Bombe e polemiche – A Gaza nove morti in un nuovo raid israeliano che non accennano a fermarsi nonostante la tregua. Intanto in uno store ufficiali delle Olimpiadi a Milano scoppia un caso sui social dove un commesso grida “free palestine” quando entrano alcuni tifosi con le bandiere di Israele, poi usciti per protesta.
Nel nome della collaborazione – In Toscana le centrali cooperative e Publiacqua Spa hanno firmato un accordo triennale per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Ascoltiamo Gianni Autorino.
No Cpr – L’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione aderisce alla mobilitazione contro l’ipotesi di apertura di un Centro di permanenza per i rimpatri in Emilia-Romagna. “È questione di priorità e di rispetto delle persone”, dicono, ricordando i tassi elevati di disagio psicologico nei CPR e l’associazione a un numero altissimo di suicidi.
Nel nome di Luciano Tavazza – Nell’anno del centenario del precursore del volontariato organizzato a Reggio Calabria si mobilita il comitato. Ascoltiamo la figlia Maria Paola.
Pensare oltre – Può lo storytelling cambiare la percezione di un territorio e aprire nuove visioni? Risponde Think Outside The City Shop, l’evento ideato da Plural il 18 febbraio alle 19 a La Pizzeria Art Studio: un evento nato per restituire alla comunicazione il ruolo di strumento capace di ridefinire l’identità cittadina.
Una vita per lo sport – Arriva a Verona la mostra fotografica di Gerald Bruneau, che celebra il talento e le conquiste di 22 protagoniste del mondo sportivo, promossa da Fondazione Bracco partner di Milano Cortina 2026, per un’innovativa ricerca su parità di genere e inclusione nei contenuti delle principali news televisive sui Giochi.
Colpo alle ONG – “Il disegno di legge sull’immigrazione è un’altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo”. Lo denunciano 9 reti, tra cui Emergency, Medici senza Frontiere e Open Arms, secondo cui le misure del Governo non mirano a governare i flussi, ma a bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare”.
“La strategia del Governo per estromettere le Ong del soccorso in mare dal Mediterraneo – sostengono le organizzazioni- si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le limitazioni operative, i rientri obbligatori dopo un solo salvataggio, l’assegnazione sistematica di porti lontani e le sanzioni contro chi presta assistenza, arriva l’interdizione fino a sei mesi dall’ingresso nelle acque territoriali. Una misura che viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso, mettendo in discussione l’obbligo inderogabile di salvare vite umane. Il blocco navale è previsto per casi definiti in modo vago e quindi soggetti ad ampia discrezionalità: se applicato, produrrà meno tutele, più sofferenze per i naufraghi e meno navi pronte a intervenire in mare.
Troviamo inaccettabile che il Governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterrano e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il Governo che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d’asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite.
La stessa Europa, con la lista dei Paesi cosiddetti sicuri e con le novità introdotte dal Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno, cambia natura: non più luogo di pace e di diritti, ma “continente fortezza”, che punta su esternalizzazione delle frontiere e forti restrizioni a tutele e diritti dei migranti, compreso quello all’asilo per le persone in movimento”.
Consenso Scelta Libertà – Domenica in oltre 100 piazze italiane la mobilitazione contro la proposta di modifica dell’art. 609bis del Codice penale. Il DdL Bongiorno – spiegano gli organizzatori – interviene sul concetto di consenso e sul modo in cui viene valutata la violenza sessuale. Il rischio è che le donne tornino a essere costrette a dimostrare di aver detto no.
“Il modello ‘no significa no’ è problematico, poiché implica automaticamente l’esistenza del consenso in tutte le situazioni in cui non ci sia un espresso rifiuto a intraprendere un atto sessuale, opposto all’interpretazione del consenso come partecipazione attiva e/o espressione affermativa. Secondo questo modello, le donne acconsentono sempre al sesso a meno che non affermino diversamente”, ha dichiarato Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia.
Si tratta, infatti, di una scelta precisa di linguaggio e di prospettiva: parlare di “sì” significa parlare di responsabilità, di cultura e di relazioni basate su rispetto e parità. Il consenso non è solo una soglia legale da non oltrepassare ma un gesto positivo, libero e reciproco che deve essere al cuore di ogni rapporto sessuale.
La campagna parte dal valore affermativo del sì, con l’obiettivo di generare consapevolezza e farne un riferimento condiviso, promuovendo un cambiamento culturale che coinvolga in particolare gli uomini e contribuisca a superare polarizzazioni e narrazioni che mettono ancora sulle spalle delle sopravvissute il peso di dimostrare di non aver voluto.
Ritiro sociale – Il fenomeno dei giovani che vivono che non hanno relazioni con l’esterno se non attraverso i social è in aumento. Si stima che nel nostro paese siano oltre 200 mila. Ascoltiamo Marco Capaldi dell’associazione Hikikomori Italia.
Organizziamo la speranza – Si sono svolti a Roma gli Stati generali di Regioni e Comuni per mettere al centro i ragazzi e le ragazze che vivono nelle periferie. Il progetto, promosso da Con i Bambini, prevede un investimento di 50 milioni di euro e coinvolge 15 città, oltre 40 quartieri periferici e 367 organizzazioni.
Le 15 aree interessate sono: Carbonara, Ceglie, Loseto, S. Rita a Bari; San Donato – San Vitale a Bologna; Borgo Sant’Elia, Nuovo Borgo Sant’Elia, San Michele, Mulinu Becciu, Is Mirrionis, Tuvixeddu – Tuvumannu a Cagliari; Caivano (NA); Centro storico a Catania; Mantignano – Ugnano – Sollicciano, San Bartolo a Cintoia, San Jacopino, Cascine a Firenze; Rione Candelaro, Rione Biccari, Borgo Croci a Foggia; Cornigliano, Sampierdarena, Ca’ Nuova (all’interno di CEP) a Genova; Villapizzone, Quarto Oggiaro a Milano; San Giovanni a Teduccio, Barra a Napoli; Pontevigodarzere, Mortise, Torre, Ponte di Brenta e Palestro a Padova; Palazzo Reale – Monte di Pietà, Tribunali – Castellammare (I circoscrizione) a Palermo; San Giorgio – Modena – San Sperato a Reggio Calabria; San Basilio, Tor Cervara a Roma; Quartiere Mirafiori Sud a Torino.
A disposizione 50 milioni di euro. Gli enti di terzo settore (ETS) interessati dovranno presentare la propria candidatura entro il 17 ottobre 2024 mediante la piattaforma Chàiros (www.chairos.it).
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