Un mare di sangue – Diciotto cadaveri e 5 migranti, tra cui un bimbo, in condizioni critiche sono stati sbarcati a Lampedusa. Altri 18, invece, a bordo di un gommone sono annegati nel Mar Egeo al largo della costa di Bodrum, nel sud-ovest della Turchia, secondo quanto riferito dalla guardia costiera turca.
Giornata dell’Autismo – In Italia diagnosi per 1 bambino su 77 segna l’aumento in linea con quello internazionale. Ascoltiamo Fabio Matascioli, presidente di Tam che gestisce il Baraonda Cafè a Napoli.
Dare linfa al bene – Dopo la confisca definitiva di quattro terreni agricoli di circa 15 ettari al boss casalese Sandokan Schiavone nelle adiacenze del Fondo gestito da Terra Felix, Libera Legambiente e Legacoop Campania insieme alla cooperativa fanno appello perché in questi ettari siano affidati per una destinazione sociale e inclusiva.
Oltre i margini – Torna la Londa School of Economics: oggi l’open day online per la presentazione dei nuovi corsi della scuola di economia che rigenera luoghi. Ascoltiamo la coordinatrice Alessandra Zagli.
Letture di primavera – Dal Festival del Giallo alla graphic novel sulla poetessa pastora Beatrice passando per la biografia di Oriana Fallaci nel ventennale della scomparsa e, ancora, le sfide della cittadinanza consapevole nel tempo dell’intelligenza artificiale: ecco gli eventi di aprile di Pistoia Capitale italiana del libro 2026. Il mese si apre oggi con Giornata del libro dedicato ai piccoli.
Boxare per resistere – Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne hanno ricostituito un club di pugilato per elaborare il dolore e sfidare le norme trovando la forza in mezzo allo sfollamento. Per le giovani tra i 5 e i 25 anni che frequentano Gaza Boxing Women questa pratica è una forma più profonda di resistenza e di sfida.
Sangue sull’infanzia – A più di un mese dall’escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo le notizie, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia feriti e comprende maggiormente morti e feriti in Iran e in Libano, poi 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 in Kuwait, 4 Bahrein e 1 ferito in Giordania. Questi i dati diffusi da Unicef.
Gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e
danneggiando le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari.
Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50. «I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco», ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell'UNICEF. «È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini». In tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione che hanno svuotato intere comunità. Questo sconvolgimento è spesso accompagnato dall’esposizione a eventi traumatici e dalla perdita di tutto ciò che un tempo faceva sentire i bambini al sicuro. È noto che l’esposizione prolungata alla violenza e all’instabilità ha effetti duraturi sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione emotiva e sulla salute mentale a lungo termine.
Ora serve chiarezza – Il Governo fornisca al più presto i dati della diffusione del gioco d’azzardo. Lo chiede la Campagna Mettiamoci in gioco. Il servizio è di Giovanna Carnevale.
Per valutare gli effetti sanitari e sociali del gioco d’azzardo, oltre che per calibrare le normative, è fondamentale avere dati a disposizione. Ma su questo il Governo risulta inadempiente anche rispetto alla legge approvata dalla sua stessa maggioranza. La Campagna Mettiamoci in gioco lancia quindi un appello: l’andamento del settore va controllato in modo continuo e tempestivo, se si ha a cuore la salute e il benessere delle persone. Nascondere i dati o pubblicarli in ritardo, sottolineano le associazioni, avvalora l’ipotesi di una collusione con i concessionari del gioco d’azzardo.
Decreti flussi inefficaci – “Le associazioni datoriali e i sindacati del lavoro domestico tornano a rivolgersi congiuntamente al Governo perché molti nodi restano ancora irrisolti. Su alcuni fronti, come il Decreto Flussi, si sono registrati passi avanti – con la ‘riapertura’ nel 2023 al settore dell’assistenza familiare – ma questo non è sufficiente”. Così Andrea Zini, presidente di Assindatcolf.
“Relativamente alla questione flussi migratori richiamata nella piattaforma – spiega Zini – ribadiamo con forza che questo sistema va reso davvero efficace: bisogna superare definitivamente il meccanismo del click day sul modello delle ‘quote extra’ e abbattere i tempi di attesa dovuti alla gestione delle amministrazioni pubbliche, che arrivano anche ad otto mesi ed oltre, assolutamente non conciliabili con le esigenze delle famiglie”. “Inoltre, – continua – relativamente alla richiesta di specifiche misure di welfare, precisiamo che per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte, come l’invecchiamento della popolazione, la non autosufficienza e il calo della natalità, il lavoro domestico deve essere considerato un alleato strategico delle politiche pubbliche. Oltre ad azioni di contrasto al lavoro irregolare, è necessario valorizzare il comparto con specifiche misure economiche all’interno dei provvedimenti a sostegno di disabilità, non autosufficienza e genitorialità. Ma affinché le istituzioni possano davvero investire si deve partire da un dato: la reputazione sociale del settore domestico è ancora troppo bassa. Lo rileva il Rapporto 2026 Family (Net) Work, secondo cui il 72% degli italiani ritiene questo lavoro sia poco o per niente stimato, mentre il 54,4% non lo vorrebbe per i propri figli. A questo si aggiunge che negli ultimi dieci anni, per il 52,2% degli italiani la reputazione è rimasta invariata e per il 18,9% è addirittura peggiorata.
Un paradosso se consideriamo che l’80,1% della popolazione considera quello domestico un lavoro importante e che l’89,4% riconosce il suo contributo al benessere della società. Una contraddizione che non possiamo più permetterci. Per questo aderiamo in tutti i suoi punti alla piattaforma programmatica che insieme alle altre parti sociali abbiamo redatto”.
Applicare la democrazia – Dopo l’appello delle associazioni anche gli studenti rivendicano diritto al voto e alla partecipazione. Ascoltiamo Paola Bonomo, rappresentante degli studenti durante l’inaugurazione dell’anno accademico a Padova.
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