla Corte dei Conti Europea.

“Un cuore da campione”: il libro che narra la storia dell’inventore delle Paralimpiadi

di Redazione GRS


Storia di una rivoluzione. Si sono chiuse le paralimpiadi di Tokyo, per approfondirne la storia è disponibile il libro di Roberto Riccardi che racconta la vicenda di Ludwig Guttmann, il neurologo che scampò al nazismo e inventò i Giochi paralimpici, intuendo come lo sport potesse essere veicolo di inclusione e autostima, oltre che di riabilitazione.

Chi era Ludwig Guttmann? Una vita che ha cambiato il corso di migliaia di altre vite, ben oltre la competizione sportiva. Il libro, documentato e coinvolgente, di Roberto Riccardi edito da La Giuntina ne racconta la storia. La prima edizione dei giochi paralimpici si tenne ufficialmente in concomitanza delle Olimpiadi di Roma, nel 1960. A quella prima edizione – simbolicamente aperta l’8 settembre – parteciparono 400 atleti in carrozzina, in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5000 spettatori. Ma, questo, era solo il punto di approdo (e di ripartenza) di un percorso avviato da Guttmann ventidue anni prima. Neurologo, specializzato in lesioni della colonna spinale, Guttmann era fuggito dalla Germania nel 1938, trovando riparo in Inghilterra.

Nel 1944, su richiesta del governo britannico, il dottor Ludwig Guttmann divenne direttore presso l’ospedale di Stoke Mandeville. Nel Berkshire, Guttmann cambiò per sempre l’approccio alla paraplegia. A Stoke Mandeville, racconta Ricciardi, «i feriti di guerra non avrebbero incontrato né avversione né commiserazione. Questi giovani – perlopiù piloti della RAF impegnati a difendere l’Europa dalla minaccia nazista – erano «il meglio degli uomini» e non meritavano di marcire in un letto».

Alla disperazione e ai sedativi, Guttmann preferì l’attività sportiva, l’aria fresca, la gioia dei rapporti umani. Ragazzi che la guerra aveva drammaticamente segnato tornavano alla vita grazie all’entusiasmo di una sana competizione. Il 29 luglio 1948, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Londra, il dottor Guttmann organizzò la prima competizione per atleti in sedia a rotelle che chiamò “Stoke Mandeville Games”. Le sedici persone, tra militari e donne ferite, che parteciparono alla competizione di tiro con l’arco misero la prima pietra di quella che sarebbe diventata la rivoluzione paralimpica. L’anno della svolta, racconta Riccardi, fu appunto il 1960, quando grazie al medico italiano Antonio Maglio i cosiddetti Giochi di Stoke Mandeville approdarono a Roma, in occasione della XVII Olimpiade. Nacquero così le gare paralimpiche.