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Giffoni, premi Futura a Enzo d’Alò e Giovanni Allevi

di Redazione GRS


Applausi in sala – Al Giffoni Film Festival sono stati consegnati gli ultimi premi “Futura – Rendere possibile l’impossibile”. I riconoscimenti sono andati a Enzo d’Alò, regista de La Gabbianella e il Gatto, per aver saputo trasformare lo sguardo dei più piccoli in un racconto capace di restituire la complessità del mondo, e a Giovanni Allevi, che ha trasformato la musica in un linguaggio universale di speranza e rinascita.

Enzo d’Alò ha ricevuto il riconoscimento durante la presentazione della versione restaurata de La Gabbianella e il Gatto. Il regista napoletano è stato premiato per aver saputo trasformare lo sguardo dei più piccoli in un racconto capace di restituire la complessità del mondo. Con i suoi film ha accompagnato generazioni di spettatori in un percorso fatto di immaginazione e consapevolezza, dimostrando come il cinema di animazione possa affrontare i grandi temi della vita adulta. “Mi viene in mente una battuta di Alice nel Paese delle Meraviglie: ‘Impossibile? Impassabile, vorrei dire’. Scherzi a parte, l’impossibile è qualcosa a cui dobbiamo tendere sempre. Perché l’impossibile fa parte dei sogni ed è bello mettersi alla prova e cercare di raggiungere anche gli obiettivi impossibili: sono proprio quelli che ci aiutano, poi, a raggiungere più facilmente quelli possibili”, ha dichiarato Enzo d’Alò interrogato sul suo rapporto con il concetto di “Impossibile”.

Dalle immagini alle note, Il premio, consegnato durante il suo incontro in Sala Truffaut, omaggia anche Giovanni Allevi, un artista che ha trasformato la musica in un linguaggio universale di speranza e rinascita. Attraverso il suo percorso umano e artistico ha mostrato come sia possibile affrontare anche le prove più difficili senza rinunciare alla propria voce. Un simbolo di forza interiore che continua a ispirare.

Disney+, il calcio femminile raccontato in “Becoming Her”

di Redazione GRS


Becoming Her – Anna Copelli, con Sofia Cholovskaya e Samantha Lee della Juventus Academy, sono le protagoniste del nuovo documentario che debutta a settembre su Disney+ ed è stato presentato in anteprima al Giffoni Film Festival. Il documentario parla di donne in un mondo che finora era appannaggio dei maschi.

Il viso angelico e la voce dolce di Anna Copelli non devono trarre in inganno, perché nascondono due piedi da giovane attaccante di razza su cui la Juve da tempo ha messo gli occhi nel settore giovanile a Vinovo e che preoccupano più di una portiera. Con Sofia Cholovskaya e Samantha Lee, appartenenti alle Juventus Academy di Al Khobar (Arabia Saudita) e Los Angeles (Stati Uniti), è protagonista di ‘Becoming Her: Prima di diventare grandi’, nuovo documentario prodotto dallo Juventus Creator Lab che debutta a settembre su Disney+, nella sezione Espn ed è stato presentato in anteprima a Giffoni Film Festival. La voce narrante è stata affidata a Francesca Michielin, tifosa della Juventus e da sempre sostenitrice della valorizzazione femminile, anche lei al festival campano.

Il documentario parla di donne in un mondo che finora erano appannaggio dei maschi, di strada ne è stata fatta tanta… “La strada – dice rispondendo all’ANSA – secondo me purtroppo è ancora molto lunga, però c’è un fattore positivo. Ne stiamo parlando sicuramente molto di più di quando io, ad esempio, ero adolescente e avevo l’età delle protagoniste. Ne stiamo parlando in spazi belli, importanti e pieni di ragazzi come Giffoni. Quindi finché c’è la possibilità di dare spazio, visibilità e voce, si crea sicuramente una coscienza, si crea ispirazione alle nuove generazioni”.

Di questo parla anche Copelli, che gioca da quando aveva 5 anni e per anni è stata l’unica bambina in squadre di soli maschi: “Mi ha formato tantissimo, sia calcisticamente sia umanamente. Non avere una compagna a cui appoggiarti ti costringe a crescere in fretta”. Tra i suoi modelli Copelli cita Alessandro Del Piero e, soprattutto, le veterane della Juventus Women: “Cristiana Girelli e le altre giocatrici della prima squadra sono esempi di determinazione e passione. Allenarmi con loro mi ha fatto capire quanto sacrificio e dedizione ci siano dietro questo sport”.

Michielin racconta la sua fede bianconera: “Sono juventina da sempre, tra i miei idoli Del Piero, Buffon e Trezeguet, ma la cosa che mi ha colpito di più è il sistema valoriale che questo progetto vuole trasmettere. Non dà soltanto visibilità al calcio femminile: crea consapevolezza. Crescere è molto più complicato di quanto immaginiamo, perché comporta una scelta. E la crisi, in greco krisis, significa proprio scelta”. La cantante ricorda anche di essere da sempre “fan dello sport con un passato da atleta di ginnastica artistica” anche se, confessa, “non ho mai sognato di fare la calciatrice”. Per Michielin il documentario va oltre il racconto sportivo: “Mi ha emozionato il fatto che non mitizzi il calcio, ma entri in profondità negli aspetti umani. È tutto un cadere e rialzarsi. Ti porta a chiederti ogni giorno che persona vuoi essere, ancora prima che atleta”.

Nel doc non ci sono solo gioie, ma anche le difficoltà e gli ostacoli che gli atleti prima o poi si trovano davanti. Michielin, che in passato ha coraggiosamente raccontato ai fan anche i suoi problemi di salute legati ai reni, racconta come durante la registrazione si sia messa a piangere in più di un’occasione nei punti in cui si racconta l’infortunio al ginocchio di Anna Copelli: “Ho sperimentato cosa voglia dire essere infortunata. Chi lavora con il corpo sa che non è una macchina che esegue gli ordini, ma un’armonia con noi stessi.

Dopo un intervento importante e un periodo difficile, ho imparato a fidarmi di nuovo del mio corpo. Oggi non mi preoccupo più se cadrò ancora: mi preoccupo di farlo con grazia e di raccogliere il massimo da quell’esperienza, senza confrontare il mio percorso con quello degli altri”. Per Copelli “l’infortunio è stato una batosta a livello psicologico: da un giorno all’altro ho perso una parte di me, anzi il 50% di me ed è difficile da accettare. Per fortuna sono circondata da persone che mi vogliono bene e che mi hanno aiutato in quel processo di accettazione della situazione”. E di rinascita parla anche il nuovo album di Francesca Michielin, “Magia bianca”, che la cantautrice descrive come un “percorso di riconnessione profonda. D’altronde la magia bianca da sempre è associata all’idea di cura e guarigione e in effetti il disco mi ha dato la voglia di dare fiducia al mio corpo. Non vedo l’ora di portare le canzoni a teatro il prossimo inverno. E prometto che sarà più di un concerto”.

Caro carburanti, pesa il conto per le famiglie

di Redazione GRS


Un salasso continuo – Diesel e benzina oltre i 2 euro, per le famiglie aumenti record. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Sempre più cari i costi dei carburanti, con il diesel ormai ovunque sopra i 2,00 euro al litro e la benzina che ha superato, in autostrada, la stessa soglia. Un salasso per i cittadini, costretti a fare i conti con aumenti per costi diretti, sui pieni di carburante, e per costi indiretti, per il trasporto su gomma, che riguarda in Italia oltre l’86% delle merci. Federconsumatori ha rivisto le stime sull’impatto per le famiglie con aumenti pari a circa 300 euro complessivi annui: l’associazione chiede al governo di reintrodurre opportuni tagli sulle accise.

Powerchair football, imbarco negato alla nazionale italiana

di Redazione GRS


Vergognoso disguido – La Nazionale italiana di powerchair football si è vista negare l’imbarco sul volo EasyJet per Glasgow, in vista di un torneo internazionale, per via della doppia carrozzina, da gioco e da mobilità quotidiana, da imbarcare. Il presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, ha commentato: “Negare l’imbarco agli atleti e agli ausili con cui essi vivono e gareggiano significa negare la loro stessa autonomia e identità”.

Venezuela, dopo il sisma cresce il rischio di epidemie

di Redazione GRS


Massima attenzione – Dopo il terremoto in Venezuela, il pericolo è ora quello delle malattie infettive. Secondo Medici del Mondo, infatti, il rischio di una emergenza sanitaria è elevato se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.

Quando si concludono le operazioni di ricerca e soccorso dopo un terremoto, inizia un’altra corsa contro il tempo: evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sanitaria. Le migliaia di persone che hanno perso la propria casa e che restano in parchi, rifugi improvvisati o spazi pubblici affrontano un rischio elevato di malattie infettive se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.
“In questo momento, il principale focolaio di trasmissione si trova negli alloggi temporanei o nei campi di accoglienza, dove si registra un’alta densità di persone in spazi ridotti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela.
Dopo un terremoto, la distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua e il sovraffollamento di migliaia di persone favoriscono la comparsa di malattie infettive. In queste condizioni aumentano in particolare le infezioni respiratorie, le malattie diarroiche legate al consumo di acqua contaminata e le infezioni cutanee, come la scabbia o l’impetigine. Inoltre, quando i programmi di vaccinazione o i servizi sanitari vengono interrotti, cresce anche il rischio di focolai di malattie prevenibili, soprattutto tra la popolazione infantile.
L’accesso ad acqua sicura rappresenta uno dei fattori più importanti per prevenire una seconda emergenza. L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per cucinare, mantenere un’adeguata igiene personale ed evitare la diffusione di malattie diarroiche. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, insieme alle difficoltà nella gestione dei servizi igienico-sanitari, crea un contesto favorevole alla comparsa di nuovi focolai.
Secondo l’Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), l’OMS e diverse agenzie umanitarie, dopo un terremoto aumentano in particolare: le malattie diarroiche, associate alla mancanza di acqua potabile, a servizi igienico-sanitari insufficienti e alle cattive condizioni igieniche nei rifugi; le infezioni cutanee, favorite dal sovraffollamento e dalle difficoltà nel mantenere una corretta igiene; personale; il rischio di infezioni respiratorie, soprattutto nei rifugi temporanei con un’elevata concentrazione di persone; il rischio di malattie prevenibili con la vaccinazione, come il morbillo, a causa dell’interruzione dei servizi sanitari e dei programmi di immunizzazione. L’OPS sta rafforzando la sorveglianza epidemiologica proprio per individuare tempestivamente eventuali focolai.