La mattanza senza giustizia – Ogni giorno ancora morti sul lavoro mentre per Luana D’Orazio arrivano assoluzioni e patteggiamenti. Il servizio è di Federica Bartoloni.
I luoghi di lavoro d’Italia registrano una media di tre morti al giorno. Edilizia, agricoltura, tessile: questi i comparti che contano il più alto grado di rischio e di irregolarità. Nell’entroterra di Imperia, intanto, un’altra vittima del lavoro investita dal rimorchio di un mezzo all’interno di un’azienda, aveva 57 anni. Nessuno scalpore, poche righe in stampa locale e inserimento nel conteggio. Davanti a questo bollettino di guerra si è conclusa con due patteggiamenti irrisori e una sentenza di piena assoluzione la vicenda giudiziaria relativa alla morte in fabbrica della giovane lavoratrice e madre Luana D’Orazio, stritolata all’interno di un orditoio al quale erano stati rimossi i dispositivi di sicurezza.
È stato morto un ragazzo – In occasione dei 20 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il Premio Nickelodeon per il Cortometraggio Sociale propone un evento speciale dedicato al cinema d’inchiesta: domani 27 novembre al Cinema Sala Frau di Spoleto sarà proiettato il documentario diretto da Filippo Vendemmiati.
Il film nasce dall’esigenza di fare chiarezza sulla morte di Federico Aldrovandi, avvenuta a Ferrara il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia. Le prime versioni ufficiali parlarono di malore o overdose, ma l’inchiesta condotta dalla famiglia, dai giornalisti e dalla magistratura portò alla condanna definitiva, nel 2012, di quattro agenti per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi.
Vendemmiati trasforma con questo documentario anni di indagine, cronaca e ricerca della verità in un racconto civile potente e necessario. La serata inizierà alle ore 19:30 con un aperitivo, a cui seguirà alle ore 21:00 la proiezione del documentario. Al termine del film, il regista Filippo Vendemmiati incontrerà il pubblico per un momento di dialogo e approfondimento, coordinato da Jacopo Fioretti. L’evento è a ingresso libero.
“Lo sport nutre la speranza”: è questo lo slogan della campagna “Sport contro la fame” promossa dalla Focsiv, Federazione degli organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana, e dal Centro Sportivo Italiano, in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e con l’obiettivo di sostenere progetti contro la fame e la malnutrizione nei Paesi più svantaggiati.
La campagna “Sport contro la fame” parte dalla constatazione che conflitti e crisi multiformi rendono complesso – a volte quasi impossibile – accedere all’alimentazione in maniera completa, sana e regolare per milioni di persone. Ma il cibo è un diritto e lo sport può essere un mezzo per sostenere chi lo difende. Per questa ragione il CSI ha accettato il compito di mobilitare la comunità sportiva italiana e l’opinione pubblica sul tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare, per promuovere il sostegno ai 58 progetti di diritto al cibo e sicurezza alimentare realizzati dalla rete dei Soci Focsiv, alcuni dei quali prevedono anche attività sportive per i giovani. Quasi 150mila i beneficiari che verranno raggiunti in 26 Paesi dislocati in Africa, America Latina, Asia e Medio Oriente.
Occasione mancata – La COP30 a Belém si è chiusa senza un accordo sui combustibili fossili. Il servizio è di Fabio Piccolino.
“Nel pieno di un’emergenza climatica sempre più drammatica, i leader mondiali hanno scelto la strada del minimo indispensabile, lasciando fuori dal testo il punto più urgente e necessario: l’uscita di scena dei combustibili fossili”. È il commento di Legambiente a margine della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si è svolta in Brasile. Secondo l’organizzazione è “un passo indietro grave, che protegge ancora una volta petrolio, gas e carbone invece del futuro delle persone e degli ecosistemi”.
Voci contro la violenza – Per la Giornata del 25 novembre Unione italiana ciechi e ipovedenti promuove la maratona di voci “Zitta a chi?”, un appuntamento in diretta su SlashRadio pensato per rompere il silenzio e restituire parola, dignità e ascolto: si alterneranno interventi di esperte, giornaliste, scrittrici, economiste, magistrati e attiviste impegnati nella difesa dei diritti delle donne.
Per una previdenza più equa – Il Patronato ACLI ha presentato un pacchetto di proposte strutturali, frutto sia dell’ascolto delle persone sia del confronto tecnico. Al centro c’è un vero pacchetto flessibilità, con la possibilità di uscire dal lavoro in una fascia tra i 63 e i 65 anni, con un requisito contributivo contenuto e un calcolo dell’assegno proporzionato all’età di accesso.
Non sulla pelle dei bambini – La vicenda del bosco di Chieti ha aperto uno scontro mediatico sulla decisione di trasferire i 3 figli della coppia in casa famiglia. Ascoltiamo Giancarlo Rafele della cooperativa sociale Kyosei.
Strati di cultura – Dal 27 al 29 novembre a Piacenza l’appuntamento annuale promosso da Arci e dedicato alla promozione culturale. L’edizione 2025 ha come focus “Il margine e la scena: spazi, desideri, alternative”, perché è dai margini che nascono letterature dirompenti.
Premio “Beppe Viola” – Sono stati assegnati ieri a Roma, in una serata dedicata alla lotta alla violenza di genere, i premi promossi dall’Associazione Beppe Viola, in collaborazione con l’AiCS. Anche quest’anno protagonisti sono stati calciatori, allenatori, manager sportivi e operatori della comunicazione.
Senza tregua – A Gaza sono tornate le bombe in questo weekend uccidendo decine di persone e costringendo ancora una volta i civili a fuggire presso i corridoi umanitari dove sono senz’acqua e senza cibo. A denuncia l’ennesimo spargimento di sangue anche l’equipe di Medici senza Frontiere.
“I nostri team medici che lavorano nelle cliniche mobili a Kamal Adwan a Gaza City, ad Al Shifa a Gaza City, e all’ospedale Nasser di Khan Younis, hanno curato almeno 6 pazienti. Tra questi, un ragazzo di 15 anni e un uomo di 71 anni, con ferite causate dai bombardamenti aerei e dai proiettili israeliani.
Molti altri sono stati curati sempre in queste strutture dal personale del ministero della salute, e dal personale dell’ospedale Al Ahli a Gaza City, dove la nostra équipe fornisce il proprio supporto”.
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