Internazionale
Almeno sessantamila morti all’interno delle carcere siriane negli ultimi cinque anni. Il servizio di Giovanna Carnevale.
Sarebbero almeno sessantamila le persone morte nelle carceri governative della Siria durante il conflitto che dura ormai da cinque anni. Le stime sono dell’osservatorio nazionale per i diritti umani, che parla di decessi dovuti a torture fisiche o mancanza di cibo e medicine. Oltre 14mila quelli accertati dal 2011 ad oggi. L’allarme per le morti di prigionieri nelle mani dello stato siriano era già stato lanciato nel febbraio scorso, quando il consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite aveva accusato sia il governo che le forze di opposizione di sottoporre i detenuti a tortura, ma da allora nessun progresso è stato compiuto. Secondo de Mistura, inviato speciale dell’Onu in Siria, dall’inizio della guerra civile circa 400mila persone sarebbero morte, ma i numeri non sono ancora ufficiali.
Economia
Le famiglie tornano ad indebitarsi. Secondo uno studio di Unimpresa, sempre più nuclei chiedono prestiti per comprare soprattutto automobili, smartphone, tablet, computer, televisori, elettrodomestici, arredamento per la casa e viaggi.
Diritti
Boom di ricorsi di migranti che si vedono negare la richiesta d’asilo. “Senza lo stanziamento di risorse umane e materiali adeguate i giudici civili non potranno gestire l’aumento esponenziale delle domande, mettendo a rischio diritti fondamentali delle persone”, denuncia l’associazione nazionale magistrati e chiede al ministero della giustizia particolare attenzione per le tutele per i minori stranieri non accompagnati.
Società
Palermo chiama e l’Italia risponde. Oggi 50mila studenti di tutto il Paese si uniranno in un grande coro contro la mafia e per la legalità in occasione del XXIV anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio. Il cuore degli eventi nel capoluogo siciliano, nel ricordo di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo e degli agenti delle loro scorte.
Sport
Il presidente del Coni, Gianni Malagò ha confermato l’accettazione da parte del Consiglio nazionale della modifica allo statuto che introduce espliciti riferimenti alla lotta all’omofobia. Il servizio di Elena Fiorani.
“L’incontro promosso a Roma il 18 maggio dall’Unar, con le associazioni LGBT e le realtà che si occupano di sport, è stata l’occasione per annunciare che finalmente, anche in Italia, l’orientamento sessuale non potrà più determinare alcuna forma di esclusione o di discriminazione. Il cambiamento dell’articolo 2 dello statuto Coni è stato espressamente richiesto dall’Unar su sollecitazione delle associazioni Lgbt. Per Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, “questa scelta del mondo dello sport porta l’Italia sempre più in Europa, come per la legge sulle unioni civili, contribuendo a farci uscire dal limbo in cui ci trovavamo, dovuto al grave ritardo rispetto agli altri Paesi europei. Un ottimo segnale giunto anche grazie allo stimolo del nuovo direttore dell’UNAR Francesco Spano, che ha scelto di impegnare il proprio Ufficio anche nel mondo dello sport come ambito di azione e promozione di valori positivi quali il rispetto delle differenze”.
Cultura
È disponibile da oggi, sugli store per Android, l’app realizzata dagli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Europa di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. L’iniziativa in occasione dell’XXIV anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio.
Economia
Si conclude oggi la 20esima edizione della Mostra Internazionale al Servizio della Sanità e dell’Assistenza. Un occasione per coniugare l’aspetto economico e quello sociale in un mix vincente, offrire servizi di alta qualità con possibilità di creare posti di lavoro per chi appartiene alle fasce più deboli del mercato.
Società
La prossima settimana l’aula di Montecitorio voterà il testo già approvato al Senato: salvo sorprese, ci sarà il via libera definitivo alla legge delega. Tutti respinti gli emendamenti in Commissione Affari sociali. Ancora scintille sulla Fondazione Italia Sociale: una “porcata” per le opposizioni, uno “strumento innovativo” per il governo.
Internazionale
Secondo l’Onu sono oltre 7 milioni e mezzo le persone che nello Yemen sono a “un passo dalla fame”. A confermarlo anche Alda Cappelletti, direttore regionale di Intersos per il paese asiatico. (sonoro)
Diritti
Fa discutere tra associazioni e ong la proposta del ministro degli Interni Alfano di costruire enormi hotspot galleggianti per l’identificazione dei migranti in arrivo dall’Africa. Per il Consiglio italiano rifugiati il rischio è di creare ulteriori frontiere invece di mettere in atto piani di accoglienza”.