Aiuto concreto – I volontari delle pubbliche assistenze Anpas Sicilia stanno portando assistenza alle comunità colpite dalla frana nel comune di Niscemi. Ascoltiamo Marco Anastasi del coordimento di protezione civile Anpas Sicilia.



Aiuto concreto – I volontari delle pubbliche assistenze Anpas Sicilia stanno portando assistenza alle comunità colpite dalla frana nel comune di Niscemi. Ascoltiamo Marco Anastasi del coordimento di protezione civile Anpas Sicilia.

Senza pace – Attacchi aerei, bombardamenti e spari continuano a uccidere e mutilare civili a Gaza: lo ha detto la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Olga Cherevko, che ha spiegato come, dal cessate il fuoco, l’Onu ha portato quasi 200.000 tonnellate di aiuti e consegnato assistenza alimentare a oltre un milione di persone ogni mese.
“Accesso umanitario sicuro, duraturo e prevedibile; rimozione delle restrizioni alle organizzazioni umanitarie e all’ingresso di forniture, comprese quelle considerate ‘a duplice uso’; Rotte di movimento interne affidabili a Gaza; Finanziamenti costanti e sufficienti per consentire una ripresa rapida”: è quanto chiesto da Olga Cherevko, portavoce dell’Ocha, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, durante un briefing con i giornalisti presenti a Gaza. L’incontro ha fornito l’occasione anche per fare il punto sulla situazione nella Striscia dove, ha detto la portavoce, “dal cessate il fuoco, l’Onu ha portato quasi 200.000 tonnellate di aiuti, consegnato assistenza alimentare a oltre un milione di persone ogni mese, nonché pasti caldi a 1,6 milioni di persone al giorno, riaperto decine di punti sanitari e creato centinaia di spazi di apprendimento temporanei. Stiamo facendo tutto il possibile per raggiungere le persone bisognose, ma i nostri risultati sono fragili e il divario tra i bisogni e ciò che può essere fornito in modo sicuro e costante rimane ampio”. Sul campo, ha aggiunto, “attacchi aerei, bombardamenti e spari continuano a uccidere e mutilare civili. Il freddo sta crudelmente mietendo la vita dei bambini. Metà di Gaza è ancora off-limits, mentre la maggior parte dei palestinesi rimane sfollata e vive in condizioni deplorevoli”. Cherevko ha ricordato che “le organizzazioni umanitarie stanno affrontando gravi limitazioni. I rifornimenti urgenti, tra cui alcuni articoli medici, strumenti per riparare le case, macchinari per la rimozione delle macerie e pezzi di ricambio, rimangono fortemente limitati. Le interruzioni delle telecomunicazioni complicano ulteriormente il coordinamento e la risposta alle emergenze. I danni a strade, magazzini, reti idriche e strutture sanitarie stanno limitando la nostra capacità di immagazzinare, distribuire e fornire assistenza dove è più necessaria”. Altri impedimenti all’azione umanitaria arrivano anche dalle “esigenze di coordinamento, dagli ordigni esplosivi e dalle infrastrutture danneggiate che limitano l’accesso a molte aree. Stiamo ancora lottando per raggiungere le comunità più vulnerabili, in particolare nelle aree vicine a dove continuano le operazioni militari. Le persone nei rifugi sovraffollati e nei luoghi di fortuna riescono a malapena a sopravvivere, mentre nuovi temporali minacciano di cancellare la scarsa protezione di cui dispongono”.

Diritti calpestati – Si mobilitano le associazioni del Terzo settore carcerario dopo il suicidio a Padova di un detenuto che stava per essere trasferito in un’altra casa di reclusione. Così, denunciano le reti, si interrompono progetti di rieducazione costruiti in decenni per dare una prospettiva di vita nuova ai detenuti che giungono all’agognato fine pena.
«Col trasferimento c’è l’interruzione del trattamento, delle pratiche di certe attività, perché in altri carceri questo non esiste, non si fa. E’ proprio il modello Padova sotto attacco. Ma ancora di più lo è l’idea che il carcere rappresenti un percorso di rieducazione, ed è il pericolo maggiore», commenta Rossella Favero di Ristretti Orizzonti. Anche la stessa rivista nata oltre vent’anni fa nel carcere di Padova e in quello femminile della Giudecca e ideata per dare voce alle persone detenute. Ristretti Orizzonti, coordinato da Ornella Favero e redatto direttamente dai detenuti, ha subito diversi attacchi negli ultimi anni. La rivista da vent’anni racconta la vita reale in carcere e informa su temi legati alla detenzione, alla giustizia e ai diritti, sempre però mantenendo viva l’ironia nonostante la carcerazione.

Una responsabilità collettiva – L’azzardo intercetta i ragazzi sempre più precocemente: eppure, spiega Mettiamoci in Gioco, nel nostro paese è vietato ai minori. Secondo l’organizzazione la legalità dell’offerta non protegge i soggetti più vulnerabili ed è dunque necessario un rafforzamento dei controlli e un inasprimento delle sanzioni per chi consente l’accesso dei minori al gioco.
Le principali indagini europee e nazionali avevano già lanciato segnali chiari:
Secondo la survey HBSC (Health Behaviour in School-aged Children), in Italia il 37,5% dei ragazzi e il 14% delle ragazze di 15 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi.
La survey ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs) rileva che il 51% degli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni ha partecipato ad attività di gioco d’azzardo nello stesso periodo.
Numeri elevati, che già mettevano in discussione l’efficacia delle politiche di prevenzione e di tutela dei minori.
Un recente studio condotto su studenti tra i 12 e i 14 anni mostra una realtà persino peggiore di quella rilevata nelle fasce d’età più alte:
55,7% ha giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi
16% ha giocato regolarmente negli ultimi 30 giorni
7,2% presenta comportamenti di gioco a rischio
3,4% manifesta comportamenti di gioco già problematici.
Si tratta di percentuali inquietanti, che superano quelle registrate da HBSC ed ESPAD in età successive.
In altre parole: l’azzardo intercetta i ragazzi sempre più precocemente.
È necessario ricordarlo con forza: in Italia il gioco d’azzardo è vietato ai minori di 18 anni.
Eppure, i dati dimostrano una diffusione significativa del comportamento anche tra i giovanissimi.
Una delle spiegazioni principali — ma non l’unica — è la crescente accessibilità del gioco d’azzardo online, che abbatte i controlli e rende l’azzardo disponibile 24 ore su 24, anche da uno smartphone.
A questo si aggiungono le continue cronache che segnalano la presenza di minori nei luoghi di gioco “legale” e autorizzato dallo Stato, spesso tollerata o sottovalutata.

La ragazza del pianoforte – A Napoli si presenta il libro del giornalista Enrico Sbandi: una storia che fa nascere racconti per la Basilicata. Ascoltiamo l’autore.

ll valore del gioco – È il un nuovo riconoscimento, promosso da Fondazione Roma e dedicato ai Club di Serie A che si distingueranno per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva, dentro e fuori dal terreno di gioco. Al club che avrà avuto meno provvedimenti disciplinari 100mila euro da trasferire a un ente non profit impegnato nel sociale.
L’ente filantropico si accorda con la Lega Calcio di serie A per un premio alla correttezza sportiva nella massima serie: lo vincerà la squadra che, nelle giornate da novembre scorso al prossimo maggio, avrà avuto meno provvedimenti disciplinari. La Fondazione è già impegnata a favore dello sport di base nelle periferie capitoline, sponsorizzando la società Montespaccato e sostenendo una recente ristrutturazione del campo della Calciosociale del Corviale. Il riconoscimento economico, d’accordo col club vincitore, sarà quindi trasferito a un ente non profit impegnato nel sociale
Dal Montespaccato alla Serie A. La passione di Fondazione Roma per il calcio, come leva di inclusione sociale ma anche come piattaforma valoriale per i giovanissimi, sale di livello. È infatti di oggi la notizia che l’ente filantropico nato dalla storica Cassa di risparmio di Roma, e la Lega calcio di Serie A, istituiscono il premio Fondazione Roma – ll Valore del Gioco, «un nuovo riconoscimento», spiega una nota congiunta, «dedicato ai Club della Serie A Enilive che si distingueranno per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva, dentro e fuori dal terreno di gioco».
Sin qui, la storica realtà filantropica della Capitale, guidata da Franco Parasassi, si era limitata a fare lo sponsor del Montespaccato calcio, società sportiva della Serie D nostrana e attiva con molte squadre giovanili nello storico quartiere fra Boccea e la via Aurelia. Danaro servito a rafforzare la società che, tra l’altro, è rinata otto anni fa da un centro sportivo confiscato alla mafia capitolina, e che è spesso oggetto atti di teppismo, l’ultimo due giorni fa. Non l’unico impegno di questo genere: la fondazione ha anche sostenuto l’associazione Calciosociale, finanziando la ristrutturazione dell’impianto del Corviale a Roma, come raccontammo con la nostra Ilaria Dioguardi (leggi sotto).
Per tornare a Il Valore del Gioco, il premio nasce con l’obiettivo «di valorizzare l’essenza più autentica del calcio: il rispetto degli avversari e della classe arbitrale, la lealtà sportiva e i comportamenti virtuosi dei tifosi sugli spalti».
Il sistema di valutazione si basa su criteri oggettivi, fondati sui provvedimenti disciplinari adottati dagli organi di giustizia sportiva nel corso delle gare del Campionato di Serie A Enilive disputate tra il 28 novembre 2025 e il 4 maggio prossimo, integrati da un meccanismo di punti extra attribuiti a comportamenti particolarmente esemplari.
Ma come sarà stilata la classifica? «Sarà aggiornata al termine di ogni turno di Campionato», spiegano dalla Lega Calcio di Serie A, «e nel corso della stagione 2025/2026 saranno annunciate la classifica intermedia, che considera le giornate dalla 13ª alla 21ª e offrirà una prima fotografia delle società più virtuose e la classifica finale, che sarà resa nota al termine della 36ª giornata della Serie A». Il premio sarà consegnato al club in occasione della Charity Gala Dinner di Lega Calcio Serie A, organizzata a Roma per la finale di Coppa Italia.
Al club vincitore sarà inoltre conferito un assegno di 100mila euro, messo a disposizione da Fondazione Roma appunto, che verrà destinato – su indicazione della società premiata – a un ente non-profit per il sostegno di iniziative ad alto impatto sociale.

Per non lasciare sola Gaza – Medici senza frontiere ha deciso di condividere un elenco definito di nomi dello staff palestinese e internazionale alle autorità israeliane. Questa condivisione, tuttavia, avverrà solo a condizione che vengano stabiliti parametri chiari, avendo come priorità assoluta la sicurezza del personale.
Questa decisione è il risultato di lunghe discussioni con i nostri colleghi palestinesi e sarà attuata solo con il consenso esplicito delle persone interessate. Abbiamo comunicato questa posizione alle autorità israeliane, con l’unico obiettivo di poter continuare a fornire assistenza medica essenziale.
Dopo mesi di colloqui con le autorità israeliane e con i governi coinvolti, durante i quali abbiamo esaminato tutte le alternative possibili, la nostra priorità continua a essere la sicurezza del nostro personale. Nonostante ciò, intendiamo proseguire nel nostro impegno di fornire assistenza sanitaria indipendente e vitale ai palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, che ne hanno disperatamente bisogno.
Israele ci ha messo di fronte a una scelta impossibile: consegnare queste informazioni o abbandonare le centinaia di migliaia di palestinesi che necessitano di cure mediche vitali. Fino ad oggi, ci siamo rifiutati di fornire l’elenco richiesto, in quanto siamo giustamente preoccupati per le conseguenze che una tale condivisione potrebbe avere.
Dal mese di ottobre 2023, infatti, 1.700 operatori sanitari sono stati uccisi, tra cui 15 membri del nostro personale. Se dovessimo decidere di condividere queste informazioni, lo faremmo solo a condizione che questo non metta a rischio il nostro team o le nostre operazioni medico-umanitarie.

Oltre la competizione – Le Paralimpiadi possono essere una lente per rivedere gli sguardi sull’inclusione. Ascoltiamo Vincenzo Falabella, presidente nazionale di Fish.

A difesa del territorio – Per Legambiente ci sono “gravi lacune” nel decreto legislativo approvato dal governo per il recepimento della direttiva europea sulla tutela dell’ambiente: “l’Italia deve completare con più efficacia la riforma di civiltà avviata con l’introduzione nel 2015 dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale”.
In particolare, nel provvedimento non vengono recepite le precise indicazioni della direttiva che impone agli Stati membri di adottare sanzioni adeguate, con almeno tre anni di reclusione, per l’uccisione, la distruzione, il prelievo, il possesso, la commercializzazione o l’offerta a scopi commerciali di uno o più esemplari delle specie animali o vegetali selvatiche protette o di prodotti e parti (art.3, paragrafo 2 lettere “n” e “o”). Si tratta di fenomeni criminali, diffusi anche nel nostro Paese, in cui l’Interpol denuncia da tempo gli interessi diretti della criminalità organizzata. Lo stesso discorso vale per “l’estrazione di acque superficiali o sotterranee ai sensi della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, se tale condotta provoca o può provocare danni rilevanti allo stato o al potenziale ecologico dei corpi idrici superficiali o allo stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei”, sanzionata come delitto dall’art. 3, paragrafo 2, lettera “m” della direttiva, anche in questo caso con una pena massima di almeno tre anni di reclusione.
Manca all’appello anche il nuovo delitto, previsto alla lettera “p”, di “immissione o la messa a disposizione sul mercato dell’Unione o l’esportazione dal mercato dell’Unione di materie prime o prodotti pertinenti”, in violazione del regolamento europeo 2023/1115, con cui anche l’Italia è impegnata a garantire che i prodotti immessi sul mercato non siano frutto di pratiche, purtroppo diffuse di deforestazione, per cui è prevista una pena massima di almeno cinque anni di reclusione. Sempre dal punto di vista delle sanzioni, non si comprende perché sia correttamente previsto il delitto di commercializzazione di prodotto che danneggiano lo strato di ozono, con una pena da due a cinque anni di reclusione, mentre quello relativo a traffici illegali di gas florurati responsabili dell’effetto serra, per cui la direttiva stabilisce la stessa pena reclusiva, sia invece “declassificato” a reato di natura contravvenzionale, con sanzioni molto meno efficaci.
Nello schema di decreto legislativo vanno, inoltre, inserite norme specifiche per recepire quanto previsto dalla direttiva europea all’art. 15, frutto di un emendamento specifico proposto da Legambiente, che impegna gli Stati membri affinché anche le organizzazioni non governative che promuovono la protezione dell’ambiente e soddisfano i requisiti previsti dal diritto nazionale, dispongano di adeguati diritti procedurali nei procedimenti riguardanti tali reati. Si tratta di garantire quell’accesso gratuito alla giustizia, in ogni sede, che Legambiente chiede da anni per rimuovere l’ostacolo rappresentato da costi spesso insostenibili.
“L’Italia nel 2015, con l’approvazione della legge 68 che ha introdotto i delitti contro l’ambiente nel Codice penale – afferma Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – ha fatto un passo in avanti fondamentale nella lotta all’ecomafia e alla criminalità ambientale. È positivo che ci sia l’impegno a recepire, nei tempi previsti la direttiva europea, prevedendo finalmente la definizione di una strategia nazionale di prevenzione e contrasto della criminalità ambientale, con risorse adeguate. Ma va fatto bene e senza lacune. Daremo come sempre il nostro contributo, con proposte concrete e attuabili”.

Una tenuta con preoccupazione – Per il 75% delle cooperative il terzo quadrimestre 2025 è all’insegna ella stabilità ma sale al 31% la quota dei pessimisti sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale. Tra i principali fattori critici, la scarsità di manodopera (per il 41% delle cooperative), la liquidità a breve termine, i costi di materie prime ed energia.
Conferma di una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione, accompagnata da segnali di indebolimento, peggioramento della domanda estera, aspettative in peggioramento per i prossimi mesi, motivate da un quadro complessivo di incertezza e da un rilevante scetticismo sull’evoluzione del contesto macroeconomico italiano.
Sono queste, in sintesi, le principali evidenze che emergono dall’indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative effettuata dall’Area Studi di Legacoop.
“I dati degli andamenti congiunturali delle cooperative -sottolinea Simone Gamberini, presidente Legacoop- confermano una fase di sostanziale tenuta del sistema, che continua a dimostrare capacità di adattarsi pure in un contesto economico complesso e incerto. La cooperazione, per la sua presenza trasversale in tutti i settori della produzione e dei servizi, rappresenta un osservatorio particolarmente significativo sull’andamento reale dell’economia del Paese, in grado di coglierne con anticipo segnali di criticità: ed è proprio in questa direzione che sta andando il paese. In questo quadro, preoccupano in particolare le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero, dove si concentra una quota rilevante delle segnalazioni di ulteriore calo della domanda, anche in relazione al peggioramento del contesto internazionale. Allo stesso tempo, l’aumento del pessimismo sulle prospettive macroeconomiche, la persistente carenza di manodopera qualificata e le tensioni sulla liquidità a breve termine impongono un rafforzamento delle politiche industriali, del lavoro e degli investimenti. La cooperazione continua a essere pronta a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione, ma servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione”.