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Clima e guerre spingono nuove rotte migratorie: il dossier IDOS 2025

di Redazione GRS


Guerre e crisi climatica sempre più legate nelle nuove rotte migratorie. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

La crisi climatica e i conflitti armati sono sempre più intrecciati e stanno ridisegnando le rotte migratorie globali. È quanto emerge dal contributo dell’associazione A Sud al Dossier statistico immigrazione 2025 di IDOS, in uscita il 4 novembre. Secondo il rapporto, se la Terra si surriscalda è anche per l’impatto dei conflitti armati e delle loro enormi quantità di emissioni di gas serra nell’atmosfera. Dalle testimonianze raccolte in Italia emerge che molti migranti “economici” denunciano anche cambiamenti climatici e degrado ambientale tra i motivi dello spostamento.

Azzerare le emissioni è una scelta politica e di pace, ricorda A Sud, mentre IDOS invita a riconoscere le migrazioni non come minaccia o anomalia da correggere, ma come sintomo di un disordine globale da affrontare con giustizia e responsabilità comune.

Nasce la nazionale delle rifugiate afghane: esordio negli Emirati

di Redazione GRS


Dopo tre camp di selezione tenutisi in due continenti, si apre una pagina storica per il calcio femminile afghano: 23 giocatrici rifugiate sono state ufficialmente selezionate per rappresentare la squadra femminile dei profughi afghani, pronte a scendere in campo a fine mese negli Emirati Arabi Uniti per tre amichevoli internazionali.

Incidente Ferroviario Andria-Corato del 2016: fu errore umano, non mancanze tecniche

di Redazione GRS


La Corte d’Appello ha confermato che l’incidente ferroviario Andria-Corato del 2016 non fu dovuto alle mancate misure di sicurezza. Il servizio di Federica Bartoloni.

Confermate anche in appello le due condanne e le quattordici assoluzioni nell’ambito del processo per il disastro ferroviario del 12 luglio del 2016 quando, sulla tratta a binario unico Andria-Corato, uno scontro causò la morte di 23 persone e 51 ferimenti. La tragedia, conferma la Corte di Appello di Bari, è stata causata da un errore umano e non dal mancato investimento in sicurezza. L’associazione dei parenti delle vittime, l’Astip, non ha nascosto né in aula né nelle dichiarazioni postume alla lettura della sentenza, sdegno e delusione convinti che la carenza di sicurezza sia stato motivo determinante della tragedia. Una tesi avvalorata anche dal fatto che oggi – a distanza di quasi 10 anni – il sistema a binario unico nella tratta è stato abolito e sostituito da due binari con sistemi di sicurezza automatizzati.