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“Tutti al mare”: in Salento la spiaggia inclusiva per persone con disabilità

di Redazione GRS


 

 

Io Posso. In Salento il primo accesso attrezzato al mare per persone affette da SLA e altre patologie motorie. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Dal 2015 ad oggi La Terrazza “Tutti al mare” di San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce, ha accolto oltre settecento persone affette da SLA , patologie neuromotorie e altre gravi disabilità motorie.

Un luogo che l’associazione “Io posso” ha voluto per far ritrovare a chiunque, in acqua, quella leggerezza che alcune malattie tolgono inesorabilmente. Anche quest’anno i servizi saranno garantiti gratuitamente fino al 15 settembre, grazie all’accordo con gli atleti delle Fiamme Oro Salvamento e gli agenti della Questura di Lecce.

Con i Bambini, 4 progetti dedicati agli orfani di femminicidio

di Redazione GRS


A braccia aperte. 4 progetti dedicati agli orfani di femminicidio e crimini domestici selezionati dall’impresa sociale Con i Bambini. Tra le azioni previste: erogazione di doti educative, assistenza medica e legale, sostegno psico-sociale e allo studio, accompagnamento all’inserimento lavorativo, supporto famiglie affidatarie.

Aiccon, Stefano Granata è il nuovo presidente

di Redazione GRS


Cultura cooperativa. Stefano Granata nuovo Presidente di AICCON, Mauro Lusetti confermato alla vicepresidenza. Questo il voto del direttivo del Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’Economia Sociale.

In vacanza con il jazz: aperte le iscrizioni di Time to campus

di Redazione GRS


Iscrizioni aperte per Time to campus, l’iniziativa promossa dal jazzista Paolo Fresu a Berchidda, nel cuore della Sardegna. I Due campus settimanali gratuiti, a luglio e agosto, saranno rivolti ai bambini tra gli 8 e gli 11 anni, in una nuovissima e originale modalità educativa, che ha nel jazz il principale strumento di didattica musicale. Info su http://www.timeinjazz.it/

Sport alla pari: la proposta di legge per l’uguaglianza di genere

di Redazione GRS


Riscriviamo le regole. Depositata in Regione Lazio una proposta di legge sulle pari opportunità nella pratica sportiva, con cui fornire strumenti concreti per promuovere la partecipazione alla pari delle donne di ogni età al mondo dello sport, a livello amatoriale, agonistico e professionale. Il testo prevede anche l’adozione di una Carta dei diritti delle donne nello sport.

La prima firmataria è consigliera regionale del Pd Eleonora Mattia, presidente della IX Commissione alla Pisana, a giudizio della quale “le pari opportunità non possono essere solo principi, ma devono calarsi nella vita quotidiana con azioni concrete. E quello dello sport è un mondo che milioni di donne e uomini di tutte le età attraversano ogni giorno – circa il 10% degli italiani sopra i 3 anni è tesserato alle Fsn (Federazioni Sportive Nazionali) e alle Dsa (Discipline Sportive Associate) del Coni – e che, nonostante i grandi passi in avanti fatti negli ultimi decenni, continua a registrare evidenti disparità di trattamento, non solo economico”. Per questo è necessario scendere in campo con azioni concrete perché casi come quello di Lara Lugli e di Aurora Leone non si ripetano.

“Lo sport in molti casi è una vera e propria industria e uno spettacolo, ma l’intento di questa proposta di legge è quello di riscoprire nella pratica e nella cultura sportiva uno strumento di attuazione dell’uguaglianza di genere e di una nuova alleanza tra uomini e donne – precisa Mattia – Vogliamo intraprendere questo percorso insieme alle federazioni e alle associazioni per rimettere al centro la disciplina e i valori che lo sport trasmette come strumento educativo, oltre che nelle singole discipline atletiche, e come pratica collettiva, di autodeterminazione, di cura della comunità, di contrasto alla marginalità e alle discriminazioni tutte, a partire da quelle di genere”.

“Nonostante lo slittamento al 31 dicembre 2022, il Fondo per il professionismo negli sport femminili – con una dotazione complessiva di 10,7 milioni di euro – rappresenta un buon segnale. Le federazioni che vorranno accedere ai finanziamenti dovranno deliberare il passaggio al professionismo sportivo dei campionati femminili e di conseguenza potranno accedere a risorse per riorganizzare e migliorare le infrastrutture, ma anche per la formazione delle atlete e dei tecnici e la promozione del settore. Chiaramente – osserva la consigliera regionale – questo è un passaggio fondamentale, ma che arriva in grandissimo ritardo e senza una riforma complessiva del sistema sportivo nazionale”. Inquadrate come dilettanti, infatti, “le atlete tuttora sono costrette – prosegue – ad accettare contratti dove non c’è traccia di garanzie assicurative e contributive e la maternità – come dimostra il caso di Laura Lugli – diventa un rischio. Questo è inaccettabile ed è necessario monitorare soprattutto lo sport amatoriale e dilettantistico perché sono i settori dove si verificano la maggior parte degli episodi discriminatori e, inoltre, dove si formano i giovani sportivi e le giovani sportive del domani”.

Il testo della proposta di legge regionale prevede l’adozione di una Carta dei diritti delle donne nello sport “che sarà uno strumento cardine in cui stabilire i principi generali di azioni e tracciare un percorso. E poi – elenca Mattia – il piano degli interventi che partono dalla scuola con l’educazione sportiva per arrivare gli incentivi alla pratica sportiva fino alla terza età, il contrasto agli abusi, alle rappresentazioni discriminatorie e alle disuguaglianze di genere di ogni tipo. Abbiamo previsto un importante focus sulla formazione professionale e il relativo sviluppo occupazionale delle donne nel settore e, in particolare, il riconoscimento di premialità a favore delle organizzazioni sportive che dimostrino di aver adottato misure per il reinserimento professionale delle atlete a fine carriera, clausole non discriminatorie nei rispettivi statuti e regolamenti, atti di conferimento di incarichi dirigenziali o cariche apicali a donne o che attuino buone pratiche, rispettose dei diritti delle donne previsti dalla Carta”.

“Clean Up The Med”: Legambiente presenta i dati della campagna

di Redazione GRS


 

 

Un mare di rifiuti. In occasione della giornata mondiale degli Oceani la presentazione dei dati della campagna “Clean Up The Med” promossa da Legambiente. Il servizio è di Anna Monterubbianesi.

Gli oceani ricoprono i due terzi del nostro Pianeta, producono più della metà dell’ossigeno che respiriamo e dal loro stato di salute dipende la nostra sopravvivenza. Eppure, sono in pericolo: nelle giornate dedicate alla pulizia delle spiagge sono state raccolte 10 tonnellate di rifiuti, di cui il 90% è plastica.

Molti guanti, mascherine o rifiuti legati alla cattiva gestione dei DPI. Legambiente chiede di “adottare con urgenza politiche comuni a tutte le coste del Mediterraneo nella gestione dei rifiuti ed estendere il bando dell’usa e getta in plastica a tutti i Paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo”.

Sostenibilità ambientale, l’invito di Slow Food

di Redazione GRS


Invertiamo la rotta. Secondo l’ultimo rapporto della FAO, la produzione ittica è in costante aumento, così come il consumo di pesce per scopi alimentari. Per questo Slow Food invita alla gestione delle risorse in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, salvaguardando gli ecosistemi marini e non considerandoli come un contenitore di risorse infinite.

Odio in rete: cresciuto l’antisemitismo online

di Redazione GRS


Odio in rete. Durante la pandemia è aumentato l’antisemitismo online. Lo dice un’indagine della Commissione Europea che ha coinvolto centinaia di account in lingua francese e tedesca svelando diverse teorie del complotto che mettevano in relazione l’ebraismo alla diffusione del virus.

Povertà digitale: il punto nel report di Save the Children

di Redazione GRS


 

 

Povertà digitale. Quella che emerge da un nuovo studio di Save the Children. Il servizio è di Giuseppe Manzo

Nell’anno della didattica a distanza emerge la povertà digitale. Lo spiega un nuovo report di Save the children. Tra gli studenti partecipanti allo studio, coloro che dichiarano di non avere a disposizione nessun tablet a casa sono il 30.4%, mentre il 14.2% afferma di non avere un personal computer. Più della metà (54%) vive in abitazioni dove ciascun membro della famiglia ha a disposizione meno di un dispositivo.

Dall’analisi svolta sul campione emerge che la condizione socioeconomica delle famiglie influisce sul livello di competenze alfabetiche digitali: quelle più svantaggiate sono anche quelle dove minore è la presenza di strumenti quali tablet e personal computer.