Sport
La Uefa ha presentato il suo nuovo spot con Hegerberg, Messi, Pogba, Ronaldo e giocatori dilettanti, finalizzato a promuovere l’inclusione sociale, la diversità e l’accessibilità nel calcio. Sarà trasmesso nelle principali competizioni internazionali per club, per incentivare la parità tra i sessi e la lotta contro la discriminazione.
I nuovi video #EqualGame concretizzano un desiderio del presidente UEFA Aleksander Čeferin, secondo cui l’organo di governo del calcio europeo deve essere un’organizzazione di fair play sociale che non tollera il razzismo, il sessismo, l’omofobia e qualsiasi altra forma di discriminazione: “È fondamentale che la UEFA renda il calcio accessibile a tutti e che, grazie al potere dello sport, guidi la lotta per l’eguaglianza sociale”.
Cultura
È il titolo del video clip virale fruibile su tutti i più popolari canali on-line realizzato dal musicista e attore fiorentino Lorenzo Baglioni per la campagna del Cesvot sulla promozione del volontariato fra i giovani. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Regione Toscana e il Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale.
Internazionale
È il titolo del rapporto di Unicef e Organizzazione internazionale per le migrazioni sui diritti umani di bambini e giovani rifugiati che tentano di raggiungere l’Europa: nel 77% dei casi si verificano abusi e sfruttamento. La maggior parte delle persone che hanno attraversato la Libia sono fortemente colpite da illegalità, milizie e criminalità.
Il rapporto – basato su testimonianze di circa 22mila migranti e rifugiati, compresi 11mila bambini e giovani intervistati dall’Oim – mostra anche che, “mentre tutti i bambini migranti sono esposti a grandi rischi, coloro che provengono dall’Africa sub sahariana hanno probabilità molto maggiori di subire sfruttamento e tratta rispetto a persone che si spostano da altri Paesi del mondo: lungo la rotta del Mediterraneo Orientale, il 65% rispetto al 15% e lungo la rotta del Mediterraneo centrale l’83% rispetto al 56%. Il razzismo è probabilmente il principale fattore alla base di questa discrepanza”. “Bambini e giovani che viaggiano da soli o per lunghi periodi sono tra i più vulnerabili a sfruttamento per mano di responsabili di tratta e gruppi criminali durante il viaggio”.
Economia
I giovani e il lavoro: i dati di una generazione con meno diritti. Il servizio è di Giuseppe Manzo.
Secondo i dati Istat l’occupazione cresce ma non per i giovani che restano ancora indietro. Secondo una ricerca di InfoJobs ha infatti evidenziato che il 65% dei giovani sarebbe disposto a lavorare all’estero. A chiedere che il lavoro per le nuove generazioni sia messo al centro dell’agenda di governo sono le Acli che dedicano a questo tema uno dei seminari promossi all’interno dell’incontro nazionale di studi a Napoli che si svolgera’ a Napoli dal 14 al 16 settembre. Presentando l’iniziativa alla Camera, sono emersi i primi risultati di uno studio: il 77% dichiara di guadagnare troppo poco. Pur di non farsi licenziare il 27% dei giovani rinuncerebbe ai festivi, il 16% alle ferie, il 12% a una parte dello stipendio e il 10% ai giorni di malattia. Lavoro e diritti: i millennials sono la grande questione sociale del nostro Paese.
Società
Una raccolta fondi lanciata dall’Auser all’indomani della serie di scosse sismiche che ha colpito il centro Italia permetterà ai bambini di Pieve Torina di tornare presto sui banchi. Nella località maceratese distrutta dal terremoto si sta ultimando un nuovo plesso che ospiterà 150 alunni.
Diritti
La legge sullo Ius soli sparisce dal calendario di settembre dei lavori d’aula del Senato. Quello paventato dalle associazioni che aderiscono alla Campagna l’Italia sono anch’io diventa purtroppo realtà. Si allontana così la riforma già approvata alla Camera. Filippo Miraglia dell’Arci. (sonoro)
Sport
La provincia autonoma di Bolzano ha presentato la campagna di sensibilizzazione “Attività fisica su prescrizione”, con cui ogni cittadino potrà ricevere dal medico di famiglia consigli per uno stile di vita più sano.
La campagna è promossa dal Dipartimento alla salute, sport, politiche sociali e lavoro, in collaborazione con l’Azienda sanitaria e la Società altoatesina di medicina generale, e vuole essere uno strumento per sostenere l’attività già oggi svolta dal medico di famiglia nel campo della prevenzione primaria. D’ora in poi il medico di famiglia sarà in grado di offrire ai propri pazienti una prescrizione per lo svolgimento di attività fisica. Non si tratta di una prescrizione vincolante ma di un consiglio del medico a favore di una maggiore attività fisica e di stili di vita più sani. Alex Mitterdorfer, medico sportivo e di medicina generale, ha sottolineato che “in Alto Adige vi è un elevato livello di attività fisica da parte della popolazione rispetto agli standard nazionali e proprio per questa ragione è opportuno puntare ulteriormente sui vantaggi legati all’attività sportiva, quasi come fosse una sorta di “pillola miracolosa” per prevenire o limitare gli effetti di malattie che spaziano dall’ipertensione, ai problemi metabolici, dalle patologie del sistema muscolo scheletrico alla depressione”. Priska Kofler, dell’Ufficio sport, coordinatrice dell’iniziativa ha informato che attualmente sono circa 120 le associazioni sportive ed i centri che hanno aderito all’iniziativa e per i quali vi sono le necessarie garanzie di qualità e professionalità del servizio certificate dal Dipartimento alla salute. I corsi AFIP (Attività fisica su prescrizione) spaziano dal fitness, al wellness, dal rilassamento alla fisioterapia.
Cultura
È il titolo della mostra fotografica visitabile a L’Aquila fino al 15 settembre. “Negli scatti – racconta l’autrice Leandrina Graziani – sono evidenti le molteplici forme della speranza per la ricostruzione del capoluogo abruzzese”.
Internazionale
I Rohingya che fuggono dalla violenza in Myanmar verso il Bangladesh sono ormai oltre 290.000. Le persone arrivano nel Paese spesso in gravi condizioni, molto traumatizzate e senza aver avuto accesso a cure. Secondo Medici Senza Frontiere, senza un aumento del supporto umanitario, i potenziali rischi per la salute sono altissimi.
La maggior parte dei nuovi arrivati risiede in baraccopoli già esistenti, in campi delle Nazioni Unite, in tre nuove baraccopoli che sono emerse di recente o nella comunità ospitante. Molti rifugiati sono però bloccati in terre di nessuno al confine con il Myanmar. Anche prima del più recente afflusso, molti rifugiati Rohingya in Bangladesh vivevano in condizioni di insicurezza, sovraffollamento e mancanza di igiene, con poca protezione dalle intemperie. “In tanti anni, non abbiamo mai visto nulla di simile”, dichiara Pavlo Kolovos, capo missione di MSF in Bangladesh. “Le nostre équipe vedono fiumi di persone che arrivano in condizioni terribili, molto traumatizzate e senza aver avuto accesso a cure mediche. Molti dei nuovi arrivati hanno bisogni medici seri, come ferite dovute alla violenza gravemente infette e complicazioni ostetriche in stadio avanzato. Senza un aumento del supporto umanitario, i potenziali rischi per la salute sono altissimi”.