Il prezzo più duro – Dall’inizio dell’escalation del conflitto in Medio Oriente circa 87 bambini sono stati uccisi o feriti ogni giorno. Lo ha detto il vicedirettore generale dell’Unicef, Ted Chaibanche ha spiegato come il numero di sfollati abbia superato i tre milioni di persone, di cui un terzo in Libano.
Più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti, tra cui 206 in Iran e 118 in Libano. Quattro bambini sono stati uccisi in Israele e uno in Kuwait. Queste sono le cifre segnalate, e si prevede che aumentino con il protrarsi delle violenze. Si tratta di una media di circa 87 bambini uccisi o feriti ogni giorno dall’inizio della guerra. Dietro questi numeri ci sono genitori, nonni, insegnanti, fratelli e sorelle. Comunità, città e nazioni sono sotto shock”, ha sottolineato Chaiban.
In Iran, “l’Unhcr stima che siano state sfollate fino a 3,2 milioni di persone, tra cui fino a 864.000 bambini. In Libano, più di 1 milione di persone sono sfollate, tra cui circa 370.000 bambini – quasi un terzo degli sfollati – con molte famiglie che hanno trovato rifugio in edifici pubblici, comprese le scuole. Circa 90.000 siriani sono tornati in Siria dall’inizio del conflitto, insieme a diverse migliaia di libanesi”.
In tutto il Medio Oriente, “circa 44,8 milioni di bambini vivevano già in contesti colpiti da conflitti prima di questa escalation”.
Il il vicedirettore generale dell’Unicef è appena tornato dal Libano: “La crisi in Libano si sta aggravando da anni. I bambini hanno vissuto il crollo economico, la fragilità delle istituzioni e ripetuti cicli di violenza, tra cui la guerra di 18 mesi fa e quella attuale. Quello a cui stiamo assistendo ha un impatto ancora più profondo sui bambini. Per molte famiglie, questa non è la prima volta in cui sono costrette a fuggire. È solo l’ennesimo episodio di un ciclo di sconvolgimenti che non accenna a interrompersi”. Inoltre, “più di 350 scuole pubbliche sono utilizzate come rifugi, interrompendo l’istruzione di circa 100.000 studenti”.
Crediti foto: Unicef














