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Ucraina, bambini e famiglie senza riscaldamento a meno 18 gradi

di Redazione GRS


Gelo ucraino – I bambini ucraini affrontano l’inverno più rigido della guerra, con le loro famiglie sono costantemente in modalità di sopravvivenza. Senza riscaldamento a meno 18 gradi. Lo dice Unicef che annuncia il dato delle vittime salito a un +11% per 92 bambini uccisi e 652 feriti.

Senza riscaldamento a meno 18 gradi Celsius, la vita in casa in un palazzo di molti piani consiste nel proteggersi dagli attacchi incessanti e sopravvivere alle temperature estreme.

Al decimo piano di uno di questi edifici sulla riva sinistra di Kiev, Svitlana sta facendo tutto il possibile per prendersi cura della figlia Arina di tre anni.

Ci ha raccontato che sono più di tre giorni che non hanno riscaldamento né elettricità, e questo nella prima settimana di interruzioni: molte famiglie continuano a non averli o hanno un accesso sporadico. L’acqua fredda arriva solo a intermittenza. Le famiglie sono state costrette a riempire le finestre con peluche o qualsiasi altra cosa per bloccare un po’ del freddo gelido.

Svitlana non può fare il bagno ad Arina né prepararle cibo caldo. Quindi avvolge la bambina in diversi strati di vestiti e scende dieci piani di scale buie per raggiungere una tenda allestita all’esterno dai Servizi di Emergenza Statale Ucraini. Lì possono riscaldarsi, mangiare cibo caldo, ricaricare i dispositivi e parlare con uno psicologo, o semplicemente sedersi al caldo.

L’UNICEF ha anche fornito alle tende materiale di supporto psicosociale, che offre ai bambini giochi e giocattoli con cui divertirsi e rilassarsi, aiutando sia i bambini che gli adulti ad affrontare l’aumento dell’ansia.

Per i bambini, l’impatto di condizioni così difficili è sia fisico che mentale. L’oscurità e le temperature gelide intensificano la paura e lo stress e possono causare o aggravare problemi respiratori e altre condizioni di salute. I più piccoli sono i più vulnerabili. I neonati e i bambini piccoli perdono rapidamente calore corporeo e sono esposti a un rischio maggiore di ipotermia e malattie respiratorie, condizioni che possono rapidamente diventare pericolose per la vita senza un adeguato riscaldamento e cure mediche.

Anche l’istruzione è stata nuovamente interrotta. Il freddo estremo ha portato le scuole e gli asili della capitale e di altre zone a passare completamente alla didattica a distanza, ma le interruzioni di corrente a loro volta interrompono le lezioni online.

Nonostante le sfide estreme, non appena si verificano i danni, i tecnici dell’energia e dell’acqua sono sul posto per effettuare riparazioni urgenti alle infrastrutture elettriche, di riscaldamento e idriche.

È una corsa contro il tempo per ripristinare i servizi, che l’UNICEF sta sostenendo attraverso la sua risposta invernale su larga scala, lavorando instancabilmente per assistere 1,65 milioni di persone, tra cui 470.000 bambini. Questo lavoro è iniziato mesi fa e comprende investimenti effettuati negli anni precedenti che stanno mitigando l’impatto delle interruzioni odierne.

Oxfam, in Italia i ricchi sempre più ricchi: accumulano il 91% della nuova ricchezza

di Redazione GRS


Fortune invertite – In Italia i ricchi sempre più ricchi nei dati diffusi da Oxfam. Il servizio è di Federica Bartoloni.

Un Paese di “Fortune invertite” basato sulla dittatura delle eredità che, secondo i dati Oxfam diffusi lunedì, determinano per i due terzi i patrimoni dei miliardari in Italia. Negli ultimi 15 anni l’incremento complessivo della ricchezza è stato al 91% a favore delle famiglie più benestanti del Paese, a quelle più povere è stato destinato il 2,7%. Sono 79 i miliardari reali del Paese che, in una cornice nella quale i salari sono bloccati al periodo pre-pandemico, vedono ogni giorno aumentare il loro patrimonio di 150 milioni di euro. Il “lavoro povero” intanto aumenta esponenzialmente così come la povertà assoluta tra i minori portando l’Italia verso un’ulteriore recrudescenza della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi che ci collocava, già lo scorso anno, al 20esimo posto tra i Paesi dell’Unione Europea.

Aree interne: in Cilento patto contro lo spopolamento

di Redazione GRS


Un patto per le aree interne – È quello che verrà sancito in questi giorni a San Mauro Cilento – in provincia di Salerno – promosso dalla cooperativa Nuovo Cilento in occasione del suo 50° anniversario: sindaci, organizzazioni sociali, associazioni e mondo della cultura si incontrano per salvare questi territori dallo spopolamento.

ricercatori, attivisti, imprenditori sociali e agricoli. Tutti insieme elaboreranno impegni concreti, verificabili e misurabili per scardinare una narrazione pessimistica che orienta scelte disfattiste, abbandonando le Aree interne al loro destino.

L’obiettivo è contrastare lo spopolamento, la musealizzazione dei territori e la trasformazione delle tradizioni alimentari popolari in pratiche elitarie.

La Cooperativa Nuovo Cilento è una storica realtà agricola nata il 21 gennaio 1976 a San Mauro Cilento. Riunisce circa 450 soci su 2500 ettari di presidio nel Parco Nazionale del Cilento. Produce prevalentemente olio extravergine di oliva biologico e DOP Cilento, una delle sei produzioni a marchio di qualità della Campania. Promuove agricoltura sostenibile, tutela della biodiversità, filiere locali e modelli cooperativi capaci di generare reddito e coesione sociale. È un’infrastruttura comunitaria che contrasta spopolamento e declino delle aree interne, valorizzando territorio, saperi e produzioni tradizionali.

Insieme al fondatore della Cooperativa, Giuseppe Cilento e al professor Alex Giordano, parteciperanno alla giornata inaugurale Antonello di Gregorio, presidente Coop. Nuovo Cilento – Nicola Caputo, Consigliere del Ministro degli Esteri per l’export e l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare – Anna Ceprano, presidente Legacoop Campania – Jostein Hertwig, presidente GAOD (Global Alliance for Organic Districts) – Simone Gamberini, presidente Nazionale Legacoop – Rita Ghedini, presidente Legacoop Bologna – Mario Martone, regista – Carlo Pisacane, sindaco di San Mauro – Stefano Pisani, sindaco di Pollica – Giuseppe Coccurullo, presidente PNCVDA – Stefano Sansone, presidente della Comunità del Parco – Luciano Pignataro, Giornalista, scrittore ed enogastronomo. Con loro, nel corso dei giorni saranno presenti numerose personalità del mondo della ricerca, dello spettacolo e dell’associazionismo.

Sebbene la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) definisca questi territori, che coprono circa il 60% del territorio nazionale, la spina dorsale del Paese, essi ospitano solo il 23% della popolazione nazionale, dato che si contrae sempre più. Tutti gli interventi sino a ora ipotizzati o abbozzati non hanno prodotto i risultati sperati, pertanto la Cooperativa Nuovo Cilento si ripropone oggi come l’infrastruttura sociale attraverso la quale rilanciare un nuovo patto per le Aree interne.

Se continuiamo a sbagliare, a non contrastare efficacemente l’abbandono e lo spopolamentoquesti dati terribili rischiano di divenire realtà consolidate – dice Giuseppe Cilento – serve una cultura sistemica per rigenerare colline e montagne: suolo vivo, biodiversità, acqua, comunità, scuola e credito. Solo così fermiamo declino, spopolamento e abusi del territorio”.

A partire da questa riflessione gli estensori e firmatari del Patto, dopo aver condiviso una visione del ruolo che le aree interne potranno avere in futuro e individuato delle condizioni concrete per far restare o ritornare gli abitanti, sottoscriveranno personalmente un impegno concreto per dare seguito alle intenzioni. La cerimonia si concluderà con l’affidamento diretto dei semi della biodiversità locale agli agricoltori della cooperativa. Semi da coltivare, non da esibire, per frutti da mangiare, non da raccontare.

Dopo Crans-Montana controlli sui locali in Italia: Federconsumatori chiede pene severe

di Redazione GRS


Non un passo indietro – Dopo Crans-Montana sequestri di locali notturni in Italia tra cui il Piper per mancato rispetto delle normative sulla sicurezza. Federconsumatori ritiene “inaccettabile che, ancora oggi, la sicurezza dei cittadini possa essere messa a rischio da gestioni superficiali o consapevole inosservanza delle norme” e chiede controlli e sanzioni severe.

Controlli doverosi, che dovrebbero essere effettuati, però, con regolarità e a prescindere dalle situazioni straordinarie. Ma soprattutto dovrebbero essere estesi sistematicamente e su tutto il territorio nazionale.

Come Federconsumatori riteniamo inaccettabile che, ancora oggi, la sicurezza dei cittadini possa essere messa a rischio da gestioni superficiali, incuria o, peggio ancora, consapevole inosservanza delle norme. La sicurezza dei cittadini non è oggetto di compromessi: per questo chiediamo che i controlli, laddove riscontrino gravi irregolarità, siano seguiti da sanzioni severe e immediate. Un’emergenza dal punto di vista della sicurezza che non riguarda, purtroppo, solo i locali notturni, ma anche gli edifici scolastici, sempre più spesso interessati da criticità e crolli. Per questo proponiamo che i proventi di queste sanzioni siano destinati alla ristrutturazione di tali strutture.

Sport e parità, Olimpiadi Milano-Cortina verso un nuovo equilibrio di genere

di Redazione GRS


Una montagna da scalare – Le prossime Olimpiadi segneranno un punto di svolta con il 47% delle quote riservato alle atlete, 50 eventi femminili su 116: le donne rappresentano il 45% del team dirigenziale senior e il 48% della forza lavoro del Comitato Organizzatore.

Quando, nel 1924, le donne parteciparono per la prima volta ai Giochi Olimpici Invernali rappresentavano solo il 4,3% degli atleti. Allora le sportive gareggiavano in una sola disciplina: il pattinaggio di figura. Anche a St. Moritz 1948 la disparità era ancora evidente con le atlete ferme all’11,5 per cento per poi salire, a Cortina 1956, al 16%. Da allora, lentamente, molte cose sono cambiate, pian piano sempre più discipline invernali sono state aperte anche alle donne: nel 1998 è stato introdotto l’hockey su ghiaccio femminile a Nagano, poi il bob femminile a Salt Lake City nel 2002.

Avanti veloce di altri 24 anni e oggi il Comitato Olimpico parla di Milano Cortina 2026 come dei Giochi Olimpici Invernali con il maggiore equilibrio di genere della storia. Le prossime Olimpiadi segneranno un punto di svolta con il 47% delle quote riservato alle atlete per un totale di 1360 sportive su circa 2900 partecipanti complessivi e 50 eventi femminili su 116.

Non è solo una questione di numeri, anche se le proporzioni sono importanti. Il Comitato si è assicurato di garantire al massimo l’equità, sia per quanto riguarda gli sportivi e le sportive in gara, sia a livello di leadership e volontari. Le donne rappresentano infatti il 45% del team dirigenziale senior e il 48% della forza lavoro del Comitato Organizzatore. Le candidature per i volontari riflettono allo stesso modo questa tendenza, con le donne che rappresentano il 55% delle iscrizioni.

Quello che, però, farà davvero la differenza in queste Olimpiadi, in partenza il prossimo 6 febbraio, è il programma, che introdurrà ben quattro nuove gare femminili: sci freestyle a due gobbe, slittino in doppio, salto con gli sci su trampolino e sci alpinismo sprint. In questo modo i retaggi del passato saranno ulteriormente corretti e dodici delle 16 discipline presenti, ovvero il 75%, risulteranno completamente equilibrate. A Milano Cortina, poi, cambieranno anche alcune regole per rendere le competizioni maschili e femminili più simili. Per la prima volta ai Giochi invernali, infatti, donne e uomini gareggeranno sulle stesse distanze nello sci di fondo. Altre modifiche saranno invece più lievi, ma presenti, con diverse gare femminili leggermente più lunghe e alcune gare maschili che si ridurranno leggermente per raggiungere una distanza intermedia. Lo skiathlon, ad esempio, era in precedenza lungo 15 chilometri per le donne e 30 chilometri per gli uomini, mentre entrambi i sessi ora correranno un totale di 20 chilometri.

Indagine sui giovani: futuro incerto e vulnerabilità emotiva diffusa

di Redazione GRS


Tra futuro e vulnerabilità – Una nuova indagine promossa da Salesiani per il sociale e realizzata da AstraRicerche su un campione di quasi 1.100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni restituisce l’immagine di una generazione in bilico tra il desiderio di futuro e una diffusa vulnerabilità emotiva: solo poco più della metà dei giovani si dichiara soddisfatta di sé, mentre 1 su 2 si sente stressato e sotto pressione.